Voilà que j’ai touché…

 

«eccomi arrivato all’autunno delle idee
e occorre lavorare di pala e di rastrello
per rimettere in sesto l’inondato terreno
dove l’acqua scava buche grandi come tombe
…»

mi sono arrogato questo mese di agosto per lavorare – sperando di avere la tranquillità necessaria – a qualcosa di nuovo. Desumo quindi che si apra una nuova fase creativa, un nuovo cimento, certamente più aspro del primo.
Molti sono gli interrogativi e molte le cose che ho imparato in questo anno e mezzo, anche a mie spese.
Ho commesso qualche errore, ma di alto potere didattico, quindi non mi affliggo più di tanto!

In concreto: non posso ancora fornirvi il testo della mia “affabulazione fontanelliana”  (cfr. post precedenti) perché lo sottoporrò prima a qualche rivista cartacea. Però posso dirvi che è stata una serata piacevole, e che credo di avere illustrato abbastanza bene il valore di Oblivion come testimone della cifra più autentica del suo Autore. Siate pazienti (e intanto comprate il libro per farvi la vostra idea).

Oltre al self-editing mi intratterrò anche sulla poesia di Liliana Ugolini (altro testo assai meritevole, per di più a carattere di raccolta: altra lettura estiva consigliata). Vediamo se saprò trarne qualche nota.

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