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	<title>Roberto R. Corsi</title>
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	<description>Imbrattatore di fogli, per giunta con molti a capo...</description>
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		<title>Roberto R. Corsi</title>
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		<title>il Prometeo secondo Maria Pia</title>
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		<pubDate>Mon, 23 Jan 2012 08:51:21 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Roberto R. Corsi</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Il Teatro è vuoto. L’Orchestra assente. Nello spazio disabitato stormi di uccelli tentano la fuga, una migrazione precipitata attraverso la cupola di cristallo in uno spazio acustico. L’apertura si richiude sul loro urlo impazzito ed io qui, immersa nella mia non consapevolezza, tento di convogliare ali e grida attraverso porte e tendaggi, mostrando la luce. [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=robertocorsi.wordpress.com&amp;blog=537730&amp;post=1976&amp;subd=robertocorsi&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class="wp-caption alignleft" style="width: 310px"><a href="http://www.literary.it/occhio/dati/ugolini/poesia_performativa_e_multimedia.html"><img class=" " style="margin-left:5px;margin-right:5px;" title="Maria Pia Moschini" src="http://www.literary.it/occhio/dati/ugolini/img/06_03.jpg" alt="Maria Pia Moschini" width="300" height="200" /></a><p class="wp-caption-text">Maria Pia Moschini durante una performance (foto Marco Zoli su literary.it)</p></div>
<p style="text-align:justify;">Il Teatro è vuoto. L’Orchestra assente.<br />
Nello spazio disabitato stormi di uccelli tentano la fuga, una migrazione precipitata attraverso la cupola di cristallo in uno spazio acustico.<br />
L’apertura si richiude sul loro urlo impazzito ed io qui, immersa nella mia non consapevolezza, tento di convogliare ali e grida attraverso porte e tendaggi, mostrando la luce.<br />
Così i versi di questo <a href="http://rebstein.wordpress.com/2011/11/03/la-biblioteca-di-rebstein-xxv/" target="_blank">Prometeo, saggio poetico di Roberto R. Corsi e Liliana Ugolini</a>, piovono dall’alto e si ribellano alle strettoie della pagina, al rigido incolonnarsi delle parole.<br />
Il mito si adorna di luci e promesse, al di là di ogni decifrazione: l’evasione dal modulo concettuale mi conduce su una rupe altissima da cui posso contemplare l’insieme.<br />
Colori in dissolvenza si annodano a suoni ben definiti, codificati. Afferro le immagini ridotte a pagine per una violenza necessaria, fuggite dalla fluorescenza dello schermo, e avverto il puntiglio di una suggestione /soggezione.<br />
L’attacco di panico è in agguato… il vuoto culturale non lascia spazio a ricerche improvvisate.<br />
<span id="more-1976"></span>Scopro una possibile attinenza fra il <em>porpora</em> di Rimbaud e la funzione del porpora nel Prometeo, un colore che si allinea al movimento creativo della materia. È qui forse l’incisione dinamica di un segno che ricompone una traccia leggibile? Impatto liquido con la stereofonia, contrazioni e dilatazioni dell’io nella radice arcaica delle parole: la poesia si libera dai viluppi delle congetture e sorvola l’architettura delle liriche, le accerchia, ne succhia come un colibrì il nettare e lo riversa in un’acustica differenziata, spiraliforme.<br />
Provo, sospinta da una forza segreta, a scardinare il congegno, a liberare gli uccelli prigionieri a uno a uno, con delicatezza. Ogni verso un battito d’ali, un frullo. Nella mia ingenuità sento di compiere un gesto simbolico, salvifico, mi compiaccio per la gioia effimera che mi scalda, al di là di ogni tipo di razionalità, gioia non dell’accogliere ma dell’essere accolti.<br />
L’Opera di Roberto R. Corsi e Liliana Ugolini si è concessa alla mia necessità di conoscenza, all’eco che risuona nelle cavità segrete della mente. È cultura tutto ciò che ci modifica e in questo lavoro l’effetto <em>modificazione</em> è assoluto. Un’aurora boreale? Forse è questa l’essenza di Scriabin… un fenomeno raro, non concesso a tutti. Occorre il viaggio, l’aspettativa, il sogno.<br />
Allevo momenti sublimi in suoni stratosferici e libero gli ultimi uccelli che ora si posano leggeri sulle mie spalle, simili a suggeritori esistenziali. Scriabin, seduto compostamente in un palco, è colpito da un filo d’aria, da un reflusso di luce. Mi saluta con un gesto della mano ma più che un commiato sembra un <em>…via…via…</em> come si fa con le persone moleste, con i postulanti. Resto nel dubbio e lascio la cavità ora silenziosa del teatro vuoto in un vorticare di concetti resi impalpabili da un astruso vento lilla, corale, magnetico.</p>
<blockquote><p>Difficile parlare di mere &#8220;recensioni&#8221; o &#8220;critiche&#8221; nel caso queste provengano da <strong>Maria Pia Moschini</strong>, scrittrice fiorentina che già mi ha onorato qualche anno fa occupandosi de <em>L&#8217;indegnità a succedere</em> &#8211; potete leggere il suo scritto <a href="/2009/07/07/da-maria-pia-moschini/">cliccando qui</a>; in calce al post avrete accesso anche a una sua raccolta preziosa, <em>Bataclan</em>. Amo il suo procedere nei testi, il suo viaggiare ironico e immaginifico dentro gli altrui viaggi, senza paura di strambare, di cercare col proprio cannocchiale refoli e venti, come uno skipper coraggioso. È così, credo, che ci si dovrebbe porre nei confronti della poesia, in particolare di quella di ricerca. Grazie Maria Pia, a nome mio di Liliana e di&#8230; Prometeo!</p></blockquote>
<p><em>Per scaricare l&#8217;ebook Gli occhi di Prometeo <a href="http://rebstein.wordpress.com/2011/11/03/la-biblioteca-di-rebstein-xxv/">segui questo link</a></em>. <em>Per un&#8217;anteprima &#8211; scelta di testi a cura di F. Marotta segui invece <a href="http://rebstein.wordpress.com/2011/11/03/gli-occhi-di-prometeo/" target="_blank">quest&#8217;altro collegamento</a></em>.</p>
<br />  <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/robertocorsi.wordpress.com/1976/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/robertocorsi.wordpress.com/1976/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/robertocorsi.wordpress.com/1976/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/robertocorsi.wordpress.com/1976/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gofacebook/robertocorsi.wordpress.com/1976/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/facebook/robertocorsi.wordpress.com/1976/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gotwitter/robertocorsi.wordpress.com/1976/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/twitter/robertocorsi.wordpress.com/1976/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/robertocorsi.wordpress.com/1976/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/robertocorsi.wordpress.com/1976/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/robertocorsi.wordpress.com/1976/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/robertocorsi.wordpress.com/1976/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/robertocorsi.wordpress.com/1976/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/robertocorsi.wordpress.com/1976/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=robertocorsi.wordpress.com&amp;blog=537730&amp;post=1976&amp;subd=robertocorsi&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></content:encoded>
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		<title>oracolo Caproniano (divertissement)</title>
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		<pubDate>Sun, 22 Jan 2012 03:21:22 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Roberto R. Corsi</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Non più che una celia domenicale: negli ultimi mesi mi pare che tre Autori su tutti siano arbitri elegantiarum nelle poetiche cose. Li vedo regolarmente affiancati alle nuove uscite più importanti, come pre/postfatori o presentatori. Segno che il loro giudizio è tenuto molto di conto. Niente di male in questo, ogni epoca ha i propri [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=robertocorsi.wordpress.com&amp;blog=537730&amp;post=1967&amp;subd=robertocorsi&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align:justify;"><em><br />
Non più che una celia domenicale: negli ultimi mesi mi pare che tre Autori su tutti siano arbitri elegantiarum nelle poetiche cose. Li vedo regolarmente affiancati alle nuove uscite più importanti, come pre/postfatori o presentatori. Segno che il loro giudizio è tenuto molto di conto. Niente di male in questo, ogni epoca ha i propri custodi. Peraltro, quanto al mio personale rapporto con le loro poesie, due non mi fanno impazzire e uno lo conosco ancora troppo poco. Come avrebbe espresso questi miei pensieri il grande GC?</em></p>
<table cellpadding="5">
<tr>
<td><div class="wp-caption alignleft" style="width: 250px"><a href="http://commons.wikimedia.org/wiki/File:Rublevtrinit%C3%A4t_ubt.gif"><img title="Rublev" src="http://upload.wikimedia.org/wikipedia/commons/thumb/8/8f/Rublevtrinit%C3%A4t_ubt.gif/465px-Rublevtrinit%C3%A4t_ubt.gif" alt="Rublev" width="372" height="479" /></a><p class="wp-caption-text">Andrei Rublëv, Trinità angelica, ca. 1400; Mosca, Galleria Tretyakov</p></div></td>
