Roberto R. Corsi

Tempo di lettura previsto: 12 anni

da Maria Pia Moschini

leave a comment »

Piccolo scritto per Roberto R. Corsi
24 giugno 2009

“Restare ingenuo, ignaro…” (P.P. Pasolini)
Questa citazione che precede il libro L’indegnità a succedere di Roberto R. Corsi, è una specie (o sorta?) di inafferrabile realtà, un volo nell’infinito pulviscolo di parole alla ricerca della fluida declinazione delle nuvole.
Scrivere con inconsapevole leggerezza, con velocità temperata, come un respiro che sollevi il pensiero in un ritmo armonico… è questa la ricerca di Corsi, forse inconspaevole allo stesso autore.
“Luoghi del cielo…” dove inscrive come in un retablo perfetto i concetti, le sapienti scansioni del dire.
Si potrebbe disquisire a lungo sulla sua competenza musicale e sul riflesso iridescente che questa emana in ogni direzione ma, in realtà, al di là del suono vibrante che si sprigiona dai testi, c’è qualcosa di misterioso, di arcano che si annida negli angoli di una casa pervasa dagli echi del non detto. Una casa che si trasforma continuamente sotto l’incedere del passo e cambia il percorso dei corridoi, delle scale, l’ubicazione delle stanze, la geometria delle finestre. Una casa abitata da musicisti racchiusi in sferiche boules trasparenti, su cui cade una neve sospesa nel liquido silenzio dell’assenza.
È pero alla pag. 31 che, in uno slancio egoistico, trovo me stessa: “Un’onda dovrebbe morire sulla sua corsa”… Come il poeta che si affanna nel tentativo di fermare il tempo ed anche in quel “…ricordi?” di pag. 32 dove compare il sentimento di un passato trasformato in reliquiario senza codici.
Il mondo si concede a Roberto R. Corsi con la paziente ricostruzione dell’archeologo che ricompone i frammenti di un canopio istoriato, e, mano a mano che il disegno si definisce, dal vaso si sprigiona un vento arcano, un fiume di resine antiche che stordisce.
Il mito si avvolge nel suo mantello còlto da un brivido e si mostra, discontinuo, nell’attualità del suo misterico dramma.
L’indegnità a succedere è un libro prezioso, una galleria ordinata, sapiente. Lettura e rilettura, pensiero e ripensamento, ascolto e percezione di rumori insoliti, di vibrazioni sottili…
È nel blu della copertina, nel tocco delle mani, l’epigrafe destinata a futura memoria.
Nessuna indegnità… solo il rintocco in lontananza di una campana che annuncia l’or di notte, quel momento che non è crepuscolo ma un succedere, un incedere verso una realtà ancora in formazione, proprio come le nuvole spinte da una brezza spiraliforme, una scrittura in versione musicale… un concerto allora o un ritorno alla genesi del suono?

MARIA PIA MOSCHINI è nata a Firenze nel 1939. Dal 1980 si dedica alla poesia e al teatro. Nel 1983 fonda “Intravisioni”, spazio di ricerca a cui collaborano numerosi artisti fiorentini. Nel 1986 nascono i “Piccoli Teatri di Ambientazione”, Operine d’Invenzione in cui la speculazione è mediata dall’ironia e dal gioco poetico. Tra le opere: E sorrise del proprio metodo di misurare le distanze – Storie di soldati (1984), La cugina Iris (1990), Inespresso caffè (1991), Le bambine invisibili. Livre de poche (1992), Teatrino termale (1995), Bataclan (1996). Quest’ultima opera è liberamente scaricabile in formato RTF cliccando qui

Annunci

Written by Roberto R. Corsi

7 luglio, 2009 a 12:32

Pubblicato su autori, critica, libri, scrivono di me

Tagged with

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: