Roberto R. Corsi

"he rolls his own ebooks"

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Trattative tra Logos ed Eco

con un commento

DIcci, Agile - 
DAcci INcendi 

INcedi CONcedi SUccedi 

PER-via TRAvia o sii TRAviata, 
_________________________FRAgile 
SOPRAno SOTTOtono: 
o voce! 


voce-110625

Il modello del foglio in cui gli Autori hanno appuntato il proprio testo; dopo la lettura, ciascun foglio è confluito in un'urna poetica/ opera d'arte, poi sigillata..

Questo il mio contributo alla “archiviazione-in-azione” di ieri alla Barbagianna (qui il dettaglio), evento da cui un impegno indifferibile mi ha purtroppo tenuto lontano. Per fortuna ho potuto contare, e arci-ringrazio, sul sostegno di Alessandra Borsetti Venier e di Giada Primavera, scrittrice e artista tanto creativa quanto internauticamente schiva, che leggendo la mia creazione al pubblico mi ha prestato la sua bella voce e interpretazione, pensando alle quali avevo concepito ciò che vedete sopra… come chiamarlo? nuga? étude? esercizio di stile? fate voi. Come vedete ho “sciolto” l’obbligato di preposizioni e avverbi cercandone l’incorporazione nella parola (gruppi quanto più possibile assonanti) piuttosto che considerarli per se stessi.

“Voce” e “interpretazione”, appunto. Due realtà su cui ragiono spesso tra me e me.
Oggi la regola degli eventi poetici è: sarà presente l’Autore che leggerà i suoi testi.
In che misura questa prassi sposta il baricentro dalla qualità della creazione a quella del gorgheggio – Zanzotto direbbe “dalle parole (finali) al fascino”?
Soprattutto, in che misura essa rischia di tradursi in un’interpretazione autentica che, nella sua essenza discrezionale di pause enfasi e accenti, limita la sovranità e tarpa l’immaginazione del lettore?

Le risposte coinvolgono ragioni storiche e culturali profonde, oltre che la sensibilità di ciascuno. Per chi, come me, è convinto che l’interpretazione autentica aggiunga meno di quanto possa togliere, un punto d’incontro è quello di affidare spesso la lettura dei propri testi ad altre personalità, come appunto è avvenuto ieri, così “producendo vocalità” ma salvaguardando la “alterità” del processo interpretativo.
Oppure di considerare l’opportunità del reading in maniera proporzionale all’apertura del testo, vale a dire al carattere non ermetico della scrittura. In questa misura, ad esempio, sono/sarò più incline a leggere personalmente poesie con andamento più narrativo (tipo quelle di Sinfonia n. 42 o le ultime di All’orza) rispetto a quelle più contratte e potenzialmente policrome de L’indegnità.

Certo, è successo in passato che qualche interprete non trovasse il mio consenso. Una mia poesia, in particolare, fu letta in pubblico con timbro marcatamente “simil-hotline” che ne equivocava totalmente l’essenza vitrea (e dunque l’opportunità di una recitazione neutra). Forse è un rischio da accettare, una cartina di tornasole per la propria creazione: pare che Foscolo, difendendosi dai critici, dicesse che se un libro è brutto la colpa è per metà di chi lo scrive e per metà di chi lo legge – nel nostro caso si può cambiare l’ordine dei fattori e capire, dal punto di vista del performer, quanto valore ed equlibrio si è realizzato.
Alternativa valida può essere, con molta cautela, utilizzare indicazioni minime di espressione, come se si trattasse del movimento d’una sinfonia.

orzamus igitur!

con 2 commenti

Puoi cliccare anche qui per accedere alla pagina ove scaricare il libroOggi esce per i tipi elettronici de LaRecherche una mia nuova raccolta dal titolo All’orza. Si tratta in realtà di poesie del biennio 2005-2007, scritte dunque nel periodo in cui L’indegnità a succedere era chiusa in stampa (2005) fino a pochi mesi dopo la sua uscita.

