Roberto R. Corsi

Tempo di lettura previsto: 12 anni

effetto Antonioni e piacevoli spiacevolezze

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ecco, oggi ho ardito scomodare (quasi di sicuro banalizzandolo) un grande cineasta per descrivere l’improvvisa e tendenzialmente eterna incomunicabilità che piomba su aria e giorni dall’esatto momento in cui partecipo le mie poesie a qualche amico, più o meno addetto ai lavori.
Non poca gente è sparita da quel dì, come se le pagine recassero qualche tossicità in stile grimoire.
Beh, pazienza. Un po’ mi spiace però.
Faccio infatti presente che, a meno che non mi si offendano mamma babbo e Beneamata, posso tollerare non solo qualunque critica e accusa di scarso risultato artistico, ma anche, per citare il famoso brano di George Thorogood, ogni più globale invito a tagliarmi i capelli e reperire un lavoro propriamente detto.
Per fortuna esistono happy few che correndo il rischio d’imbattersi in una sorta di Begbie verseggiatore – modello, bisogna dar atto, niente affatto sconosciuto nel tessuto poetico e artistico – “osano” operarmi critiche e suggerimenti. Spiacevolezze, perché non ci s’incontra; ma piacevoli dopotutto, perché fanno riflettere dibattere e rimuginare. Quando non crescere. A loro è [era] affettuosamente dedicata la sezione sulle mie Ostinazioni, che tali sono perché evidentemente “ci si ostina” a ricercare qualcosa di non mainstream. Nonostante questo preferisco di gran lunga costoro al silenzio ghiacciato di altri.
Tra i prodi anche una casa editrice che – mirabile dictu! – ha eluso il mood di quasi tutte le sue sorelle (l’indifferenza assoluta per ciò che, non introdotti, si recapita loro) e ha preso carta e penna per un parere (negativo) di lettura sul nuovo materiale! Di fatto, la solita questione dello iato (per me inesistente) tra arte e cultura – così faticoso, a quanto sembra, da digerire.
Pubblico il loro scritto (cliccaci sopra per vederlo a dimensione originale) perché penso incarni le parole di molti “silenziosi”, i quali si conforteranno della circostanza che il mittente non è stato passato per le armi, anzi ha trovato palcoscenico tra le mie mura!
Avevo pensato di mantenervi il nome perché sono stati cortesi ed educati anche solo rispondere, al punto da consigliarveli se aveste materiale da inviare; ma, trattandosi di corrispondenza privata, non so se il disvelamento fosse gradito. A chi interessa lo rivelerò in privato.

la lettera ricevuta

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Written by Roberto R. Corsi

12 aprile, 2010 a 19:32

Pubblicato su critica, editori, poesia, varie

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