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Apparizioni (talora appropriazioni) del Mito: Roberto Mosi.
Ho letto la nuovissima raccolta del fiorentino Roberto Mosi, Luoghi del Mito (LietoColle), con l’interesse che sempre in me scaturisce non appena fiuto un incrocio “pericoloso” tra poesia e “cultura”. Di pericolo in effetti si tratta, quantomeno per le fortune del poeta che dev’essere disposto ad affrontare una schiera di lettori e critici fortemente avversi a questa commistione. «È strano che si voglia fare lirica dotta», mi fu un giorno obiettato per lettera; qui invece leggiamo, nella chiusa della poesia a pag. 32, un eloquente “Si tratta di vera poesia?”, dove il virgolettato dà conto di un qualche effettivo incontro-scontro nei lidi informatici.
A nulla vale eccepire l’indeterminatezza degli aggettivi che ho evidenziato in corsivo, essendo oggi la poesia non definibile se non secondo canoni personali. A poco vale perfino citare voci altissime quali (tra le altre) Kavafis, Caproni o, per restare in riva d’Arno, il possente lavoro mitologico-poetico-teatrale di Liliana Ugolini: sembra quasi che l’iniezione del Mito (che a questo riguardo è una species del genus cultura) nell’ovocita poetico realizzi una dissonanza o addirittura un’atonalità che come brezza di terra spinge sùbito lontano il lettore, il quale forse mai come in questo periodo ha avuto poca o punta voglia di mettersi alla prova con strutture ultronee rispetto al suo bagaglio.
Mosi non rinuncia alla sfida, evidenziando in premessa le sue ragioni profonde: tracciare un altro lato del suo poligono in fieri (parte del quale si può leggere in forma elettronica sul sito larecherche.it) tra luoghi e nonluoghi (secondo la nota definizione di Marc Augé).
La lettura di queste poesie, comparata con le precedenti raccolte, ci testimonia anzitutto una continuità di stile: un verso volutamente spoglio e descrittivo, “di veduta” (non a caso Mosi è anche apprezzato fotografo), nel quale l’io del poeta emerge il meno possibile lasciando campo libero al circostante.
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levia-gravia
Due buone notizie giunte nel weekend: le riporto in ordine di apparizione.
Nell’antologia Taggo e ritraggo di LietoColle, in uscita per aprile, comparirà tra le liriche anche un mio divertissement che, inaspettatamente per il sottoscritto, è stato scelto dai curatori che cito ringraziandoli: Mary B. Tolusso, Anna Toscano e Gianpaolo G. Mastropasqua.
Chi è iscritto a Facebook può già vedere il mio testo a questo indirizzo (in caso sia necessario chiedermi l’amicizia, bussate e vi sarà aperto).
Dal primo giugno invece sarà disponibile (cfr. qui) il mio terzo (secondo in ordine di scrittura) libro di poesie, dal titolo All’orza (poesie 2005-2007). Come la precedente Divagazione, esso sarà edito in forma di ebook, ma questa volta pubblicato col marchio LaRecherche.it, realtà di cui vi ho già parlato qualche post fa e che ora ha una vetrina ad hoc per i libri elettronici.
Dunque stay connected, come suolsi dire.
piccolo florilegio
È online la pagina dedicata al Poetico Diario 2010 di cui abbiamo già parlato. Col consenso dell’Editore ho potuto inserire un trittico di poesie che ho gradito alquanto (Autori: Amadei, Leoni, Clarà) nonché, in calce, il mio apporto. Questo il link diretto. Buona lettura!
