Roberto R. Corsi

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26 EAP (e tanti Duchi di Mantova)

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avevo già letto (e approvato) il pezzo di Carolina Cutolo, oggi citato e glossato (lo scopro via sonnenbarke) da Roberto Russo. Il succo: alla fiera di Roma nessun vaglio di trasparenza e/o doppio binario tra editori virtuosi e a pagamento (questi ultimi in numero di ventisei, in base alla nota lista WD/Lippa, che trovate linkata negli articoli e che forse andrebbe fatta oggetto di aggiornamento e indagini astute e perentorie nei soggetti che indica).

Tempo fa annoveravo, tra le tre teste di Cerbero che mi rendono pessimista sul futuro del comparto poesia, il cd. ducamantovanesimo, cioè – citando la famosa aria verdiana – il questa o quella per me pari sono tra case editrici virtuose e non. È assodato che, negligentemente o per tornaconto, critici e (ben più gravemente) organizzatori di premi e riconoscimenti se ne fregano di instaurare una barriera o un doppio regime, e così recensiscono o premiano tutto di pari grado. Con quanto è successo a Roma vediamo il fenomeno da un’altra angolazione ancora, cioè nel momento dell’assegnazione degli spazi fieristici.

Mi fa molto piacere che si stia prendendo coscienza della necessità di porre criteri di trasparenza, anche se rimango alquanto pessimista sulla vittoria della guerra.

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Written by Roberto R. Corsi

9 dicembre, 2012 a 18:44

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