Roberto R. Corsi

Tempo di lettura previsto: 12 anni

endecasillabi bocconiani

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ragazza fascista

Anna Lamberti-Bocconi, Canto di una ragazza fascista dei miei tempi, Transeuropa

All’inizio mi stava sulle palle –
«chi si crede di essere?» ‘sta tipa
che m’additò don Faber Centofanti
per inviarle la silloge d’esordio
e magari ricevere un consiglio.
La spedisco… Silenzio alabastrino
interrotto da accenti d’imbarazzo
come a dire: taccio ché son gentile
ma il tuo libro fa ben ****** il ***** !!
Continuando a pensar che non è vero
ho capito, leggendola, che i nostri
universi hanno piste parallele
e il suo in particolare ruota attorno
alla scoperta dell’altro da sé,
ciò che forse a quei tempi non cercavo.
Ho terminato la ragazza fascia,
canto d’alienazione che non vuole
dare giudizi ma nell’acquaragia
scioglie un tempo e le sue prospettive
come si scioglie una giovane vita
nella materia che trasmuta in voce.
Non l’han compreso tutti questo canto:
le ideologie son proprio brutte bestie,
prendono affreschi per apologie.
Dopo Roma (ove lesse tutto l’opus)
certuni ne hanno scritto peste e corna,
(ravvedendosi in parte, per fortuna);
forse perché ha l’accento milanèèèse
e c’è dentro anche l’Inter? No, non credo:
senton fasc… e si drizzan le code,
parte l’urlo e il pensiero s’accantona.
Tra l’altro non c’è solo la ragazza,
ma tutta la poetessa con un tuffo
carpiato a oltrepassar le porte d’Ade
si squaderna e si mette a dialogare:
le viscere son lì, sul tavolino.
Altre figure fanno capolino,
fantasmi del settanta e del duemila,
ectoplasmi che solcan la parola,
dicono il desiderio oltre il recinto:
furia accesa o sabbiosa frustrazione
poi, nel bianco finale, comprensione
che si brucia o si annega sempre uguali,
negli ospedali o in matrimoni bene,
con la pistola o con la borsa in pelle.
Il viaggio sembra quasi virgiliano
o dantesco dinanzi a Farinata,
il coro di commiato mi riecheggia
This be the verse del caro Philip Larkin –
salvo che, qui, la vita preme e vale.
L’endecasillabo è ben musicato
(Anna è assai coinvolgente quando legge),
ho provato a raccoglierne la sfida
sia pure in una nota di lettura.
Ciò senza soffocare l’espressione:
c’è spazio per immagini appuntite,
che affettano il pianoro lessicale
come rivi improvvisi nella steppa.
Bisogna riconoscerlo, è un bel libro,
ve lo consiglio senza indugio alcuno.
(allegato al poemetto c’è un cd
arrivato graffiato fino a qui…
mi sbagliavo, non salta e non è male)

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Written by Roberto R. Corsi

21 aprile, 2011 a 13:40

2 Risposte

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  1. Caro Roberto, non ho letto il libro ma il tuo commento in versi che mi ha fatto sorridere è, nella sua leggerezza penetrante, molto esplicito. Così hai raggiunto lo scopo stimolandoci ad approfondire la questione e, intanto, a fare i complimenti all’ autrice.
    Simpatica nota di lettura. Colgo l’ occasione per augurarti Buona Pasqua affettuosamente. Liliana

    Mi piace

    Liliana Ugolini

    21 aprile, 2011 at 14:18

  2. Anch’io non ho letto il libro, ma una recensione in versi così “leggeramente” pungenti diviene un invito brioso a leggere l’opera che l’ha ispirata.
    Buona Pasqua!

    Giorgina

    Mi piace

    Giorgina Busca Gernetti

    21 aprile, 2011 at 16:00


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