<td>Più il vero non vi celo: son <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Fabio_Pusterla" target="_blank">Pusterla</a><br />
e <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Valerio_Magrelli" target="_blank">Magrelli</a> e <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Franco_Buffoni" target="_blank">Buffoni</a><br />
titolari esclusivi<br />
dell&#8217;ufficio assunzioni<br />
al poetico cielo!</p>
<p>&#8230;ancora vivi?<br />
Non datemi (o datemi) una sberla.</td>
</tr>
</table>
<br />  <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/robertocorsi.wordpress.com/1967/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/robertocorsi.wordpress.com/1967/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/robertocorsi.wordpress.com/1967/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/robertocorsi.wordpress.com/1967/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gofacebook/robertocorsi.wordpress.com/1967/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/facebook/robertocorsi.wordpress.com/1967/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gotwitter/robertocorsi.wordpress.com/1967/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/twitter/robertocorsi.wordpress.com/1967/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/robertocorsi.wordpress.com/1967/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/robertocorsi.wordpress.com/1967/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/robertocorsi.wordpress.com/1967/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/robertocorsi.wordpress.com/1967/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/robertocorsi.wordpress.com/1967/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/robertocorsi.wordpress.com/1967/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=robertocorsi.wordpress.com&amp;blog=537730&amp;post=1967&amp;subd=robertocorsi&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></content:encoded>
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	</item>
		<item>
		<title>ToMbin tax (un post su cui avrete da ridire)</title>
		<link>http://robertocorsi.wordpress.com/2012/01/17/tombin-tax/</link>
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		<pubDate>Tue, 17 Jan 2012 10:12:29 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Roberto R. Corsi</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Ho deciso di autotassarmi. Lo faccio perché ultimamente provo una sensazione di sovraccarico. Ogni giorno apro il mio lettore di news e, pur essendo abbonato sì e no a una dozzina di portali, non ci trovo mai, nell&#8217;arco della giornata, meno di quattro-cinque raccolte inedite di versi e un numero imprecisato di note di lettura, [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=robertocorsi.wordpress.com&amp;blog=537730&amp;post=1942&amp;subd=robertocorsi&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class="wp-caption alignleft" style="width: 172px"><a href="http://www.nobelprize.org"><img class="  " style="margin-left:5px;margin-right:5px;" title="Tobin" src="http://www.nobelprize.org/nobel_prizes/economics/laureates/1981/tobin.jpg" alt="Tobin" width="162" height="227" /></a><p class="wp-caption-text">L&#039;economista James Tobin quando ancora non aveva la emme nel cognome (dal sito nobelprize.org)</p></div>
<p style="text-align:justify;">Ho deciso di autotassarmi.<br />
Lo faccio perché ultimamente provo una sensazione di sovraccarico.<br />
Ogni giorno apro il mio lettore di news e, pur essendo abbonato sì e no a una dozzina di portali, non ci trovo mai, nell&#8217;arco della giornata, meno di quattro-cinque raccolte inedite di versi e un numero imprecisato di note di lettura, recensioni, interviste a poeti.<br />
4 moltiplicato 365 (anzi 366, per questo anno bisesto) fa <span style="text-decoration:underline;">millequattrocentosessantaquattro</span> prove l&#8217;anno. &#8220;Lo puoi dire lettera per lettera?&#8221; direbbe un personaggio di Bukowski &#8220;No?&#8221; &#8220;E allora lascia stare&#8230;&#8221;<br />
Ovviamente, infatti, non farò mai in tempo a leggerle tutte con la dovuta attenzione, e il fantasma di ciò che ho pretermesso mi perseguiterà nei giorni a venire.<br />
Spesso colloco le &#8220;stelline&#8221; accanto al post, a mo&#8217; di promemoria di lettura, e il risultato è che sono dinanzi a un firmamento. Altre volte mi do da fare con criteri draconiani di selezione (regole tipo: IF RELIGIONE=1 AND VERSO&lt;5 THEN END), ma il filtro, pur fondato, potrebbe trattenere un po&#8217; troppo materiale.</p>
<p style="text-align:justify;">Prima ancora di tutto ciò avrò verosimilmente controllato la casella di posta scoprendo d&#8217;esser stato invitato da un paio di persone a proporre mie poesie &#8220;entro il giorno X&#8221; con &#8220;argomento Y&#8221;, ai fini dell&#8217;inclusione in una qualche antologia. Queste email non giungono più frequentemente come prima (cadendo in pieno nel punto 3 delle mie <a href="/rdi">RDI</a>, finisco col chiedere quanto sarò retribuito per il mio lavoro di scrittura, con relativo gelo e fine delle trasmissioni), ma giungono. <span id="more-1942"></span>E sebbene abbia volentieri partecipato anche io in passato, ora, invecchiando, la cosa mi dà un fastidioso senso di <em>poetry-o-matic</em>.  Tipo:</p>
<blockquote><p>- <em>Ue, Corsi, ce la fai avere una poesia con argomento &#8220;buoi di Chianina&#8221; per il 10 ottobre</em>?<br />
- Un attimo che controllo sul palmare&#8230; Aggiudicato, ma per un pelo: entro il 9 devo scriverne una sul castagnaccio (per la sagra) e l&#8217;11 devo consegnare un epinicio sul centravanti dell&#8217;Udinese (per la serata friulan-leopardiana <em>È funesto a chi nasce il Di Natale</em>)</p></blockquote>
<p>(e non pensate che estremizzi più di tanto)</p>
<p style="text-align:justify;">Insomma, entro quotidianamente nel ventre del movimento poetico e ci ritrovo <strong>una marea ingestibile di materiale / tecnicamente riproducibile <em>ad nutum</em></strong>.<br />
Mi sembra che la poesia sia diventata un algoritmo e, peggio ancora, che stia esaurendo rapidamente tutte le sue declinazioni possibili. Più volte mi è capitato di ritrovare in maniera del tutto indipendente e casuale una notevole assonanza tra alcuni miei passaggi e versi di contemporanei, senza che nessuno di noi due avesse preventivamente letto l&#8217;altro.<br />
Sta accadendo alla materia poetica quello che avviene agli <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Indirizzo_IP" target="_blank">indirizzi IP</a><strong></strong>: stanno terminando le loro combinazioni, infatti si sta passando dall&#8217;IPv4 all&#8217;IPv6; solo che noi ricombinatori alfabetici non possiamo passare a un protocollo più complesso (o forse sì, nel senso che possiamo <em>tornarci</em>: il discorso si allunga troppo), dobbiamo fare i conti con gli strumenti che abbiamo.<br />
Ed è assodato (c&#8217;era scritto anche sul Sole 24ore domenica scorsa nella sezione <em>L&#8217;economia spiegata ai ragazzi</em>) come il successo e il séguito di un&#8217;attività siano legati alla sua relativa irriproducibilità&#8230;</p>
<p style="text-align:justify;">Queste le mie sensazioni del momento.<br />
Che ovviamente valgono anche e soprattutto per la <span style="text-decoration:underline;">mia</span> poesia.<br />
Proprio ora sto ultimando una raccolta &#8220;a tema&#8221; (mi sono imposto, <em>ratione tituli</em>, che le poesie debbano essere un certo numero) e ho il sospetto che il desiderio quasi orgasmico di terminarla mi porti ad avallare materiale scadente.<br />
Del resto io non vivo dei proventi [auto<a href="http://www.urbandictionary.com/define.php?term=trololol" target="_blank">TROLOLOL</a>] della mia poesia, per me è già un successo essermi sganciato da <em>Equivoci Aspiratori di Pecunia</em> (<a href="/category/eap">EAP</a>). E avere attuato un comportamento virtuoso sia in sé sia per le mie tasche.<br />
Essendo vero quanto sopra, ne consegue che qualcosa nella mia poesia, o tutto, non vada. E che quindi, nel momento in cui la pongo in essere, io (oltre a sottrarre forza lavoro all&#8217;agricoltura) stia succhiando via spazio parola e accostamenti a più felici modelli di espressione. In pratica, sono parte attiva e motrice del sovraccarico.<br />
E dunque? Non smetterò certo di scrivere poesie ma, a maggior ragione avendo sottratto il portafoglio ad attacchi viziosi, mi autoimporrò una piccola <strong>&#8220;tassazione sulle transazioni poetiche&#8221;</strong> (che ho infatti battezzato <strong>ToMbin tax</strong>, sulla scia del famoso prelievo di cui tanto si discute e aggiungendo una M per sancire il suo carattere di coperchio a questo fiume del dire &#8211; e del dirsi &#8211; mio e altrui).<br />
Ogni anno farò il conto delle poesie che ho pubblicato/condiviso l&#8217;anno precedente e verserò <strong>mezzo euro per ciascuna</strong> a un ente <strong>culturale</strong> che mi soddisfi per virtute e trasparenza. Naturalmente ragguaglierovvi debitamente in questa sede.<br />
