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post factum
Muovo la bocca come la tua/ che non c’è più.// Nell’effimero il mondo s’offre/ per l’eterno.
Stamattina esce per LaRecherche la seconda silloge di Fabio Pasquarella, dal titolo Girotondo. L’illustrazione di copertina è di Daniela Tieni.
Ringrazio l’Autore per avermi voluto come postfatore e spero di avere còlto almeno qualcosa del suo dire, puntuale e spazioso allo stesso tempo. Fabio aveva attratto la mia attenzione già col suo esordio, come ricorderete, e questa nuova raccolta conserva i tratti salienti della prima prova, ampliando alquanto il raggio tramite una maggiore considerazione empatica dell’umano.
L’ebook si scarica gratuitamente da questa pagina (nella quale si può anche lasciare un commento). Buona lettura!
“tre versi” per disegnare il cosmo: Fabio Pasquarella
al primo passo/ sperdere
si sfibra
naufraga
trapassa
morendo / a volte
al crocevia / mi confondo
orribilmente / me
tentavo di assicurarmi
mi trattiene
incerto esistere
invano i papaveri
la danza dell’insignificanza
mio deserto / mio tutto
l’inutilità di questi rami
mi dà pace
Ho voluto – e me ne scuso anticipatamente – operare un collage delle evenienze poetiche che in questa prima, notevole raccolta di Fabio Pasquarella, Haisan sotto gli alberi (libro libero per LaRecherche.it, scaricabile da questa pagina) mi hanno più colpito, come in uno scroscio.
La silloge, col riferimento lemmatico a hai-san (“[soltanto] tre versi”), si propone di mettere totalmente da parte l’aspetto formale-versistico-metrico dell’haiku, volendo focalizzarsi sull’elemento cognitivo che il genere (e la riflessione ad esso storicamente sottesa) comporta: un atteggiamento che condivido, se non altro perché sovverte quello che invece si è verificato con l’europeizzazione dell’haiku, vale a dire il suo svuotamento a griglia metrica nella quale trasfondere palpiti, calembour et alia libita.
Entro questa riconquistata polpa mi appare triplice anche il comporsi e scomporsi delle forze in gioco, in una considerazione del panta rei (primo momento) cui l’io si oppone con la propria ansia di significanza (secondo momento) ma mollemente, brevemente, per ritrovarsi in una salvifica accettazione della panica contingenza (terzo momento). Su questa base ho radunato i frammenti, alternando corsivo e tondo per tripartire gli esempi, con l’avvertenza che questa dialettica non è un continuum ma si presenta crono-logicamente frammentata nella raccolta.
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