Roberto R. Corsi

Tempo di lettura previsto: 12 anni

Giudica e manda secondo ch’avvinghia

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Gaia

Gaia Conventi, er Minosse de noantri (foto: gravatar)

Gaia Conventi, scrittrice noir, ferrarese come lo scrivente, dunque dotata di DNA savonaroliano (si dice così?), nonché factotum del pungente Giramenti, inizia oggi con la prima puntata il suo tour presso l’inferno degli scrittori esordienti, pubblicandone il resoconto all’interno del portale Sul romanzo. Scendendo in loco d’ogni luce muto si parlerà prevedibilmente di molte delle storture editoriali su cui talora ci siamo soffermati anche qui.
Prevedo che, sottoscritto compreso, non si salverà nessuno. E che, come sempre, qualcuno farà autocritica, qualcuno la prenderà con humour, qualcuno risponderà piccato. Merita dunque seguire (e commentare) questa e le prossime puntate; per restare aggiornati basterà sintonizzarsi sul tag dell’Autore.

Questo “pilota” pone già una domanda stuzzicante – perché scrivete? – la cui risposta non merita di essere liquidata in un angusto spazio commenti.
Questa tematica sembrerà generica ma, nel mondo del tutti autori, del se lo hai scritto va stampato, e delle altre inevitabili forme di lucro che sono spuntate come funghi, sarebbe miope fingere che non sia avvenuta un’impennata della produzione letteraria.
Personalmente sono incline a vederne – senza dedurne affatto una giustificazione, sia chiaro – una causa nella crescente emarginazione (sociale e lavorativa) dell’individuo contemporaneo. Non c’è più gratificazione nel lavoro, che spesso nemmeno c’è o, se c’è, è precario e sottopagato; si sposta allora la cura della propria autostima nel settore (lato sensu) letterario – e, di trattamento trattandosi, si “spiegano” (per modo di dire) psicologicamente anche i denari che si è sciaguratamente pronti a investirvi nel caso degli EAP (che sicuramente Gaia toccherà nel suo giro turistico).
Al classico e in poesia ubiquo “scrittore in pensione” che scrive così come il “sognatore” di Pessoa sogna – soltanto per sentirsi vivere e avere cuore – si è affiancata un’orda di persone, varie generazioni che faticano a trovare la propria realizzazione personale nel mondo non letterario, nella vita di tutti i giorni.
Questo è quel che penso; sicuramente ci sarà in molti anche ingenuità e ambizione. Ma secondo me ci sono concause psicosociali più profonde.
Nel mio caso, quando ho esordito, la componente psicologica è stata soverchiante; infatti, se mi rivolgete la domanda, vi risponderò, col solito gusto per le frasi a effetto, che scrivo per combattere il mio bruxismo diurno, cioè quel costante digrignare i denti che mi affligge da sveglio – risposta psicosomatica all’incomunicabilità con le persone che mi circondano e la loro scarsa considerazione verso di me.

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Written by Roberto R. Corsi

3 marzo, 2012 a 11:09

Una Risposta

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  1. […] cattivella dell’esordiente  sono in vetrina da Roberto R. Corsi, che ringrazio. Roberto in questo articolo dice cose sensate e intelligenti, roba che su Giramenti non troverete mai, quindi vi consiglio di […]

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