In tal modo confido di poter continuare a dire quello che sento di dover dire, togliendo di mezzo la sensazione di alimentare un Moloch senza risponderne.</p>
<ul>
<li style="text-align:justify;">Nell&#8217;<strong>anno 2011</strong> (cfr. sezione <a href="/materia">Materiale</a>) ho dato alla luce: 2 poesie sciolte + 17 poesie (<a href="/sinfonia42">Sinfonia n. 42</a>) + 13 poesie (la mia metà del <a href="/prometeo">Prometeo</a>) = <strong>32 poesie</strong> = <strong>Tombin tax €16,00</strong> ancora da versare.</li>
</ul>
<p><em><span style="text-decoration:underline;">Before you ask</span><br />
</em></p>
<ul>
<li style="text-align:justify;">La Tombin tax è una mia risoluzione soggettiva, non mi sento di sponsorizzarla apertamente presso di voi, anche se sarebbe bello che ci pensaste, ciascuno secondo le proprie possibilità. Se la adottate o pensate a qualche correttivo fatemelo sapere, qui nei commenti o con un link o come vi pare: resterà sempre una imposizione su base volontaria, anche se mi eleggeste premier.</li>
<li style="text-align:justify;">Naturalmente non vuole essere un freno totale alla produzione poetica; ma un disincentivo alla sua inflazione, cioè a sparare poesie a palle incatenate, sì. Diciamo che è una tassa ecologica, sostenibile, e finalizzata a una maggior riflessione.</li>
<li style="text-align:justify;">E <strong>non</strong> sposta di una virgola il mio giudizio su temi quali l&#8217;editoria a pagamento (che da un lato è un&#8217;autoimposizione <em>viziosa</em>, non virtuosa, e dall&#8217;altro ha un palese <em>effetto inflattivo</em> della poesia in circolo; dunque è <em>doppiamente incompatibile</em> con la Tombin: <em>non pensate di mettervi in regola pubblicando a pagamento</em>!!), la sempre troppo scarsa attenzione degli editori seri alla poesia (dovuta a motivi economici a loro volta originati dal disinteresse/diseducazione del pubblico verso la poesia; anche qui l&#8217;inflazione di materiale credo c&#8217;entri qualcosa), l&#8217;<em>agere per conventiculas </em>costantemente alla base dei meccanismi di consenso e promozione tra addetti ai lavori (qui c&#8217;è solo da cambiare registro e mentalità).</li>
<li style="text-align:justify;">Infine voglio segnalarvi il sito italianissimo <a href="http://www.eppela.com" target="_blank">Eppela</a> che propone una ricetta di microfinaziamento in <em>crowdsourcing</em> onesta e convincente e, per il suo taglio, adatta all&#8217;investimento dei proventi della ToMbin. Penso che cercherò qualcosa al suo interno&#8230;</li>
</ul>
<p style="text-align:justify;">
<br />  <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/robertocorsi.wordpress.com/1942/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/robertocorsi.wordpress.com/1942/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/robertocorsi.wordpress.com/1942/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/robertocorsi.wordpress.com/1942/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gofacebook/robertocorsi.wordpress.com/1942/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/facebook/robertocorsi.wordpress.com/1942/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gotwitter/robertocorsi.wordpress.com/1942/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/twitter/robertocorsi.wordpress.com/1942/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/robertocorsi.wordpress.com/1942/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/robertocorsi.wordpress.com/1942/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/robertocorsi.wordpress.com/1942/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/robertocorsi.wordpress.com/1942/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/robertocorsi.wordpress.com/1942/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/robertocorsi.wordpress.com/1942/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=robertocorsi.wordpress.com&amp;blog=537730&amp;post=1942&amp;subd=robertocorsi&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></content:encoded>
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			<media:title type="html">Tobin</media:title>
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		<title>Giorgio Caproni: centenario e invito alla lettura</title>
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		<pubDate>Sat, 07 Jan 2012 15:37:11 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Roberto R. Corsi</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Oggi scocca il centenario dalla nascita, in terra labronica, di colui che da qualche tempo porto in me come il più grande di tutti. La mia frequentazione assidua e poi predilezione assoluta per l&#8217;opera di Caproni non è molto datata e nasce nel 2009, quando mi trovai a dover scrivere una nota (leggila da qui) [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=robertocorsi.wordpress.com&amp;blog=537730&amp;post=1925&amp;subd=robertocorsi&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align:justify;"><a href="http://www.librimondadori.it/web/mondadori/scheda-libro?isbn=978880443586&amp;autoreUUID=3873d948-9ea9-11dc-9517-454a8637094f"><img class=" alignleft" style="margin-left:5px;margin-right:5px;" title="caproni" src="http://www.librimondadori.it/alfresco/d/d/workspace/SpacesStore/13d59522-9f40-11dc-b4d3-5f6ad20b0ff7/Cover_GRA.jpg" alt="caproni" width="164" height="266" /></a>Oggi scocca il centenario dalla nascita, in terra labronica, di colui che da qualche tempo porto in me come il più grande di tutti.<br />
La mia frequentazione assidua e poi predilezione assoluta per l&#8217;opera di Caproni non è molto datata e nasce nel 2009, quando mi trovai a dover scrivere una nota (<a href="http://www.rivistadistudiitaliani.it/articolo.php?id=1329" target="_blank">leggila da qui</a>) su una complessa prova saggistica di Mauro Canova che prendeva in esame, da una prospettiva interdisciplinare e assieme ad altre sillogi di Sereni e Zanzotto, l&#8217;ultima raccolta licenziata in vita da GC, cioè <em>Il Conte di Kevenhüller</em>.<br />
Ho compiuto dunque un percorso di approccio e approfondimento inverso rispetto alla lettura cronologicamente lineare dei testi, lettura che poi ho operato integralmente più e più volte (l&#8217;ultima questa notte), e forse per questa particolare modalità (ma forse no!) penso che il <em>proprium</em> e la grandezza del poeta stiano soprattutto nel dittico formato da <em>Il franco cacciatore</em> e dal <em>Conte</em> suddetto. Senza nulla togliere alle altre fasi della parabola creativa, contraddistinte agli inizi da una potenza lirica enorme, dalla declinazione dei luoghi (primo tra tutti Genova, la città che più di tutte innerva il poeta: &#8220;Ogni pietra di Genova è legata alla mia storia di uomo&#8221;) e dal consolidarsi dei temi della solitudine, dell&#8217;effimero, del congedo &#8211; un tema blanchotiano che emerge in un&#8217;altra importante raccolta, il <em>Congedo del viaggiatore cerimonioso &amp; altre prosopopee</em> (1960-1964), in cui risuona in fortissimo una stanchezza precoce, certo fomentata dalle tragiche esperienze personali e storiche attraversate, che sarà sottofondo, dolceamaro brahmsiano, al restante <em>corpus</em> poetico.<span id="more-1925"></span></p>
<blockquote><p>&#8230;Congedo alla sapienza<br />
e congedo all&#8217;amore.<br />
Congedo anche alla religione.<br />
Ormai sono a destinazione.</p></blockquote>
<p style="text-align:justify;">C&#8217;è poi tra me e Caproni, e non potrebbe essere che così, un&#8217;affinità intensa data dal ricorrere di lessico e citazioni musicali (il Mozart del <em>Flauto</em> e Weber &#8220;eponimo&#8221; del <em>Freischütz</em> su tutti) data dalla formazione del poeta, col tormentato rapporto con lo strumento del violino. Vedi il famoso episodio del 1930, narrato cinquantacinque anni dopo in un&#8217;intervista:<br />
&#8220;&#8230;Intendiamoci: suonavo anche nelle opere. Violino di prima fila. Tutti dicevano che avevo un brillante avvenire. Ma una sera, chiamato a sostituire il primo violino in un a solo della <em>Thaïs</em> di Massenet [la famosa <a href="http://www.youtube.com/watch?v=mXuzLRVi6qk" target="_blank">Meditation</a> qui eseguita da Nathan Milstein? ndr], me la cavai abbastanza bene, però ebbi un&#8217;emozione tale che capii di non essere tagliato per quella professione. E a casa spezzai lo strumento. Avevo diciotto anni [riprenderà poi il violino nel 1969, senza peraltro aver mai dismesso pianoforte e altri strumenti, ndr]&#8220;.<br />
Ma quello che costantemente mi avvince e m&#8217;innamora è l&#8217;asciuttezza del verso e del componimento, grazie a un processo verificabile lungo tutto il suo divenire e massimamente, nel suo farsi, in un&#8217;opera per tanti aspetti spartiacque come <em>Il muro della terra</em>. Parallelamente, la concentrazione aforistica con cui, sulla propria pelle, viene rappresentata quella che nel <em>Conte di K.</em> è efficacemente marchiata come &#8220;La frana della ragione&#8221;, cioè l&#8217;impossibilità di appoggiare del tutto la propria vita su fondamenti razionali, e quindi la tragicità di una caccia (entrambi i capolavori di Caproni recano questo leitmotiv) in cui si è costretti &#8211; da uomini di ragione, refrattari a rinunciare alla propria razionalità in favore di salti fideistici &#8211; ad ammettere di dover sparare al tutto (a se stessi, al Nome [e Nume] come concetto e principio di relazione con la realtà, perfino al luogo in cui siamo posati, quindi alla stessa realtà) o, il che è lo stesso, al nulla.</p>
