Roberto R. Corsi

La poesia non è morta però ogni tanto cambiatele i fiori

Articoli con tag ‘La Recherche

splendidior vitro

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è disponibile da poche ore il nuovo ebook di Fabio Pasquarella, Il sasso e la rana, edito da LaRecherche. Partendo da questa pagina, o cliccando sulla copertina qui sopra, si può liberamente scaricare la versione epub o pdf.
Non intervengo con una nota critica per un duplice motivo: da un lato ho avuto il piacere e l’onore di fornire a Fabio, una delle voci nuove che preferisco, qualche consiglio e suggerimento – mai vincolanti; inoltre l’Autore, per questa nuova fatica, ha desiderato espressamente intrattenere (non senza fondamento, considerate le particolarità del suo registro poetico e direi anche dei suoi presupposti teor-et-ici) un rapporto diretto ed esclusivo tra i propri testi e il lettore, senza il filtro di una prefazione o postfazione. Date le due circostanze rispetto il suo dettame anche ex post, limitandomi nel titolo, a mo’ di apprezzamento e ringraziamento, al passo oraziano utilizzato prima di me da Roberto Perrino nel primo commento che trovate sulla pagina dedicata.
Buona lettura.

pasquarellaSR

Scritto da Roberto R. Corsi

25 maggio, 2013 alle 19:12

LaRecherche: fioccano i download, sbocciano gli epub

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logorecherche

Il corvo lettore che campeggia nella pagina ebook de LaRecherche: non so se promani da Poe; io lo chiamo Agatha dal nome del font usato per il logo e i piè di pagina.

Questo post nasce anzitutto come ringraziamento a Roberto Maggiani e Giuliano Brenna, dioscuri de LaRecherche.it (community + libri liberi).
Un thanksgiving che origina da un’evidenza e due calcoli.
Evidenza: All’orza ha toccato (e forse ormai sforato) la soglia dei 666 download.
A meno che non abbiate già letto le mie liriche al contrario (smile) non pensate a questo numero con connotazioni demoniache! rifletto solo ad alta voce sul fatto che, se non mi è sfuggito qualcosa, del mio unico libro cartaceo “solista” sono state invece acquistate (no donate o conferite) nientemeno che 6 (sei) copie.
Calcolo: si può dire che per merito dell’approccio ebook+gratis (e della brulicante community di autori e appassionati che afferisce a LaRecherche) ho raggiunto in queste ore un risultato pari a quello che avrei conseguito mediante 111 (centoundici) titoli in cartaceo. Avrei dovuto scrivere oltre un centinaio di sillogi, giungere all’opus 111 cara agli amanti del pianoforte beethoveniano (e ai collezionisti di musica barocca). E verosimilmente “fumarmi” l’equivalente di un tre vani a Firenze (o di un bilocale in zona di pregio).
Sebbene questo dato sia puramente teorico (presuppone che ogni soggetto abbia effettuato un singolo download), ridurlo anche di uno (opus 74) o due terzi (opus 37) non attutisce il carattere di schiacciante vittoria dell’approccio di cui sopra; da parte mia ero sin dall’inizio convinto della scelta e i numeri mi han dato ragione. Quanto sopra risponde ovviamente in via perentoria a chi mi chiede consigli su che strada prendere per pubblicare…
Grazie a Roberto, a Giuliano, a chi mi ha letto e spesso anche criticato.

Approfitto per segnalare che la cospicua biblioteca de LaRecherche sta adeguandosi al concetto di ebook stricto sensu, rilasciando accanto al formato pdf anche quello epub. La versione epub è già presente per un pugno di titoli compreso il mio (aggiornamento del 4 febbraio); pian piano, a detta dei curatori, la novità sarà estesa a tutto il catalogo.
Ringraziando per la recentissima conversione di All’orza, ricordo agli irriducibili e-inkers che una selezione cospicua di poesie in esso contenute si può già leggere all’interno dell’antologia Il ridursi del tutto a vuoto d’avvenenza, disponibile gratuitamente in formato epub e mobipocket (Kindle).

post factum

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Muovo la bocca come la tua/ che non c’è più.// Nell’effimero il mondo s’offre/ per l’eterno.

