Roberto R. Corsi

Tempo di lettura previsto: 12 anni

Cinquantaseicozze/VIII

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VIII.

Per qualche miracolo la morettina dell’ufficio accanto ti nota mentre vai al bar,
dice qualcosa al collega, lui divertito lo rimbalza fino a te, vi presenta.
È estate, timidamente vi vedete in centro, lei a sera
si diletta in una compagnia teatrale e l’attendi all’uscita,
prendete una pizza coi suoi amici che ti guardano storto:
o chi cazz’è, o d’indo’hazzo viene questo signor nessuno
a turbare il sottile equilibrio di panna del nostro branco flirtante?
Ma tiri dritto che manco un bulletto – stupito, nemmeno ti ricordi l’ultima
volta in cui qualcosa qualcuno ti avesse mosso così.
Svolazzi attorno a quelle labbra di Zerlina e pensi quanto è bella precisa confacente
agli standard, misuri a spanne i sorrisi della gente
quando lei ti cammina a fianco, la pelle benedetta i capelli annottati le scarpe col fiocco,
mentre prima chi t’incrociava pareva avesse sterco nel naso.
Puoi ammetterlo che respiri. Piccolo, tenero uomo! Arriveresti perfino, come tutti,
a accompagnarla a messa la domenica. Del resto stai fingendo, millantando
sull’intero comparto, vendendo aceto per vino:
una vita normale per te è già ruota di pavone, furto d’identità
per un fidanzamento o anche solo un ficafinanziamento.
Una sera ti trovi in camera sua a guardare un film insulso; quasi per norma
le volano via le mutandine con sopra impresso il segno zodiacale… Unica stonatura
il discendente, quello stracchino che ha deciso di esistere meno del suo padrone.
Non c’è molto altro, i lenti declini iniziano spesso con grandi silenzi:
lei prova per tiepida prassi a consolarti, dormi lì, ti alzi spesso per sbuffare aria
senza svegliarla, ah se il tuo uccello funzionasse come i tuoi succhi gastrici. Al mattino
strisci in ufficio tra pensieri appuntiti, e mentre il direttore centenario
del marketing sbava alle tettone della segretaria tu faresti esplodere tutto
senza neppure la classica letterina, con un riflesso meccanico sul pulsante infiammato.

 

[Cinquantaseicozze – raccolta inedita a puntate]
[opera protetta da plagio mediante marcatura temporale legale – redistribuibile con Licenza CC]

Cozza prec. | Inizio | Cozza succ. (dal 28/1/13)

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Written by Roberto R. Corsi

21 gennaio, 2013 a 09:00

Pubblicato su a puntate, materiale, poesia

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4 Risposte

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  1. In questa trance de vie ( mamma mia ! mi sembro Asor Rosa ! ) c’è tutto Roberto Corsi , il disimpegno / impegnato dell’acribia che non si celebra nè si confessa , spudoratamente autentica ; con “spudoratamente” detto senza enfasi .

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    leopoldo attolico

    21 gennaio, 2013 at 11:07

  2. Roberto. Ricevo i tuoi post in posta, quindi li leggo anche dal cellulare ove possibile se sono in giro, e ogni volta mi piego in due dalle risate (epidermica reazione) e resto sorpresa sempre molto piacevolmente, e desidero che arrivi presto l’episodio successivo. Complimenti.

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    Rita Charbonnier

    21 gennaio, 2013 at 15:53

    • ogni lunedì, stessa ora (le 9), stessa rete, per tutto il 2013. Maya permettendo (son già passati ma non vorrei che verso la trentesima cozza cambiassero idea 🙂 ) Ciao e grazie

      Mi piace

      Roberto R. Corsi

      21 gennaio, 2013 at 15:56


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