<blockquote><p>Mi piacciono i colpi a vuoto.<br />
I soli che infallibilmente<br />
centrino ciò ch&#8217;enfaticamente<br />
viene chiamato l&#8217;Ignoto.</p></blockquote>
<p style="text-align:justify;">Un&#8217;opera colossale fatta di tratteggi e cancellature, ripartenze e nuovi arresti, in cui non viene certo meno l&#8217;aggancio con la propria esistenza (il ritornare delle persone e dei luoghi), ma che si fa ballata di tutti. Contenendo una miriade di venature, di rivoli, di altre tematiche che lascio a voi esplorare.<br />
La schiettezza della poesia caproniana porta al discorso della religiosità di un Autore spesso definito ateo (addirittura materialista) e adesso invece, <a href="http://poesia.blog.rainews24.it/2012/01/05/giorgio-caproni-nel-2012-ricorre-il-centenario-dalla-nascita/#more-14974" target="_blank">nelle parole del figlio Attilio</a>, dipinto come regolare frequentatore della chiesa e delle sacre scritture. Un punto per me odioso, che non dovrebbe essere il criterio per cui leggere o peggio &#8220;abilitare&#8221; una voce poetica, e invece (anche nelle manovre di smentita) ti resta sempre quel sospetto, ma tant&#8217;è, soprattutto nel bel vatipaese. La perentorietà di certi versi sulla &#8220;fuga&#8221; o sul &#8220;suicidio&#8221; (non quindi su un&#8217;asserita inesistenza) di Dio, ma anche il definirsi, in una poesia del postumo <em>Res amissa</em>, come &#8220;ateologo&#8221; (con <em>alfa</em> privativo rivolto per me più alla scienza dell&#8217;esistenza che al <em>theòs</em>: <em>a-teologo</em>, non ateo-logo), sottintende a mio avviso proprio il razionalismo di chi cerca un disegno nel verificarsi della storia e non lo trova, probabilmente sa che non lo troverà mai, ma non cessa di porlo sotto la lente. Se è agnosticismo, non è quello del padre (&#8220;In materia di religione il suo atteggiamento era un&#8217;assoluta indifferenza&#8221;, ricorda GC): sotto la perentorietà scorre sempre il fiume carsico dell&#8217;interrogazione.</p>
<blockquote><p>Uno dei tanti, anch&#8217;io.<br />
Un altro, fulminato<br />
dalla fuga di Dio.</p></blockquote>
<p style="text-align:justify;">L&#8217;<em>opera omnia</em> in versi di Giorgio Caproni è reperibile sia nei<em> Meridiani Mondadori</em> che negli<em> Elefanti Garzanti</em>. Buona lettura.</p>
<p style="text-align:justify;"><a href="http://melosegno.tumblr.com/tagged/Giorgio-Caproni" target="_blank">Due poesie tra le mie preferite</a>, tratte da<em> Il Conte di Kevenhüller</em>, la seconda delle quali &#8211; quasi [?] un manifesto poetico &#8211; collocata tra quei <em>Testi marittimi, o di circostanza</em> che, pur slegàti dal tema del titolo (costituendo, a detta dello stesso Autore, un libro nel libro), costituiscono alcune tra le prove più alte di GC (e mi affratellano a lui ulteriormente).</p>
<p>Un saggio del poeta e critico <a href="http://righeeversi.blogspot.com/2012/01/giorgio-caproni.html" target="_blank">Paolo Rabissi</a>, originariamente apparso su <em>La mosca di Milano</em>.</p>
<br />  <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/robertocorsi.wordpress.com/1925/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/robertocorsi.wordpress.com/1925/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/robertocorsi.wordpress.com/1925/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/robertocorsi.wordpress.com/1925/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gofacebook/robertocorsi.wordpress.com/1925/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/facebook/robertocorsi.wordpress.com/1925/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gotwitter/robertocorsi.wordpress.com/1925/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/twitter/robertocorsi.wordpress.com/1925/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/robertocorsi.wordpress.com/1925/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/robertocorsi.wordpress.com/1925/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/robertocorsi.wordpress.com/1925/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/robertocorsi.wordpress.com/1925/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/robertocorsi.wordpress.com/1925/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/robertocorsi.wordpress.com/1925/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=robertocorsi.wordpress.com&amp;blog=537730&amp;post=1925&amp;subd=robertocorsi&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></content:encoded>
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		<title>un &#8220;Kleiber in poesia&#8221;: leggendo gli Esercizi vecchi e nuovi di Giovanna Bemporad</title>
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		<pubDate>Fri, 30 Dec 2011 11:46:17 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Roberto R. Corsi</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Dico subito che l&#8217;importanza storica del libro è straordinaria: troppo oblio si era creato intorno all&#8217;opera creativa di una delle più eminenti letterate e poetesse del novecento italiano. In particolare quell&#8217;amalgama di poesie originali e corpose traduzioni (dai testi sacri indiani fino ai moderni lirici tedeschi, passando per la classicità) che erano appunto gli &#8220;Esercizi&#8221;, [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=robertocorsi.wordpress.com&amp;blog=537730&amp;post=1914&amp;subd=robertocorsi&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class="wp-caption alignleft" style="width: 180px"><a href="http://www.ibs.it/code/9788889829998/bemporad-giovanna/esercizi-vecchi-e-nuovi.html"><img class="  " style="margin-left:5px;margin-right:5px;" title="bemporad" src="http://giotto.ibs.it/cop/copj170.asp?f=9788889829998" alt="bemporad" width="170" height="233" /></a><p class="wp-caption-text">(Clicca per ordinare il libro su ibs)</p></div>
<p style="text-align:justify;">Dico subito che l&#8217;importanza storica del libro è straordinaria: troppo oblio si era creato intorno all&#8217;opera creativa di <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Giovanna_Bemporad" target="_blank">una delle più eminenti letterate e poetesse</a> del novecento italiano. In particolare quell&#8217;amalgama di poesie originali e corpose traduzioni (dai testi sacri indiani fino ai moderni lirici tedeschi, passando per la classicità) che erano appunto gli &#8220;Esercizi&#8221;, dati alle stampe prima nel 1948 poi nel 1980, era confinato alle biblioteche, eccezion fatta per un&#8217;edizione delle sole poesie originali, uscita nel 2010 ma a tiratura limitatissima &#8211; praticamente una forma di cadeau per gli amici più cari.<br />
Ora Luca Sossella e la curatrice Valentina Russi hanno convinto Bemporad a <a href="http://www.lucasossellaeditore.it/Catalogo/Mente/Esercizi-Bemporad-Giovanna" target="_blank">un nuovo <em>imprimatur</em> dell&#8217;opera poetica</a>, presentandola appunto senza il <em>corpus</em> delle traduzioni, con in più alcune poesie degli ultimi anni. Ed esortandola a vincere la sua ritrosia, derivante da una concezione &#8211; con cui mi ritrovo abbastanza d&#8217;accordo, pur dovendo giocoforza pretermetterla a ogni nuova uscita &#8211; dello sforzo poetico come costante <em>labor limae</em> e della poesia come prova mai del tutto<em> perfecta</em>, sempre aperta a innumerevoli revisioni.</p>
<p style="text-align:justify;">Le centoventi pagine del volume ci consegnano una poesia quasi completamente incardinata nell&#8217;endecasillabo. Del resto la ricerca della musicalità è forse il fulcro della poesia di Bemporad, dote cui avevamo già accennato guardando alcuni video della vecchia trasmissione &#8220;Poeti in gara&#8221; (<a href="/2011/04/04/e-quella-a-me-nessun-maggior-dolore/">vedi, qui, il secondo</a>) e definendola <em>inter amicos</em> una sorta di &#8220;Kleiber poetico&#8221;. <span id="more-1914"></span>La padronanza ritmica, la gestualità &#8220;direttoriale&#8221; e quasi plasmante forma dal vuoto, la scelta della declamazione in luogo della lettura costituiscono la piena forza carismatica di Giovanna Bemporad e fatalmente, di fronte al libro, danno un senso d&#8217;orfanezza: in pochi altri poeti la lettura da parte dell&#8217;Autore appare così necessaria al testo stesso, che si atteggia quasi a partitura.<br />
