precocità in poesia

complice il caldo killer, persino i titoli dei convegni che scorrono tra le notizie originano frivolezze…

PRECOCITA’ IN POESIA

Scusami, amore:
volevo darti un carme, un lungo metro
per ore ed ore

ma non resisto più;
son già venuto (qui dall’editore)
con un pugno di haiku.

(* seconda versione del 2015)

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4 commenti

  1. Roberto caro , il senso dell’umorismo non risarcisce e non salva nessuno ( in questa italietta poi ! ) , ma chi lo possiede vive meglio con se stesso e con gli altri , certamente metabolizza la negatività senza i traumi devastanti e affliggenti ( per noi ) di una Salvaneschi o di una Valduga …
    Quindi coraggio di vivere e di scrivere nonostante tutto .

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  2. Al limite dello sberleffo, con una consapevolezza clinica e ben orchestrata, Roberto Corsi ci lancia con un componimento di calzante allusività, in queste giornate giunte intonse dalle contrade africane, un ennesimo messaggio di “dove va la poesia” usando la stessa materia che in definitiva mette sotto il vetrino. Roberto pare dirci “chi vuole intendere, intenda”, liberando col suo humor forma e sostanza, in linea, per restare nella baraonda metroplitana di Europa-calcio 2012, che si fa goal quasi mai per caso. La classe, come si dice, non è acqua. Complimenti, amico mio.

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