Stamattina esce per LaRecherche la seconda silloge di Fabio Pasquarella, dal titolo Girotondo. L’illustrazione di copertina è di Daniela Tieni.
Ringrazio l’Autore per avermi voluto come postfatore e spero di avere còlto almeno qualcosa del suo dire, puntuale e spazioso allo stesso tempo. Fabio aveva attratto la mia attenzione già col suo esordio, come ricorderete, e questa nuova raccolta conserva i tratti salienti della prima prova, ampliando alquanto il raggio tramite una maggiore considerazione empatica dell’umano.
L’ebook si scarica gratuitamente da questa pagina (nella quale si può anche lasciare un commento). Buona lettura!

Girotondo

Scritto da Roberto R. Corsi

9 settembre, 2011 alle 09:17

da Maria Grazia Cabras

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ricevo una “recensione in versi” della mia Indegnità, e ringrazio infinitamente l’Autrice sia per il dono che per le parole incoraggianti generosamente tributatemi nelle ultime settimane.

Sentieri dell’interiorità della carnalità sentieri speculativi
labirinto esistenziale sospeso nella vertigine
di nebbiose malinconie e sottili abbandoni

le vite dei Grandi del passato còlte in uno specchio
capovolte metamorfosi di luce e suono
regioni dell’invisibile

nel rimpianto di luoghi perduti – si destano echi di nuove albe
ci accolgono armonie e canti in volo
sotto i cieli di Messiaen.

MARIA GRAZIA CABRAS, nata a Nuoro, vive e lavora a Firenze dopo un lungo soggiorno ateniese durante il quale ha conseguito il diploma in Neogreco presso il Dipartimento di lingue straniere dell’Università di Atene. Ha all’attivo un solido cursus d’interprete e traduttrice, nonché tre sillogi di poesia dal 2004 a oggi: dopo il Viaggio sentimentale tra Grecia e Italia edito da Ibiskos, escono per i tipi di Gazebo Erranza consumata (2007) e il recente Canto a soprano, del 2010 – qui a sinistra ne vedete la copertina.
Di queste due raccolte è presente una recensione sul sito de LaRecherche, rispettivamente a firma di Roberto Maggiani e  Franca Alaimo.

Scritto da Roberto R. Corsi

3 giugno, 2011 alle 22:15

un dragaggio opportuno: Il ponte di Heidelberg di Sergio D’Amaro

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D'Amaro

Sergio D'Amaro, Il ponte di Heidelberg, LaRecherche 2011². Clicca per accedere alla pagina di download.

Non passa giorno in cui non mi convinca un po’ di più che internet sia una risorsa irrinunciabile per il produttore e il consumatore di poesia: accanto al potenziale correttivo delle storture editoriali (su cui vi ho fatto ormai ‘na capa tanta) non va mai dimenticata la capacità di recuperare prove meritevoli impigliate nei fondali del tempo e della scarsa diffusione.
Così è, da stamattina, per Il ponte di Heidelberg, silloge uscita in cartaceo 21 anni or sono e ora riproposta in ebook grazie a LaRecherche.
Queste quarantanove liriche dal piglio epistolare, scritte da Sergio D’Amaro tra il 1984 e il 1989, formano un vero libro d’acqua (prendo a prestito il titolo di una raccolta di Massimo Scrignòli). Nihil novi, direte voi pensando a Ungaretti, a Luzi etc. Ma mi sembra di avvertire in questi versi una dominanza idrica se possibile ancora più completa rispetto alla poesia fluviale dei citati dioscuri. Qui l’acqua esonda, signoreggia il tutto, persino il tempo (gli orologi della quarta lirica sono liquidi), permea il vocabolario di luoghi oggetti e azioni (fluttuazioni, annegamenti…) e in ultima analisi permette una sorta di annullamento come nella chiusa della lirica XXVII: «Ogni desiderio, ogni passione era calma./ E me ne andavo tra i bambini/ con la più totale immersione nelle loro corse/ senza avvedermi del tempo./ E poi giacevo nel lago della stanchezza».

L’immagine del ponte sul fiume Neckar mi appare rappresentare la condizione umana, sospesa sul flusso “escatologico” che la precede e la segue. Essa costituisce un leitmotiv di questa raccolta, avvolta in un sereno scetticismo ahimé raro in questi tempi di – uso volutamente un termine forte – reductio ad deum della poesia. Sereno, dicevo, perché il cupo e perentorio affresco delle liriche XLI e XXXI (cui vi rimando possibilmente in quest’ordine) si stempera, negli ultimi tre versi della raccolta, in distesa agnostica accettazione: «Forse mi basta sapere/ che vengo dall’acqua/ e all’acqua ritornerò».
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Scritto da Roberto R. Corsi