Il silenzio e l&#8217;attenzione critica svelano qualche ridondanza (es. la ripetizione di lemmi e immagini), un omaggio o dedica in certi casi &#8220;siamese&#8221; come nella <em>Variazione su un tasto obbligato</em> di p.16 &#8211; tasto evidentemente montaliano: &#8220;Non domare, implacabile, il mio riso/ mentre il fiore del melo incanutisce;/ non recidermi il filo dei pensieri/ (&#8230;)&#8221;; stesso dicasi per un senso di autentica comunione tematica e di stilemi, e prima ancora empatica, coi lirici greci (e con Leopardi, a sua volta adoratore degli antichi) che attraversa tutta la raccolta: principalmente la morte, la giovinezza trascorsa, lo struggersi per l&#8217;amata (una microsezione è chiamata &#8220;Saffiche&#8221;). Queste caratteristiche intimano al lettore di non sganciarsi mai del tutto, nel valutare le liriche, dal loro carattere di esercizi/ riflessione su materiale precostituito, dalla presenza &#8211; qui invisibile ma tangibile &#8211; di una massiccia opera di traduzione o confronto al loro fianco.<br />
Pure, la portata di alcune poesie è notevolissima, e mi fa piacere riscontrare come le mie preferite si trovino tra le più tarde, a testimonianza che la tensione qualitativa, costante nella raccolta, non è decaduta col tempo.<br />
Un libro quindi necessario ma problematico, problematico ma necessario.</p>
<p><a href="http://melosegno.tumblr.com/tagged/Giovanna-Bemporad" target="_blank">Le mie due poesie preferite</a> (L&#8217;ossessione &#8211; Alla primavera), con le quali vi auguro un sereno 2012.</p>
<br />  <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/robertocorsi.wordpress.com/1914/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/robertocorsi.wordpress.com/1914/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/robertocorsi.wordpress.com/1914/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/robertocorsi.wordpress.com/1914/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gofacebook/robertocorsi.wordpress.com/1914/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/facebook/robertocorsi.wordpress.com/1914/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gotwitter/robertocorsi.wordpress.com/1914/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/twitter/robertocorsi.wordpress.com/1914/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/robertocorsi.wordpress.com/1914/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/robertocorsi.wordpress.com/1914/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/robertocorsi.wordpress.com/1914/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/robertocorsi.wordpress.com/1914/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/robertocorsi.wordpress.com/1914/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/robertocorsi.wordpress.com/1914/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=robertocorsi.wordpress.com&amp;blog=537730&amp;post=1914&amp;subd=robertocorsi&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></content:encoded>
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	</item>
		<item>
		<title>MOBIpoetry: Il ridursi del tutto a vuoto d&#8217;avvenenza (prima edizione)</title>
		<link>http://robertocorsi.wordpress.com/2011/12/16/mobipoetry-il-ridursi-del-tutto-a-vuoto-davvenenza-prima-edizione/</link>
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		<pubDate>Thu, 15 Dec 2011 23:40:47 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Roberto R. Corsi</dc:creator>
				<category><![CDATA[antologie]]></category>
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		<description><![CDATA[neanche una dozzina di giorni fa mi è arrivato il Kindle in lingua italica. Anche se sono ancora in fase di rodaggio confermo tutti i pronostici: leggere con uno schermo non illuminato è riposante e forse ancora più confortevole di certi libri con la carta patinata e quindi velatamente riflettente. L&#8217;occhio ringrazia. Inoltre c&#8217;è il [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=robertocorsi.wordpress.com&amp;blog=537730&amp;post=1886&amp;subd=robertocorsi&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_1887" class="wp-caption alignleft" style="width: 235px"><a href="/2011/12/16/mobipoetry-il-ridursi-del-tutto-a-vuoto-davvenenza-prima-edizione/mobycover/"><img class="size-medium wp-image-1887  " style="margin-left:5px;margin-right:5px;" title="Mobicover" src="http://robertocorsi.files.wordpress.com/2011/12/mobycover.jpg?w=225&#038;h=300" alt="Mobicover" width="225" height="300" /></a><p class="wp-caption-text">La copertina (qui a colori, sul dispositivo purtroppo no) dell&#039;antologia pensata per il Kindle (la foto è mia e nel colophon leggerete dove e quando è stata scattata).</p></div>
<p style="text-align:justify;">neanche una dozzina di giorni fa mi è arrivato il <a href="http://www.amazon.it/kindle" target="_blank">Kindle</a> in lingua italica. Anche se sono ancora in fase di rodaggio confermo tutti i pronostici: leggere con uno schermo non illuminato è riposante e forse ancora più confortevole di certi libri con la carta patinata e quindi velatamente riflettente. L&#8217;occhio ringrazia. Inoltre c&#8217;è il dizionario incorporato &#8211; evidenzi la parola e ti appare il lemma a mo&#8217; di nota &#8211; il che rende l&#8217;oggettino utilissimo per leggere testi in inglese (moltissimi gratis) e migliorare il proprio livello. Delle altre funzionalità come il wifi (se uno ha la fortuna di vivere in una città coperta da free wifi può scaricare, condividere sui social e vedere cos&#8217;hanno evidenziato altri) leggerete nelle recensioni tecniche di cui la rete pullula. Io ora mi voglio soffermare su un aspetto che mi premeva: la compatibilità dei formati con la poesia.</p>
<p style="text-align:justify;"><strong>Ho il piacere di annunciarvi il mio primo esperimento di ebook per Kindle</strong> (<a href="http://www.mobipocket.com" target="_blank">formato Mobipocket</a>, file con estensione .prc) <strong>in forma di antologia</strong>. Ne vedete la copertina qui a lato: si tratta di una <strong>scelta di miei testi dal 2004 a oggi</strong>, escluso il mio esordio (<em><a href="/books/book">L&#8217;indegnità</a></em>) che per qualche mese è ancora coperto da divieto di ripubblicazione (confluirà però nella seconda edizione del qui presente libello).</p>
<p style="text-align:justify;">Sono particolarmente lieto di proporvelo con un certo tempismo, per vari motivi. Ho lavorato con abnegazione, e quasi riga per riga, direttamente sul codice HTML: realizzare un buon prodotto, con sommario ipertestuale e soprattutto formattazione adeguata, non è una passeggiata, almeno non lo è per la poesia. Allo stesso tempo, e specularmente, crearsi (o farsi creare: <a href="/contatti">parliamone</a>) il proprio ebook è un obiettivo accessibile e molto desiderabile per far circolare al meglio i propri scritti ed emanciparsi dai ben noti meccanismi non virtuosi di certa editoria. E la compatibilità del formato MOBI col verso è maggiore di quanto mi aspettassi, pressoché identica al cartaceo (c&#8217;è solo una convenzione differente sul rientro che scoprirete leggendo).</p>
<p style="text-align:justify;">Aspetto le vostre impressioni, o Kindle-muniti, sia sulla qualità della confezione che del contenuto (stranamente sono soddisfatto delle mie scelte).</p>
<p style="text-align:justify;">Il libro (RRC10302.prc &#8211; circa 163 kb) <a href="http://www.robertocorsi.com/extra/testi/RRC10302.prc" target="_blank">si scarica da questo link</a> : tenete sempre d&#8217;occhio la versione, che indicherò qui e che ad oggi è la <strong>1.03.02</strong> (a Marzo come accennato uscirà la seconda edizione). Se avete difficoltà tecniche scrivetemi e ve lo mando via mail.<br />
È possibile leggerlo anche con altri dispositivi: per leggerlo col computer Win o Mac, potete usare il software <strong>Kindle Previewer</strong> che trovate <a href="http://www.amazon.com/gp/feature.html?docId=1000234621" target="_blank">a metà di questa pagina</a> (settate le impostazioni a &#8220;Kindle&#8221; per visualizzarlo in modo ottimale).<br />
Per gli iPad, iPhone e iPodTouch, <a href="http://itunes.apple.com/it/app/kindle/id302584613?mt=8" target="_blank">c&#8217;è la app-osita</a>. Se invece avete altri lettori portatili (Cybook, Iliad) o telefonini/ palmari Symbian, Blackberry, Pocket PC&#8230; (persino il mio vecchio Palm m515!), potete installare il <a href="http://www.mobipocket.com/en/DownloadSoft/ProductDetailsReader.asp" target="_blank">Mobipocket Reader</a>. In tutti questi casi però, essendo il libro ottimizzato per il Kindle 4, la formattazione può non essere rispondente all&#8217;originale.<br />
Buona lettura.</p>
<p style="text-align:justify;" align="justify"><em>Dimenticavo: lasciate stare l&#8217;idea che i documenti pdf si leggano bene sul Kindle: per leggersi si leggono, ma male e con continui ineleganti e arbitrari ridimensionamenti del testo (o noiosi spippolamenti del cursore); è un po&#8217; come ordinare carne in scatola chez Paul Bocuse</em>.</p>
