da Maria Grazia Cabras

ricevo una “recensione in versi” della mia Indegnità, e ringrazio infinitamente l’Autrice sia per il dono che per le parole incoraggianti generosamente tributatemi nelle ultime settimane.

Sentieri dell’interiorità della carnalità sentieri speculativi
labirinto esistenziale sospeso nella vertigine
di nebbiose malinconie e sottili abbandoni

le vite dei Grandi del passato còlte in uno specchio
capovolte metamorfosi di luce e suono
regioni dell’invisibile

nel rimpianto di luoghi perduti – si destano echi di nuove albe
ci accolgono armonie e canti in volo
sotto i cieli di Messiaen.

MARIA GRAZIA CABRAS, nata a Nuoro, vive e lavora a Firenze dopo un lungo soggiorno ateniese durante il quale ha conseguito il diploma in Neogreco presso il Dipartimento di lingue straniere dell’Università di Atene. Ha all’attivo un solido cursus d’interprete e traduttrice, nonché tre sillogi di poesia dal 2004 a oggi: dopo il Viaggio sentimentale tra Grecia e Italia edito da Ibiskos, escono per i tipi di Gazebo Erranza consumata (2007) e il recente Canto a soprano, del 2010 – qui a sinistra ne vedete la copertina.
Di queste due raccolte è presente una recensione sul sito de LaRecherche, rispettivamente a firma di Roberto Maggiani e  Franca Alaimo.

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