10 maggio, 2011 alle 15:23

“tre versi” per disegnare il cosmo: Fabio Pasquarella

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al primo passo/ sperdere

si sfibra
naufraga
trapassa
morendo / a volte

al crocevia / mi confondo

orribilmente / me
tentavo di assicurarmi
mi trattiene
incerto esistere

invano i papaveri

la danza dell’insignificanza
mio deserto / mio tutto

l’inutilità di questi rami
mi dà pace

Ho voluto – e me ne scuso anticipatamente – operare un collage delle evenienze poetiche che in questa prima, notevole raccolta di Fabio Pasquarella, Haisan sotto gli alberi (libro libero per LaRecherche.it, scaricabile da questa pagina) mi hanno più colpito, come in uno scroscio.
La silloge, col riferimento lemmatico a hai-san (“[soltanto] tre versi”), si propone di mettere totalmente da parte l’aspetto formale-versistico-metrico dell’haiku, volendo focalizzarsi sull’elemento cognitivo che il genere (e la riflessione ad esso storicamente sottesa) comporta: un atteggiamento che condivido, se non altro perché sovverte quello che invece si è verificato con l’europeizzazione dell’haiku, vale a dire il suo svuotamento a griglia metrica nella quale trasfondere palpiti, calembour et alia libita.

Entro questa riconquistata polpa mi appare triplice anche il comporsi e scomporsi delle forze in gioco, in una considerazione del panta rei (primo momento) cui l’io si oppone con la propria ansia di  significanza (secondo momento) ma mollemente, brevemente, per ritrovarsi in una salvifica accettazione della panica contingenza (terzo momento). Su questa base ho radunato i frammenti, alternando corsivo e tondo per tripartire gli esempi, con l’avvertenza che questa dialettica non è un continuum ma si presenta crono-logicamente frammentata nella raccolta.
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Scritto da Roberto R. Corsi

17 ottobre, 2010 alle 01:43

orzamus igitur!

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Puoi cliccare anche qui per accedere alla pagina ove scaricare il libroOggi esce per i tipi elettronici de LaRecherche una mia nuova raccolta dal titolo All’orza. Si tratta in realtà di poesie del biennio 2005-2007, scritte dunque nel periodo in cui L’indegnità a succedere era chiusa in stampa (2005) fino a pochi mesi dopo la sua uscita.

Il libro – in formato PDF gratuito e dal febbraio 2013 anche in formato ePUB – può essere prelevato da questa pagina:


http://www.ebook-larecherche.it/ebook.asp?Id=48

nella quale troverete il collegamento (scarica/apri/leggi) sulla sinistra, e nella quale potrete poi lasciare i vostri commenti, note, suggestioni strali e improperi.

AGGIORNAMENTO 2011: Un’ampia scelta di poesie da questa raccolta compare anche nella mia antologia in formato ebook.

Qui in basso alcuni ringraziamenti e considerazioni che non hanno fatto in tempo a fluire nel libro…

Buona lettura!

_______________________________________________

Questa raccolta ha, come tutte, attraversato la fase – efficacemente definita logorante dall’ottima Gabriella Maleti, nell’introduzione a un suo libro – della ricerca di un editore cartaceo.

Gli esiti, i soliti.
E io sto invecchiando. Ho sempre meno voglia d’implorare divinità indifferenti. Elaboro psicologicamente sempre peggio la mancanza di educazione (perché il negare persino una conferma di lettura per email questo è) e il plusvalore economico travestito da giudizio artistico (perché l’editoria a pagamento questo è).

Pure queste poesie stanno invecchiando, alcune hanno già cinque anni e m’implorano di uscire da sole prima che una mia nuova modalità espressiva (già in atto) le condanni alla progeria.

Opto dunque per accomodarle in questo libello elettronico sulla scorta di quanto ho già fatto per le nove di Divagazione, polemica e congedo. Del resto esprimo non da oggi il giudizio per cui la risorsa ebook debba essere considerata niente affatto ancillare rispetto al cartaceo (per mille ragioni con cui non sto a tediarvi qui).

In più, questa volta, ho ricevuto il vaglio redazionale/sigillo di qualità degli amici de LaRecherche, artefici di un accurato progetto editoriale: trasparente, in linea coi miei pensieri e soprattutto, nonostante lo scrivente, di crescente e tangibile spessore quanto a proposte artistiche (citando solo alcuni: Buffoni, Spagnuolo, Fantato, Bettarini e la già menzionata Maleti). Li avessi conosciuti prima mi sarei risparmiato molte code all’ufficio postale! Li ringrazio – particolarmente Roberto Maggiani – e consiglio a tutti di approfondirne la conoscenza.