<br />  <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/robertocorsi.wordpress.com/1886/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/robertocorsi.wordpress.com/1886/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/robertocorsi.wordpress.com/1886/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/robertocorsi.wordpress.com/1886/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gofacebook/robertocorsi.wordpress.com/1886/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/facebook/robertocorsi.wordpress.com/1886/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gotwitter/robertocorsi.wordpress.com/1886/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/twitter/robertocorsi.wordpress.com/1886/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/robertocorsi.wordpress.com/1886/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/robertocorsi.wordpress.com/1886/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/robertocorsi.wordpress.com/1886/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/robertocorsi.wordpress.com/1886/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/robertocorsi.wordpress.com/1886/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/robertocorsi.wordpress.com/1886/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=robertocorsi.wordpress.com&amp;blog=537730&amp;post=1886&amp;subd=robertocorsi&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></content:encoded>
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		<title>La poesia in rete: rinascimento o anarchia?</title>
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		<pubDate>Sat, 12 Nov 2011 21:52:22 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Roberto R. Corsi</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Oggi, presso lo sQuola-CCIS di Via dell&#8217;Oriuolo (ove, se ricordate, ebbi modo di parlare un anno fa), era in corso il Convegno Internazionale Our Digital Renaissance. Ho così assistito a una dettagliata prolusione fiorentina di Luigi Fontanella, una sorta di “discorso sullo stato dell&#8217;Unione” poetico/internautica (tra l&#8217;altro con un paio d&#8217;immeritate citazioni del sottoscritto). Il [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=robertocorsi.wordpress.com&amp;blog=537730&amp;post=1865&amp;subd=robertocorsi&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_1863" class="wp-caption alignleft" style="width: 310px"><a href="http://robertocorsi.files.wordpress.com/2011/11/fontanella12nov.jpg"><img class="size-medium wp-image-1863 " title="fontanella12nov" src="http://robertocorsi.files.wordpress.com/2011/11/fontanella12nov.jpg?w=300&#038;h=225" alt="" width="300" height="225" /></a><p class="wp-caption-text">Luigi Fontanella &quot;in azione&quot; durante l&#039;odierna conferenza (foto mia - clicca per ingrandire).</p></div>
<p style="text-align:justify;">Oggi, presso <a href="http://www.squolaflorence.com" target="_blank">lo sQuola-CCIS</a> di Via dell&#8217;Oriuolo (ove, se ricordate, <a href="/2010/01/07/presentazione-di-controfigura-di-luigi-fontanella/">ebbi modo</a> di parlare un anno fa), era in corso il Convegno Internazionale <em><strong><a href="http://www.squolaflorence.com/story/squola_and_stony_brook_conference_on_the_digital_renaissance103" target="_blank">Our Digital Renaissance</a></strong></em>. Ho così assistito a una dettagliata prolusione fiorentina di <a href="/tag/Luigi-Fontanella">Luigi Fontanella</a>, una sorta di “discorso sullo stato dell&#8217;Unione” poetico/internautica (tra l&#8217;altro con un paio d&#8217;immeritate citazioni del sottoscritto). Il “poetologo”, così come il prof. Fontanella si è definito, ha cercato nella prima parte di illustrare i pro e i contro (forse, nel suo pensiero, prevalenti) del fenomeno della pubblicazione in internet, per poi fornire una rassegna (forzatamente non esaustiva, ma) molto capillare dei luoghi della poesia in rete. Col gentile <em>placet</em> dell&#8217;Autore ospito il torso dell&#8217;intervento in allegato pdf: lo potete trovare <a href="http://robertocorsi.files.wordpress.com/2011/11/fontanella12nov-definitivo.pdf">cliccando qui</a>.<br />
Il discorso è stato seguìto da un buona cornice di pubblico attento; il dibattito conclusivo, purtroppo limitato dal poco tempo tra gli interventi, ha visto affiorare entrambi gli orientamenti, con assertori della positività come pure della negatività del fenomeno.<br />
Come chi frequenta questo spazio sa, chi scrive dà (invece) un valore estremamente positivo alla pubblicazione in rete, se non altro perché non vede grosse differenze tra il formarsi del consenso “cartaceo” tradizionale e quello elettronico, almeno quando quest&#8217;ultimo passa per la valutazione altrui (una redazione web, un blog tenuto da altri, etc.). Il principio, che spesso assumiamo in partenza, per cui l&#8217;editoria cartacea premia sempre e solo la qualità (e non, tanto per dire, la capacità autopromozionale dell&#8217;autore o peggio la sua disponibilità di capitale) mi sembra tutto da verificare. <span id="more-1865"></span>In questo senso la poesia in rete, essendo per lo più zero budget, ha anche un certo valore prometeico, di liberazione e parità d&#8217;accesso. Certo occorre per il lettore saper distinguere il grano dal loglio – e prima ancora crearsi un proprio gusto (il mio grano può essere per te loglio, e viceversa): dunque le cautele e i pericoli evidenziati nella prolusione, nella quale si fa riferimento a uno scritto di <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Cesare_Segre" target="_blank">Cesare Segre</a>, sono forse enfatizzati ma non del tutto disinnescati. O meglio presuppongono lavoro, spesso individuale e solitario.<br />
Ma, al di là delle fisiologiche divergenze, è molto bello poter confrontare le diverse posizioni su un tema che ci chiama tutti a ricercare faticosamente nuovi equilibri e consensi, in un mondo che cambia molto rapidamente e sovverte le nostre certezze.<br />
[Emblematico in questo senso, nell'ambito del fashion, il bel lavoro della prof. <a href="http://www.sarapiccolopaci.it/Home.html" target="_blank">Sara Piccolo Paci</a> (intervenuta dopo Fontanella) che, grazie anche a un ampio e focalizzato rilevamento statistico, ha sottolineato tra l'altro (contro molti luoghi comuni) come, nelle giovani generazioni, le scelte di consumo di chi fa uso di avatar complessi e rpg nel mondo digitale rivelino una maturità e un'autostima maggiormente eutrofiche <em>anche nel mondo reale</em> rispetto a chi invece non ne fa uso.]</p>
<br />  <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/robertocorsi.wordpress.com/1865/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/robertocorsi.wordpress.com/1865/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/robertocorsi.wordpress.com/1865/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/robertocorsi.wordpress.com/1865/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gofacebook/robertocorsi.wordpress.com/1865/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/facebook/robertocorsi.wordpress.com/1865/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gotwitter/robertocorsi.wordpress.com/1865/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/twitter/robertocorsi.wordpress.com/1865/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/robertocorsi.wordpress.com/1865/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/robertocorsi.wordpress.com/1865/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/robertocorsi.wordpress.com/1865/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/robertocorsi.wordpress.com/1865/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/robertocorsi.wordpress.com/1865/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/robertocorsi.wordpress.com/1865/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=robertocorsi.wordpress.com&amp;blog=537730&amp;post=1865&amp;subd=robertocorsi&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></content:encoded>
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		<title>Gli occhi di Prometeo (2009)</title>
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		<pubDate>Thu, 03 Nov 2011 15:38:55 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Roberto R. Corsi</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Dopo circa un biennio dalla sua ultimazione esce la plaquette che ho scritto assieme a Liliana Ugolini. La ospita (grazie!) il sito di Francesco Marotta, La dimora del tempo sospeso, che l&#8217;ha benevolmente incorporata nella collana La Biblioteca di Reb Stein, come venticinquesimo volume. La potete trovare partendo da questa pagina (o cliccando sulla copertina [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=robertocorsi.wordpress.com&amp;blog=537730&amp;post=1849&amp;subd=robertocorsi&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_1850" class="wp-caption alignleft" style="width: 224px"><a href="http://rebstein.wordpress.com/2011/11/03/la-biblioteca-di-rebstein-xxv/"><img class="size-medium wp-image-1850 " title="Gli occhi di Prometeo" src="http://robertocorsi.files.wordpress.com/2011/11/coverprom.png?w=214&#038;h=300" alt="Gli occhi di Prometeo" width="214" height="300" /></a><p class="wp-caption-text">R.R. Corsi e L. Ugolini, Gli occhi di Prometeo, 2009, pp. 34. Clicca per accedere alla pagina di download</p></div>
<p style="text-align:justify;">Dopo circa un biennio dalla sua ultimazione esce la plaquette che ho scritto assieme a <strong>Liliana Ugolini</strong>. La ospita (grazie!) il sito di <strong>Francesco Marotta</strong>, <a href="http://rebstein.wordpress.com" target="_blank"><em>La dimora del tempo sospeso</em></a>, che l&#8217;ha benevolmente incorporata nella collana <em>La Biblioteca di Reb Stein</em>, come venticinquesimo volume.</p>
