Cinquantaseicozze/VII


VII.

Ho gettato dietro le spalle come sale il tempo-anelito
quando mi disegnavo catastrofico su numi e marmi antichi –
segno che ancora speravo di essere diverso.
Invece libro dopo libro si mostra la mia vita non vita
di comunista con la liretta che si sciacqua la coscienza col bidet dei saggi di storia.
Prima di fare le notti sui social rimediando talora un mesetto di problematiche scopate
cercavo algoritmi per vincere al lotto o acquistare le azioni giuste in borsa;
finita la masturbazione informatica mi sono inventato critico musicale;
più in là ho cominciato a scrivere poesie, ho comprato l’esordio:
che bravo, hai pubblicato un libro! Per fortuna mi son fermato al primo,
almeno ho smesso di foraggiare gente per sentirmi
vivo, al centro di qualcosa – ciò peraltro m’assolve solo in parte.
Nulla, dicevo, se non caramelle, praline belline carine
coi colori delle squadre di calcio delle contrade del palio:
attirano l’attenzione per massimo un quinquennio
ma esplodono sincrone nello stomaco e alla fine non hai provato trovato alcunché
quando basta uscire dal palazzo di Gautama e riaffiorano i meridiani del mondo:
tutt’intorno fanno han sempre fatto i cani da tartufo,
eccoli a raspare la terra per incontrare lavoro rispetto
piacere sessuale sostegno continuità di specie.
Entro i muri del tuo vaniloquio la situazione è tragica,
e appena chi t’ama acquista un tocco d’autostima ne conviene.
Per decenni hai fatto il barbiere sul pianeta alopecia,
ora hai solo da piangerti addosso fino alla prossima impepata.

 

[Cinquantaseicozze – raccolta inedita a puntate]
[opera protetta da plagio mediante marcatura temporale legale – redistribuibile con Licenza CC]

Cozza prec. | Inizio | Cozza succ. (dal 21/1/13)

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Un commento

  1. Caro Roberto la tua VII è un esempio luminoso di scrittura poetica anche se il versus fa l’occhiolino a una prosa ritmica di bella, autentica fattura. Mi rendo conto che per arrivare al limite della poesia alla maniera della cantabilità cifrata, bisogna aver gettato alle ortiche la concessione a un mondo di cose fritte e rifritte, pescando qua e là stringhe di “rubbish” per ricucire un melange di significato pieno. Le tue cinquantasei cozze meritano una veste cartacea da primato in classifica di vendita libraria. Stammi bene e buon lavoro, Eugenio

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