Roberto R. Corsi

La poesia non è morta però ogni tanto cambiatele i fiori

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“Il dolore (metodico, affiNato)” secondo Cristina Alziati

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Cristina Alziati

un bel ritratto della poetessa Cristina Alziati (fonte: wikipedia)

Mi permetto di utilizzare, operando un cambio di consonante (affilato/affinato), l’incipit di una vecchia poesia del sottoscritto per chiosare Come non piangenti (Marcos y Marcos), silloge di ampio respiro. Sulla quale non mi soffermerò troppo in sede propriamente critica: è una bella raccolta, senz’altro meritevole, senz’altro al di sopra della media. Il volo d’aliante sopra le regioni del dolore percorre rotte domestiche e internazionali; la battaglia per la vita riconquistata (I riccioli della chemio) o perduta (A mio padre) entro le mura familiari si alterna con tematiche sociali (intolleranza, guerre) e soprattutto indagando la prima radice del male nella pena dei bimbi (vittime di guerra, di povertà, di malattie che minano la logica stessa dell’esistenza). Ne risulta un affresco vastissimo, enciclopedico.
Libro stilisticamente ben condotto, con qualche piccola disattenzione nella scelta tra virgola a fine verso ed enjambement (difficilissimo per tutti non cadere mai in fallo).

La maggiore fonte di riflessione che traggo da questo libro sono le note dell’Autore, ben sette pagine in cui vengono dettagliatamente esposti i riferimenti delle poesie, persino del titolo. Leggi il seguito di questo post »

Scritto da Roberto R. Corsi

20 febbraio, 2012 alle 21:26

praevalebunt (ovvero di fauci trascurate)

con 2 commenti

Cerbero Arcimboldo

Questo bel Cerbero dell’Arcimboldo vive molto vicino a casa mia ma non potrò mai vederlo finché non lo esporranno (il Gabinetto Disegni e Stampe degli Uffizi funziona proprio come l’Albertina a Vienna)…

Il virus del lavoro gratuito o a pagamento in campo poetico e critico si corrobora e propaga mediante i seguenti catalizzatori, parecchio sottostimati e sottaciuti benché mi sembri di riscontrarli quotidianamente e copiosamente: il dumping critico, il ducamantovanesimo redazionale e premiale, lo SLAP. Un vero Cerbero… Andiamo a esaminarlo testa per testa.

1) Il dumping critico.

Intendo per dumping, prendendo a prestito l’accezione dal diritto internazionale, il praticare intenzionalmente prezzi irragionevolmente bassi rispetto al valore della prestazione. E quale prezzo può essere più basso della gratuità?
Il fatto che nomi anche autorevoli, per curriculum o per séguito di lettori, accettino di prefare/postfare, scrivere una nota di lettura oppure presentare un libro gratuitamente, senza un ritorno secondo le possibilità del richiedente, comporta conseguenze esiziali per chi, equamente, aspirasse a una compensazione della propria attività di scrittura e dello studio a essa sotteso.
L’enorme offerta e la percezione di ripetibilità/fungibilità dell’attività critica fanno dunque sì che il criterio di scelta prevalente, quando non esclusivo, del critico cui affidare un lavoro sia quello del prezzo pari a zero.

 Alla radice soggettiva del dumping:

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