<p style="text-align:justify;">La potete trovare <a href="http://rebstein.wordpress.com/2011/11/03/la-biblioteca-di-rebstein-xxv/" target="_blank">partendo da questa pagina</a> (o cliccando sulla copertina qui di lato) e accedendo tramite il link al PDF, che è ottimizzato per la visualizzazione a due pagine affiancate, con la prima pagina come copertina, proprio come un libro. Suggerisco dunque di salvarne una copia sul proprio computer e leggerlo offline, meglio se con <a href="http://get.adobe.com/it/reader" target="_blank">Adobe Reader</a>, per il quale è già predisposto. Suggerisco anche la lettura a schermo intero (premendo F11).</p>
<p style="text-align:justify;">Se invece volete un assaggio prima di scaricare, <a href="http://rebstein.wordpress.com/2011/11/03/gli-occhi-di-prometeo/" target="_blank">qui Francesco opera una scelta</a> di liriche in abbinamento ad alcuni video del poema sinfonico cui si fa astrattamente riferimento.<br />
Si tratta peraltro di una divagazione assai libera non tanto sulla <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Aleksandr_Skrjabin" target="_blank">partitura di <strong>Skrjabin</strong></a> quanto sul suo punto di partenza, ossia sul possente apparato sinestesico (nota-&gt; colore-&gt; &#8220;stato&#8221;) che il compositore ha assunto. Mentre nel poema del fuoco questa tavola è presa come alfabeto, noi ci siamo mossi in senso orario e antiorario, meditando sulle sue vertebre.</p>
<p style="text-align:justify;">Vi auguro buona lettura invitandovi, per ogni commento, a usare preferibilmente lo spazio in calce alla pagina di download del libro (su La dimora), onde far confluire le vostre annotazioni con quelle che giungeranno da altre vie.<br />
Concludo naturalmente rimarcando il privilegio e l&#8217;onore di aver lavorato fianco a fianco con una poetessa la cui voce e sensibilità, <a href="/tag/liliana-ugolini/">come sa chi frequenta questi lidi</a>, posso tranquillamente annoverare tra quelle che più m&#8217;influenzano.</p>
<br />  <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/robertocorsi.wordpress.com/1849/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/robertocorsi.wordpress.com/1849/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/robertocorsi.wordpress.com/1849/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/robertocorsi.wordpress.com/1849/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gofacebook/robertocorsi.wordpress.com/1849/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/facebook/robertocorsi.wordpress.com/1849/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gotwitter/robertocorsi.wordpress.com/1849/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/twitter/robertocorsi.wordpress.com/1849/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/robertocorsi.wordpress.com/1849/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/robertocorsi.wordpress.com/1849/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/robertocorsi.wordpress.com/1849/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/robertocorsi.wordpress.com/1849/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/robertocorsi.wordpress.com/1849/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/robertocorsi.wordpress.com/1849/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=robertocorsi.wordpress.com&amp;blog=537730&amp;post=1849&amp;subd=robertocorsi&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></content:encoded>
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	</item>
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		<title>Affare Makropulos al MMF: oltre le gambe c&#8217;è di più?</title>
		<link>http://robertocorsi.wordpress.com/2011/10/28/affare-makropulos-al-mmf-oltre-le-gambe-ce-di-piu/</link>
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		<pubDate>Fri, 28 Oct 2011 12:51:29 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Roberto R. Corsi</dc:creator>
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		<category><![CDATA[Zubin Mehta]]></category>

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		<description><![CDATA[Torno al Comunale, dopo un&#8217;assenza di quasi un anno e mezzo, per L&#8217;affare Makropulos di Leoš Janáček. Accantonata la scaramanzia (vedi qui e soprattutto qui), l&#8217;occasione era ghiotta anzi irrinunciabile per assistere a un&#8217;opera che, dal 1960 a oggi, è stata rappresentata in Italia solo dodici volte compresa la presente, di cui tre (inclusa la [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=robertocorsi.wordpress.com&amp;blog=537730&amp;post=1838&amp;subd=robertocorsi&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class="wp-caption alignleft" style="width: 210px"><a href="http://en.wikipedia.org/wiki/Leo%C5%A1_Jan%C3%A1%C4%8Dek"><img title="janacek" src="http://upload.wikimedia.org/wikipedia/commons/thumb/1/17/Janacek.jpg/200px-Janacek.jpg" alt="" width="200" height="230" /></a><p class="wp-caption-text">Leoš Janáček (1854-1928)</p></div>
<p style="text-align:justify;">Torno al Comunale, dopo un&#8217;assenza di quasi un anno e mezzo, per <a href="http://www.maggiofiorentino.com/?q=node/1577" target="_blank"><em>L&#8217;affare Makropulos</em> di Leoš Janáček</a>. Accantonata la scaramanzia (vedi <a href="http://blogregular.splinder.com/post/14826150/sfga-e-contromisure" target="_blank">qui</a> e soprattutto <a href="http://www.nytimes.com/1996/01/07/nyregion/richard-versalle-63-met-tenor-dies-after-fall-in-a-performance.html" target="_blank">qui</a>), l&#8217;occasione era ghiotta anzi irrinunciabile per assistere a un&#8217;opera che, dal 1960 a oggi, è stata rappresentata in Italia <strong>solo dodici volte</strong> compresa la presente, di cui tre (inclusa la <em>première</em> italiana del &#8217;66) meritoriamente proprio a Firenze. Andato in scena per la prima volta nel 1926, il “Makropulos” deriva letterariamente dalla commedia di <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Karel_%C4%8Capek" target="_blank">Karel Čapek</a> (famoso anche per avere ideato la parola <em>robot</em>), e gravita intorno alla figura femminile di <strong>E.M.</strong>, <em>étoile</em> della lirica, viaggiatrice suo malgrado, altezzosa, algida. Curioso e contraddittorio personaggio, nei primi due atti del tutto anticipatore della <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Lulu_(opera)" target="_blank">Lulu berghiana</a> (che arriverà quasi un decennio dopo, incompiuta), o se volete, del pari riecheggiante l&#8217;antieroina di <strong>Wedekind</strong> (che invece scrive tra il 1896 e il 1904 i due drammi da cui è tratta la Lulu) nella sua forza magnetica e distruttiva verso il sesso opposto. Emblematico, qui nel Makropulos, il secondo atto, con quella cerchia scenica di uomini completamente assoggettati, quasi cani in calore davanti all&#8217;uscio della cagnetta, e con l&#8217;attrazione (fatale) abilmente esercitata sul giovane Janek ma soprattutto sul di lui padre Prus, il cui rapidissimo asservimento che conclude l&#8217;atto somiglia molto alla scena di seduzione tra Lulu e il Dr. Schön&#8230; Poi, dopo la notizia tragica relativa al ragazzo (accolta con luciferina indifferenza: qualche colpo di pettine!) arriva, improvvisa benché favorita da qualche bicchiere di troppo, la catarsi: E.M. svela senza troppe costrizioni il suo arcano, rinuncia fatalisticamente ai propri intenti e, nella grande aria finale, trae la sua stessa morale volgendosi al pubblico.<br />
<span id="more-1838"></span>Un&#8217;eroina – dalle sfaccettature probabilmente ricollegabili, nell&#8217;immaginario janacekiano, alla figura di <a href="http://en.wikipedia.org/wiki/Kamila_St%C3%B6sslov%C3%A1" target="_blank">Kamila Stösslová</a> – quasi bipolare, attorno alla quale è costruita una partitura musicale ricca, come spesso in Janáček: pronta a farsi, di conserva col mutamento della protagonista, da nervosa e tematicamente condensata, soprattutto nel primo atto, a via via più piana e distesa.<br />
L&#8217;impressione, per me che affrontavo l&#8217;opera per la prima volta, è che l&#8217;azione e il materiale drammatico musicale avrebbero avuto bisogno di almeno una buona mezz&#8217;ora di scrittura  in più per sviluppare e collegare meglio le connotazioni soggettive-oggettive di un “caso” che, messo così, assomiglia più a un Bignami (per tacere dei recitativi a rompicollo attraverso cui molte delle pieghe della faccenda vengono esposte). Tutto passa invece abbastanza velocemente e, venendo al problema della serata, all&#8217;acqua di rose: non ci sono stati a mio avviso correttivi, cioè spunti o ardimenti interpretativi, musicali o registici, che potessero manipolare la percezione del tempo scenico o musicale nell&#8217;ascoltatore. Non nel binomio <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/William_Friedkin" target="_blank">William Friedkin</a> / <strong>Michael Curry</strong>, che – mercé forse le ristrettezze congiunturali – mettono in scena una rappresentazione senza memorabilia, con niente più di uno <em>slideshow</em> fotografico (solo, accarezzato dalla protagonista in ombra a simboleggiare il desiderio d&#8217;immortalità) per il preludio e un ecpirico finale computergraph, in mezzo ai quali c&#8217;è poco o nulla. Non nell&#8217;orchestra guidata da <strong>Zubin Mehta</strong> al debutto in quest&#8217;opera, condotta con rispetto ma senza scavo e sottolineature nei primi due atti, fino al finale del secondo e al terzo, dove invece è più nel suo habitat lirico e si fa maggiormente apprezzare.<br />
