Roberto R. Corsi

Tempo di lettura previsto: 12 anni

circo “Massimo 500 copie”

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bookomatic2

Il nuovo book-o-matic "pseudo-aleatorio" (clicca per ingrandire)

Oggi mi è arrivata a casa una nuova offerta editoriale “in bianco”, rigorosamente a pagamento, e stava quasi per fregarmi.
Infatti, paragonata al precedente prontuario (cd. book-o-matic), al quale abbiam fatto le pulci calcolando un profitto dall’85% al 128% dei costi di stampa, mi sembrava non andasse molto al di là degli effettivi oneri di disboscamento planetario. Il che non vale un giudizio di virtù (che da queste parti si ottiene solo a seru Euru), ma magari una collocazione in gironi infernali più superficiali. Vediamo un po’.
Anche qui l’offerta è variegata, segnatamente tripartita (libro a unico autore, silloge di 16 pagine in libro multiautore, audiolibro): per comodità limitiamoci al caso che più c’interessa, quello della pubblicazione di un volume di poesie a unico autore, con contratto che ho appena scannerizzato qui a sinistra, privandolo di segni distintivi.
Poiché la lettera di accompagnamento invita a spedire, per questa collana, un manoscritto dalle 40 alle 50 poesie, stiamo larghi e prendiamo come riferimento un volume di 64 pagine. Per il quale dovremmo contrattualmente sborsare 1200 Euro, 50 in meno se anticipati in contanti (a Firenze in questi casi si dice: tìrati su le ciocce – facciamo 1200 dilazionati).
Ecco, al punto 2 uno vede evidenziata in grassetto una tiratura di n. 500 copie, incrocia col preventivo dello stampatore e ne deduce (1200-1012) un profitto pari a 180€: appena il 17,5%. Non certo una probatio honestatis (tutt’altro) ma un margine ben ridotto rispetto alle medie cui eravamo abituati.
Stranamente però si sono dimenticati di evidenziare in grassetto la parte appena precedente. Ovviamo noi: tiratura…fino ad un massimo di n. 500 copie…
Guarda caso poi a questa clausola corrisponde quella, analoga, del contratto sull’audiolibro, che parla di “500 copie suddivise in due edizioni di 250, la seconda delle quali a esaurimento della prima”.
Sarò malfidato ma mi viene da sospettare che la stampa del nostro libro sia pianificata ben sotto le 500 copie, magari proprio a 250, il che cambia le cose, perché abbassa il costo di stampa da 1012 a 670 Euro circa, assicurando al Gutenberg de noantri 530 Euro di profitto (il 79%)!
A prima vista si tratterebbe di un contratto aleatorio per cui ci si assume il rischio di dover sforare tiratura 250. Sotto questa cifra l’edistampatore alza la cinquecentoeuro, mentre al di sopra gli occorrerà fare una seconda stampa. Perdendoci? Non proprio: se il libro vende anche solo 120 copie (le 250 meno le 100 acquistate dall’Autore e le 30 in omaggio), l’impavido imprenditore ci guadagna 10,56 € per copia (l’88% sul prezzo di copertina), quindi 1260 Euro, 140 per andare in pari con la tiratura di 500 copie (670-530) e gli altri 1120 pro bono (contro i 178 Euro recuperati dall’Autore che manco gli bastano a far scendere il disavanzo sotto i mille).
Quindi, o 530 Euro, o 1120 addirittura: di rischio d’impresa proprio non c’è traccia.

Verosimilmente prevarrà l’ipotesi di sole 250 copie, visto che la distribuzione è minimale se non assente (viene menzionato solo l’inserimento sul sito dell’Azienda), e in generale il grado d’interesse e fiducia dei nostri paladini verso il prodotto artistico si desume dalla cessione meramente annuale dei diritti d’Autore.
In queste condizioni difficile che s’intacchi la seconda tranche, e, per uno o due Guidobaldo Maria Riccardelli che impongano a tutta l’azienda di acquistare le proprie poesie sul cinema d’arte, ci saranno decine di poeti in erba (voglio) che non arriveranno mai in tripla cifra.
Temo dunque che siamo alle solite, con in più – rispetto ai book-o-matic hardcore – quel commovente punto 1 che parla di una comunicazione di accettazione del manoscritto, quasi a insinuarne un vaglio di qualità, quando appena sopra ti dicono già di fissarne il titolo… sembra la scena del coniuge che, sorpreso a letto con l’amante, ti dice: “Amore, non è come sembra!”.

Poeti, occhi aperti e portafoglio chiuso!

[PS autore e titolo in premessa li ho inseriti io! smile]

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Written by Roberto R. Corsi

17 giugno, 2011 a 18:50

2 Risposte

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  1. Ottimo e educativo ragionamento, molto opportuno: Liliana

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    Liliana Ugolini

    19 giugno, 2011 at 02:03

  2. Gli editori sono gli unici, anche nella musica, che ancora stanno guadagnando senza rischi, con giochi simili e/o uguali a quelli da te qui descritti, facendo leva sull’antico amore feticista dei vegliardi (come noi ^^) del libro o del bel cd impacchettato.
    E anche i ggiovani d’oggi, nonostante siano irrefrenabili scaricatori di porto, non disdegnerebbero vedere alle stampe (qualsiasi stampe) un proprio prodotto con un marchio editorial(disco)grafico qualsiasi dopo il titolo.
    E su questo gli editori, unici ad avere a disposizione prezzi scontati decenti per le stampe, ci giocano e alla grande!
    yours

    mauro

    Mi piace

    kerygmatico

    23 giugno, 2011 at 10:57


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