Roberto R. Corsi

Tempo di lettura previsto: 12 anni

de-nominazione copernicana: Untitl.Ed

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Il logo editoriale in versione banner del sito.

poco tempo fa, considerandone i vantaggi anche per lo scrittore, auspicavo che l’editore fosse soprattutto head hunter, cioè dismettesse il prima possibile i panni di mistico lettore di manoscritti e si prodigasse invece nel cercare attivamente qualità di scrittura e talenti ben posizionati lungo le autostrade informatiche.
Bene, qualcosa si sta muovendo. Negli ultimi giorni capto un crescente fervore in questa direzione: lanci di nuove collane (soprattutto di ebook gratuiti), monitoraggio della rete. Ma la realtà editoriale che più mi ha colpito in questo senso è cartacea e operativa già dal 2005 (faccio ammenda per non averne parlato prima).
Complice un “like” sulla bacheca di un amico comune, ecco che m’imbatto in Untitl.Ed, casa editrice di Andria, scoprendo immediatamente che la sua metodologia di lavoro possiede due idee-forza di rilievo, copernicane rispetto all’id quod plerumque accidit.

La prima l’abbiamo già svelata: Untitl.Ed non si assopisce nello schema “inviateci i vostri manoscritti e vi faremo sapere” ma silenziosamente e certosinamente si sintonizza sui blog/siti di scrittori, misura nel tempo il valore della penna e, una volta convintasi, contatta l’Autore proponendogli un progetto di libro. Come vedete è proprio ciò che intendevo parlando di cacciatori di teste.

La seconda invece punta a raschiare dal prodotto librario tutte le incrostazioni “a curriculum”. Copioincollo dalla home del sito:

…[un libro] non senza titolo, ma DE-TITOLATO. Nel tentativo di superare una concreta abitudine all’accumulo e alla richiesta preventiva di titoli credenziali, che autorizzino lo scrittore alla scrittura, alla pubblicazione, e quindi al riconoscimento che ne deriva, Untitl.Ed chiede esplicitamente al proprio autore di porre in evidenza solo il titolo del suo lavoro, e non il proprio nome, né il nome col quale è conosciuto in rete, in un rimando immediato alla sola autorevolezza della propria scrittura. Allo stesso tempo Untitl.Ed invita il lettore a compiere la sua stessa manovra di avvicinamento, limpida e incondizionata, a quella voce particolare.

librountitled

Ecco la veste dei libri Untitl.Ed: nessun accenno all'Autore, riflettori su un titolo catturato nel divenire della collana.

Anche qui assistiamo a un capovolgimento dell’usuale: dal Vate che infligge al lettore l’a priori del proprio peso carrieristico (oltretutto spesso composto di mattoncini autofinanziati) e lo determina alla lettura, si va verso un’attenzione pressoché esclusiva all’oggetto, alla scrittura in se stessa. L’identità dell’Autore non sarà svelata dal prodotto-libro, che quindi riceverà dal lettore un giudizio testuale e non contestuale; solo attraverso la scheda internet si potrà giungere al sito dello scrittore e – non sempre – alla sua identità.
Un-titled nel senso di un-named, dunque: libri senza titoli nobiliari, senza blasone, senza nomea precostituita rispetto alla cruda scrittura.

C’era già quasi tutto per segnalare questa realtà anche a voi, mancava solo un tassello importante che è arrivato per posta tramite le parole della fondatrice – sul cui nome, in conformità coll’anonimato nel sito, manteniamo per ora la segretezza. Ebbene, Untitl.Ed è completamente free: non chiede denaro, acquisti di copie, contributi per presentazioni.
Signore e signori, una casa editrice virtuosa. Si-può-fare!

Per ora, mi scrive sempre la fondatrice, la tiratura è bassa e agli Autori viene proposta non una percentuale sulle vendite ma un “fisso simbolico” come corrispettivo per la cessione dei diritti d’Autore. La vendita è affidata al sito, ove si acquista tramite PayPal/carta di credito oppure mediante contrassegno.
Si tratta quindi di una realtà sostanzialmente di piccola taglia, free ma anche low (or no) profit dal punto di vista dello scrittore.
Però le cose potrebbero cambiare, e in fretta. L’ultimo titolo pubblicato, il libro di poesie Lascio aperto così entrano (numero 14 della collana), è nella cinquina dei finalisti del prestigioso Premio Carducci 2011. Il prossimo 9 luglio la silloge e la sua Artefice (su cui la nebbia onomastica giocoforza si solleva) verranno presentate  in quel di Pietrasanta.
Questo della finale è già un ottimo riscontro, e potrebbe diventare un ulteriore successo e una cassa di risonanza.
In tal caso l’aumentare della notorietà e della domanda di libri sicuramente porterebbe a dover ripensare gli aspetti di diritti d’autore e distribuzione; ma è un problema che vorrebbero avere tutti, anzi un augurio. Del resto la gestione virtuosa e innovativa che ho evidenziato in questo post mi spinge a credere che anche la “crescita” sarà fronteggiata con altrettanta etica e lungimiranza.

Insomma complimenti, gesti apotropaici a piacere per il premio, e a voi miei lettori un incoraggiamento a visitare il sito (semplice ma ben strutturato, completo di blog, radiocast e social) e soprattutto ad assaggiare qualche volume della collana. I libri di poesia “propriamente detti” sono appunto il 14, in gara a Pietrasanta, e quasi tutto il 7 (A passo d’angelo), ma anche la narrativa è da provare – io per esempio, forse per la concomitanza con Wimbledon, voglio leggermi il volume 12 (Le tenniste). E un amico di preclare virtù letterarie, Paolo Galloni, mi consiglia il numero 4, La macchina ideale, definendo il suo Autore “uno dei migliori scrittori italiani”.
L’ultimo appello è per voi, scrittori più o meno rimbalzanti sulla soglia dell’editoria. Basta con la diaspora dei manoscritti: gioite e iniziate/continuate a disseminare lungo la rete, perché cominciano ad accorgersi dei vostri movimenti.

[A tutti: se avete in mente altri editori, naturalmente virtuosi, che usano cacciare teste, segnalatemeli per posta e magari, se mi convincono, ne parleremo].

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Written by Roberto R. Corsi

1 luglio, 2011 a 12:12

2 Risposte

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  1. Ciao Roberto mi ha molto incuriosito questo modo di “fare libri” e ho letto, come sempre con piacere, la tua nota in merito.
    A presto. Franco

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    franco

    5 luglio, 2011 at 03:00

  2. Caro Roberto, mi è sembrato buono evidenziare la novità di comportamento di questa Casa Editrice che trovo etiche riguardo ai tempi. Ottimo lavoro di divulgazione il tuo per qualcosa che merita.
    Liliana

    Mi piace

    Liliana Ugolini

    5 luglio, 2011 at 03:21


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