Roberto R. Corsi

Tempo di lettura previsto: 12 anni

moi, Italo?!

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Luisa Finocchi, direttore della Fondazione Mondadori, è anche prefatore del (consigliato) manuale di M.G. Cocchetti.
Ecco un estratto particolarmente interessante del suo intervento, da mettere in connessione con quanto scritto due post addietro riguardo alla penuria di lavoro (e alimento) critico sui poeti:
… Sembra difficile comprendere il «processo di selezione» che distingue il «pubblicabile dall’impubblicabile». Come scrive Pierre Bourdieu in un saggio recentemente tradotto [lo trovate qui, nel numero 2/2004], occorre conoscere «le relazioni oggettive tra i diversi agenti che intervengono nella decisione di pubblicare»: commissioni e comitati, l’editore e i suoi collaboratori, i direttori di collana, i lettori, i responsabili degli uffici commerciali, i consiglieri influenti ma «ufficiosi», i traduttori…
Una traccia di questo percorso decisionale si può trovare nei pareri di lettura, conservati negli archivi degli editori e ogni tanto riscoperti (vedi i pareri di Calvino recentemente proposti in occasione del ventennale della sua morte). Lettori sconosciuti o lettori famosi come Elio Vittorini, Vittorio Sereni, Oreste del Buono, Laura Grimaldi, Giuseppe Pontiggia, Fruttero e Lucentini, si impegnano, con giudizi a volte articolati a volte fulminanti, a valutare non solo la qualità del lavoro, ma anche la sua congruità con i programmi editoriali della casa editrice…

Suona blasfemo, ma. Lungo la settimana scorsa mi è capitato di dare il mio primo parere “editoriale”. Chiaramente non vincolante.
Mi sono sentito emozionato come poche altre volte. Prospettavo la difficoltà dello spogliarsi (fino a quale indumento?) delle proprie concezioni, poi del contrapporre l’effetto di una lettura approfondita alla ricerca della fascinazione immediata. Un gioco tipicamente inglese di checks and balances.
Ho segnato il manoscritto come una partitura, con cifre minuscole e criptiche. In questo giovane poeta ho trovato buoni spunti uniti ad una esuberanza di significati che invece andrebbe raffinata attraverso un processo di maturazione, magari con accanto una figura di “maieuta” (userei questa parola più che quella di “editor”, per evidenziare il carattere sempre personale delle scaturigini). Il mio parere – ripeto non vincolante – è stato positivo con riserva, e ne sono felice: evidentemente sono ancora sufficientemente immaturo per disamorarmi dell’altro da me.
Credetemi: valutare è salutare. Non capisco – mancanza di tempo a parte – quali siano le cause che rendono questo impegno così desueto e mal condotto.

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Written by Roberto R. Corsi

10 novembre, 2007 a 01:44

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