Il libro – in formato PDF gratuito – può essere prelevato da questa pagina:

http://www.ebook-larecherche.it/ebook.asp?Id=48

nella quale troverete il collegamento (scarica/apri/leggi) sulla sinistra, e nella quale potrete poi lasciare i vostri commenti, note, suggestioni strali e improperi.

AGGIORNAMENTO 2011: Un’ampia scelta di poesie da questa raccolta compare anche nella mia antologia in formato ebook.

Qui in basso alcuni ringraziamenti e considerazioni che non hanno fatto in tempo a fluire nel libro…

Buona lettura!

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Questa raccolta ha, come tutte, attraversato la fase – efficacemente definita logorante dall’ottima Gabriella Maleti, nell’introduzione a un suo libro – della ricerca di un editore cartaceo.

Gli esiti, i soliti.
E io sto invecchiando. Ho sempre meno voglia d’implorare divinità indifferenti. Elaboro psicologicamente sempre peggio la mancanza di educazione (perché il negare persino una conferma di lettura per email questo è) e il plusvalore economico travestito da giudizio artistico (perché l’editoria a pagamento questo è).

Pure queste poesie stanno invecchiando, alcune hanno già cinque anni e m’implorano di uscire da sole prima che una mia nuova modalità espressiva (già in atto) le condanni alla progeria.

Opto dunque per accomodarle in questo libello elettronico sulla scorta di quanto ho già fatto per le nove di Divagazione, polemica e congedo. Del resto esprimo non da oggi il giudizio per cui la risorsa ebook debba essere considerata niente affatto ancillare rispetto al cartaceo (per mille ragioni con cui non sto a tediarvi qui).

In più, questa volta, ho ricevuto il vaglio redazionale/sigillo di qualità degli amici de LaRecherche, artefici di un accurato progetto editoriale: trasparente, in linea coi miei pensieri e soprattutto, nonostante lo scrivente, di crescente e tangibile spessore quanto a proposte artistiche (citando solo alcuni: Buffoni, Spagnuolo, Fantato, Bettarini e la già menzionata Maleti). Li avessi conosciuti prima mi sarei risparmiato molte code all’ufficio postale! Li ringrazio – particolarmente Roberto Maggiani – e consiglio a tutti di approfondirne la conoscenza.

Copiosi acknowledgments anche per l’autorevole postfatore, Giuseppe Panella, che ha il buon cuore di seguirmi sin dal mio esordio letterario, e che nel suo generoso apporto critico è riuscito, proprio come in quell’assolato pomeriggio di tre anni fa in cui si occupò de L’indegnità, a cogliere aspetti vitali e talora non immediati del mio scrivere.

Spero che la lettura su schermo (salvate un albero, non stampate se potete!) torni piacevole; mi scuso con gli adoratori del prodotto rilegato, che spero possano consolarsi col gusto di leggere qualcosa che viceversa non avrebbero mai conosciuto (di certo se impubblicato, ma forse anche ove pubblicato su cellulosa).

Firenze, primavera 2010 — RRC

Scritto da Roberto R. Corsi

1 giugno, 2010 alle 10:43

levia-gravia

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Due buone notizie giunte nel weekend: le riporto in ordine di apparizione.

Nell’antologia Taggo e ritraggo di LietoColle, in uscita per aprile, comparirà tra le liriche anche un mio divertissement che, inaspettatamente per il sottoscritto, è stato scelto dai curatori che cito ringraziandoli: Mary B. Tolusso, Anna Toscano e Gianpaolo G. Mastropasqua.
Chi è iscritto a Facebook può già vedere il mio testo a questo indirizzo (in caso sia necessario chiedermi l’amicizia, bussate e vi sarà aperto).

Dal primo giugno invece sarà disponibile (cfr. qui) il mio terzo (secondo in ordine di scrittura) libro di poesie, dal titolo All’orza (poesie 2005-2007). Come la precedente Divagazione, esso sarà edito in forma di ebook, ma questa volta pubblicato col marchio LaRecherche.it, realtà di cui vi ho già parlato qualche post fa e che ora ha una vetrina ad hoc per i libri elettronici.

Dunque stay connected, come suolsi dire.

Scritto da Roberto R. Corsi

21 febbraio, 2010 alle 19:27

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