Copiosi rendimenti di grazie anche per l’autorevole postfatore, Giuseppe Panella, che ha il buon cuore di seguirmi sin dal mio esordio letterario, e che nel suo generoso apporto critico è riuscito, proprio come in quell’assolato pomeriggio di tre anni fa in cui si occupò de L’indegnità, a cogliere aspetti vitali e talora non immediati del mio scrivere.

Spero che la lettura su schermo (salvate un albero, non stampate se potete!) torni piacevole; mi scuso con gli adoratori del prodotto rilegato, che spero possano consolarsi col gusto di leggere qualcosa che viceversa non avrebbero mai conosciuto (di certo se impubblicato, ma forse anche ove pubblicato su cellulosa).

Firenze, primavera 2010 — RRC

Scritto da Roberto R. Corsi

1 giugno, 2010 alle 10:43

levia-gravia

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Due buone notizie giunte nel weekend: le riporto in ordine di apparizione.

Nell’antologia Taggo e ritraggo di LietoColle, in uscita per aprile, comparirà tra le liriche anche un mio divertissement che, inaspettatamente per il sottoscritto, è stato scelto dai curatori che cito ringraziandoli: Mary B. Tolusso, Anna Toscano e Gianpaolo G. Mastropasqua.
Chi è iscritto a Facebook può già vedere il mio testo a questo indirizzo (in caso sia necessario chiedermi l’amicizia, bussate e vi sarà aperto).

Dal primo giugno invece sarà disponibile (cfr. qui) il mio terzo (secondo in ordine di scrittura) libro di poesie, dal titolo All’orza (poesie 2005-2007). Come la precedente Divagazione, esso sarà edito in forma di ebook, ma questa volta pubblicato col marchio LaRecherche.it, realtà di cui vi ho già parlato qualche post fa e che ora ha una vetrina ad hoc per i libri elettronici.

Dunque stay connected, come suolsi dire.

Scritto da Roberto R. Corsi

21 febbraio, 2010 alle 19:27

leggere, scrivere, diffondere, adorare…

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in questo abbozzo di 2010 ho fatto la conoscenza con due belle risorse multimediali a registrazione e fruizione completamente gratuita. In ordine rigorosamente cronologico, ho incontrato per prima la community della Repubblica dei Lettori, ideata dalla libreria fiorentina Leggere Per. Li ho conosciuti tramite il loro spazio “trasparente” di Piazza Annigoni (S. Ambrogio), per partecipare al concorso “1 carattere per 500 caratteri” in scadenza oggi, e mi sono ritrovato iscritto a questa comunità orientata sul lato lettura e recensione, e con Passe-Livre, un suo circuito bookcrossing su Firenze e dintorni. Poi mi sono imbattuto in La Recherche, portale più incardinato sulla scrittura con la possibilità di crearsi una propria bacheca (ecco la mia, con un piccolissimo inedito narrativo), pubblicare e commentare. Anche qui c’è un bookcrossing network – Il Libro Vagabondo – e inoltre Il Libro Libero, una collana di e-book che vanta tre dozzine di uscite, tra le quali vi segnalo subito alcune free releases di titoli già editi in cartaceo dall’ottima Gazebo Libri (tra tutti Fotografia di Gabriella Maleti) e una silloge inedita di Gabriela Fantato che con questo toccante A distanze minime ha vinto il Premio Gozzano 2009.

Oltre a visitare i già indicati portali potete diventare amici di Leggere Per e fan di La Recherche su Facebook. Nel frattempo, già che ci siete, potete – grazie a una luciferina risposta di Giorgia alle mie manie di persecuzione – diventare anche adoratori del sottoscritto, che oltre al suo ID fisico ha anche la pagina personale…c’è n’era bisogno ;-)

[L'ebook publishing e il bookcrossing mi paiono due fenomeni di valenza dirompente. Se sul primo non nutro quasi alcuna riserva, il secondo mi pare ancora non troppo acquisito nella nostra mentalità, dove per me ancora malvolentieri ci si separa da un proprio libro e dove soprattutto se si trova un libro lo si tiene... si è provato a liberare una copia de L'indegnità tempo fa, ma sul portale di bookcrossing.com non ho ancora riscontri, e difficilmente ormai li avrò.... voi che pensate al riguardo??]

Scritto da Roberto R. Corsi

6 gennaio, 2010 alle 00:31

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