Roberto R. Corsi

Tempo di lettura previsto: 12 anni

bookshop in a coma (I know it’s serious)

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sabato scorso, a sera, ha chiuso i battenti la Libreria Martelli che, per chi vive a Firenze da prima del 2003, significa anche ex libreria Marzocco. Formalmente si tratta di uno stato comatoso ma, come potete leggere qui, le speranze di riapertura sono poche. La norma salva-destinazione scoperta nei Regolamenti Comunali può essere un aiuto; peraltro l’interesse parallelo all’acquisizione della Edison da parte di Feltrinelli andrebbe nel senso dei rumours che da parecchi mesi si sentono, per cui quest’ultima vorrebbe spostarsi da via Cerretani (dove non so se potrà invocarsi il “vincolo storico-culturale”, visto che prima del ’93 se non erro c’era un negozio di scarpe). La galassia libraria mi sembra quindi in ogni caso in netta fase di restringimento.
Vedremo. Intanto faremo a meno – per almeno cinque mesi – di uno spazio importante, storicamente secolare, che per me ha voluto dire molto, a partire dai primi libri di narrativa scelti dal prof. delle medie fino, di recente, a un reparto poesia silenzioso, quasi sicuramente il meglio (o il meno peggio) fornito di tutte le megalibrerie centrali.
La notizia era già triste di suo, e lo spettacolo in cui mi sono imbattuto oggi per la prima volta la rende assai più mesta.

Martelli1

veduta

Martelli2

"Chiuso! Andare Edison!!"

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Written by Roberto R. Corsi

20 settembre, 2011 a 14:53

4 Risposte

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  1. Caro Roberto, ne parlavo tempo fa con un amico. In occasione della chiusura o – come in questo caso – dell’annuncio che una llibreria è lasciata alle sorti di una specie d’accanimento terapeutico praticato da mercanti di mattoni, sarebbe bello (no, utile no!) che le vetrine, invece di essere cartonate nel modo che hai documentato, fossero tappezzate di pagine insanguinate.
    Sangue vero, qualche interiora di pollame, che ne so, i cascami di qualche presunto cervello d’assessore. Insomma qualcosa che dia visibilità e faccia notizia. E che puzzi. Che crei disagio, fastidio, repulsione, orrore.
    La cultura ormai mette a disagio, si sa, quindi che l’ambiente portatore (in)sano di cultura dia, almeno nell’estremo anelito, anche scandalo. Quattro mura di velluto grigio.
    Ciao.

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    amfortas

    20 settembre, 2011 at 15:32

  2. Condivido, con profonda malinconia. Mi sembra che a Firenze si debba purtroppo constatare non solo il restringimento della “galassia libraria”… Il “culturale” sangue versa abbondantemente dalla nostra città. Grazie Roberto per la tua voce concreta a favore della cultura.
    Ciao.

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    Annalisa Macchia

    20 settembre, 2011 at 17:11

  3. parafrasando un antico detto africano.: per ogni “antica” e storica libreria che se ne va…. è come se “sparisse” un intera biblioteca…Franco

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    Franco

    20 settembre, 2011 at 18:19

  4. In base alle notizie fornite dall’amico Roberto, circa la chiusura della Libreria Martelli a Firenze, non so per quale associazione di lettura, mi sono venuti in mente i versi di J. Donne, poeta metafisico del ‘600, quando scriveva:”Ogni morte di un uomo mi diminuisce, perchè io partecipo dell’umanità…”, sicchè parafrasando uomo con libreria, si può affermare che ogni “libreria” che chiude è come perdere un occasione per restare legati, mente e cuore, al mondo culturale. Ancora un segno della deriva pericolsa a cui si va incontro, in questa nostra indefinibile realtà nazionale, che affossa i “luoghi” della riflessione e delle proposte di promozione intellettuale, per procedere verso quell’appiattimento di pensiero critico e di auto determinazione che, evidentemente fanno comodo ad una governance che, per timore di contraddittorio, ci vuole somiglianti ad una società allineata e coperta e in fila, come quella delle formiche, come suggeriva una conclusione di Norbert Wiener, padre della cibernetica.
    Grazie Roberto per tenere alta l’attenzione su questi problemi.

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    Eugenio Nastasi

    21 settembre, 2011 at 10:10


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