Roberto R. Corsi

Tempo di lettura previsto: 12 anni

aveva ragione Kiarostami: (il) Vento ci porterà via.

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ma… questa intensità… (Bruno Vespa)

Il fatto, crudo e semplice come una sequenza di colpi pugilistici.
Vent’anni fa, come accennavamo tempo addietro, in tv si declamava così:

Poi siamo passati a questo (notare che sono comparsi applausi e ricami felpati):

Infine oggi siamo a questo:

(per altri spezzoni digitare su youtube le seguenti chiavi di ricerca: Poeti in gara, Bondi poesie, Vento poesie)

Considerando che si tratta in tutti i casi non solo di presenza televisiva ma di autori EDITI, da editori anche di una certa importanza, si può essere legittimati a pensare che qualcosa sia cambiato...
Attendendo il prossimo passaggio della catena evolutiva – che so: lo Scrondo vincitore del premio letterario Taleggio-Rapaci

traggo alcuni elementi “in più”, ma solo per modo di dire.
Intanto è drammaticamente confermato che il personaggio precorre, nella valutazione editoriale, il contenuto. Può essere Flavia Vento, come un pilota di F1 o un serial killer: tutti ottimi poeti o romanzieri. Ormai esiste solo il Personaggio pubblico E scrittore. Ribadisco ai ggiovani che mi chiedono (ogni tanto accade, e perché lo facciano proprio a me è un mistero) come fare per pubblicare velocemente: diventa-un-personaggio. Fai streaking sistematico alle partite della tua squadra, ad esempio. Oppure mettiti d’accordo con un amico e andate in giro per la città con uno dei due al guinzaglio…. Insomma, tutto quanto possa servire per fare qualche comparsata in tv, provocare… ed eccoti di colpo novello Tolstoj.
Nihil novi, mi rendo conto. Anzi di nuovo c’è, come scrissi qualche giorno fa su twitter, che lo stesso Editore – lo voglio citare: Bietti, “casa editrice dal 1870” – che pubblica il canzonier ventoso, ha dato nello stesso periodo alle stampe un libro, a quanto si legge arguto e meritevole, recensito anche sull’ultimo Domenicale del Sole, libro di Paolo Bianchi dal titolo molto chiaro e suggestivo: Inchiostro antipatico. Manuale di dissuasione dalla scrittura creativa. Ecco, vorrei domandare a Bietti, perché sono giorni che ci penso: il combinato disposto di questo manuale e del libro della Vento è una gigantesca boutade oppure un’endiadi – come a dire: non sforzatevi, non perdete tempo, tanto ciò che poi viene pubblicato è NAVI DERUBBENO?

Seriamente, che morale e che filosofia del lavoro creativo i signori editori stanno cercando di inculcare (con due c) nella torma dei grafomani?
Tuttavia non voglio cadere nel cliché. Lasciamo pure perdere anche i tempi della valutazione manoscritto riservati ai mortali, tempi in cui muore la freschezza dell’opera d’arte. Questo è stato pubblicato, questo oggi si pubblica: questo mi è creativamente superiore. Questo dovrei/dovremmo recensire con animo vitreo. Fare una fenomenologia di Mike Bongiorno dei nostri tempi. Anche se forse, vista la premessa per cui il personaggio precorre editorialmente il contenuto, non ha più senso recensire il contenuto, si dovrebbe ormai lasciarlo perdere e recensire direttamente ed esclusivamente il personaggio – valutare scientificamente la sua vita, il gossip, la fotogenia, le sue chance di destare interesse, di figurare in un reality o in uno di quei salottini pomeridiani del dopo tg che stanno piantando ragni subliminali nel cervello di milioni di persone.
Sono combattuto, o lettore. Comunque, se acquisterò i libri dei nostri beniamini, ordinerò in pacco anonimo e discreto, come un tempo si faceva per i pornazzi.

UPDATE: per approfondire il tema del “personaggio pubblico E scrittore” di cui ci siamo spesso occupati, leggi questo pezzo di Gian Arturo Ferrari (e aggiungi 5 anni alla data di Blade Runner citata all’inizio)

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3 Risposte

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  1. Sconforto…..

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    Cinzia Boccamaiello

    29 marzo, 2012 at 10:21

  2. grandissimo sconforto infatti. Proprio alle trasmissioni di Weiss pensavo. L’ho anche scritto nel canale youtube della Rai, è una vergogna il DISSERVIZIO culturale che stanno proponendo.
    Proporrei inoltre di boikottare Bietti edizioni.

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    Ad Sidera

    29 marzo, 2012 at 11:05

  3. Roberto usa la tastiera del pc come una fionda per centrare il “personaggio” poeta di turno televisivo con parole-pietre che, ahimè, il suddetto non accusa perchè sulla faccia ha sigillato tavolette di acciaio. Condivido pienamente la sua denuncia anche se, nell’epoca dell'”apparenza”, siamo ridotti al fatto che conta il “quanto” stai in TV piuttosto che il “cosa” dici e “come” lo dici. Bisognerà per noi poveri contribuenti al canone televisivo mettere la cera nelle orecchie come Ulisse e una benda agli occhi come moscacieca per salvarci la dignità di tartassati in ogni senso?

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    Eugenio Nastasi

    29 marzo, 2012 at 12:21


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