Il cast è nel complesso buono, con una nota di merito per il Vitek di <strong>Jan Vacik</strong> e il Gregor di <strong>Miro Dvorsky</strong>. Maglia nera del gruppo l&#8217;affaticato avvocato Kolenaty di Rolf Haunstein. A sé <strong>Angela Denoke</strong>, dalla conturbante presenza scenica grazie al registicamente-seduttivamente studiato sventolio di due gambe considerevoli, in pieno <em>trend</em> teutonico-kessleriano: quel che più conta, prova vocalmente superata, in volumetrico crescendo e costante nitidezza per lei, ovviamente a lungo applaudita.<br />
Per concludere voglio segnalare l&#8217;ottimo programma di sala ove spiccano il generoso saggio di <strong>Franco Pulcini</strong> e il libretto in italiano, offerto non nella versione dei sopratitoli ma in quella <em>ritmica</em> (lavoro notevole, considerando le differenze tra il ceko e l&#8217;italiano) creata dal compianto <strong>Sergio Sablich</strong>.<br />
Si replica domenica e mercoledì prossimi.</p>
<br />  <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/robertocorsi.wordpress.com/1838/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/robertocorsi.wordpress.com/1838/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/robertocorsi.wordpress.com/1838/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/robertocorsi.wordpress.com/1838/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gofacebook/robertocorsi.wordpress.com/1838/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/facebook/robertocorsi.wordpress.com/1838/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gotwitter/robertocorsi.wordpress.com/1838/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/twitter/robertocorsi.wordpress.com/1838/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/robertocorsi.wordpress.com/1838/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/robertocorsi.wordpress.com/1838/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/robertocorsi.wordpress.com/1838/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/robertocorsi.wordpress.com/1838/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/robertocorsi.wordpress.com/1838/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/robertocorsi.wordpress.com/1838/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=robertocorsi.wordpress.com&amp;blog=537730&amp;post=1838&amp;subd=robertocorsi&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></content:encoded>
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			<media:title type="html">janacek</media:title>
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		<title>silenzio si traduce</title>
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		<pubDate>Tue, 11 Oct 2011 09:13:25 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Roberto R. Corsi</dc:creator>
				<category><![CDATA[autori]]></category>
		<category><![CDATA[poesia]]></category>
		<category><![CDATA[traduzioni]]></category>
		<category><![CDATA[Antonello Borra]]></category>
		<category><![CDATA[Camillo Pennati]]></category>
		<category><![CDATA[Gradiva]]></category>
		<category><![CDATA[Luigi Fontanella]]></category>

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		<description><![CDATA[Questo mio (terzo) esercizio di traduzione è particolarmente rischioso in quanto promana da un poeta&#8230; italiano: si tratta di Camillo Pennati (Milano, 1931), che, per la sua assidua frequentazione della cultura e della poesia inglese, utilizza talora questa lingua come modalità espressiva primaria. È il caso del presente inedito del gennaio scorso il cui autografo [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=robertocorsi.wordpress.com&amp;blog=537730&amp;post=1800&amp;subd=robertocorsi&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class="wp-caption alignleft" style="width: 280px"><a href="http://www.anteremedizioni.it"><img class=" " title="Pennati" src="http://www.anteremedizioni.it/files/images/Pennati_Camillo.jpg" alt="" width="270" height="180" /></a><p class="wp-caption-text">Camillo Pennati (foto dal sito anteremedizioni.it)</p></div>
<p style="text-align:justify;">Questo mio (<a href="/category/traduzioni">terzo</a>) esercizio di traduzione è particolarmente rischioso in quanto promana da un poeta&#8230; italiano: si tratta di <strong>Camillo Pennati</strong> (Milano, 1931), che, per la sua assidua frequentazione della cultura e della poesia inglese, utilizza talora questa lingua come modalità espressiva primaria. È il caso del presente inedito del gennaio scorso il cui autografo si trova a p. 34 dell&#8217;ultimo numero della rivista <a href="http://italianstudies.org/gradiva" target="_blank">Gradiva</a>, preceduto da una nota di Antonello Borra (che ringrazio unitamente a Luigi Fontanella per alcune informazioni sull&#8217;Autore).<br />
Nella lettura dell&#8217;originale, che ho trascritto d&#8217;impeto anche <a href="http://melosegno.tumblr.com/post/11198180508/57-camillo-pennati" target="_blank">qui sul mio taccuino</a>, mi ha profondamente colpito il flusso sonoro (non a caso si chiude evocando uno <em>streaming sound</em>) privo di punteggiatura, incurante anzi accelerato dalle ridondanze e ripetizioni, affabulatore nel formare un&#8217;onda che, muovendo dall&#8217;indagine sulla natura “anemofila” del silenzio, monta toccando nella corsa entità atmosferiche poi siderali fino a predire, oltre allo scempio del pianeta, un collasso dell&#8217;universo inscritto in un silenzio questa volta “sovrumano”.<br />
<span id="more-1800"></span>Il rischio cui inizialmente accennavo è quello, tornando nel tradurre alla madrelingua dell&#8217;Autore, di cozzare contro i canoni del <em>corpus italicum</em> che Pennati ha posto in essere; ciò è quantomai evidente se si considera la raccolta di quattro anni or sono, <em>Modulato silenzio</em>, affine già dal titolo alle tematiche qui trattate –  raccolta di cui potete leggere alcuni estratti sia sulla <a href="http://www.edizionijoker.com/Pagine%20libri/MOD%20-%20Modulato%20silenzio%20-%20Pennati.html" target="_blank">scheda editoriale</a> che <a href="http://www.vicoacitillo.it/recen/archivio/285.pdf" target="_blank">qui</a>. Della densità di questi ultimi ho provato a tener conto, pur cercando di non coagulare l&#8217;estrema velocità del flusso, nelle sfide lemmatiche e semantiche di cui il testo, oltre l&#8217;apparente semplicità, non è affatto privo.<br />
Buona lettura.</p>
<p><span style="color:#ff0000;font-size:12px;">ATTENZIONE: La traduzione e le note sono rilasciate con la Licenza Creative Commons BY-NC-ND nei termini di cui alla colonna destra del sito.<br />
L&#8217;opera è tutelata da plagio con marcatura temporale by PATAMU.COM</span> <a href="http://www.patamu.com"><img style="border-width:0;" src="http://www.patamu.com/img/bottonepatamu2%2888x33%29bord.gif" alt="Opere tutelate con www.patamu.com" /></a></p>
<table border="1" cellpadding="5" align="center">
<tbody>
<tr>
<td style="font-size:11px;" valign="top"><strong><strong><strong>SILENCE</strong></strong></strong></p>
<p><strong><strong><strong></strong></strong></strong>Silence is composed of various pressures<br />
and all the intensity of winds from breeze to gales<br />
containing so their drifting volumes<br />
with their resounding inflection and pitch<br />
within the atmospheric spaciousness<br />
that carries the naturalness of each minimal twist<br />
becoming huge in shapes and wide in transformations<br />
from streaks of larger blue to cloudy regions<br />
of overcasting grey into glooming billows<br />
holding the floods of soon downpouring rains<br />
or still the whiter tension of their rims<br />
there to dissolve their bodies into a transparent sea<br />
of encompassing silence absorbed in all the resonance<br />
of all the floating molecules<br />
with sun and moon cleaving those sidereal waters<br />
letting their wakes divide days from nights<br />
and months from seasons oblivious from all aeons<br />
over the globe below and over each generation<br />
of dilapidating guests that for their exclusive use<br />
heedlessly so deemed.<br />
Earth and the globe<br />
be theirs till it is all consumed and then all<br />
outer space all the available orbits encapsulated<br />
each in their own carapace as future conquerors<br />
of black and other sidereal holes where silence<br />
is drawn in yet another silence to encompass<br />
breathtakingly comets and meteors and all<br />
the streaming sound they absorb.<em></em></p>
<p><em>January 2011</em></td>
<td style="font-size:11px;" valign="top"><strong><strong>IL SILENZIO</strong></strong><strong><strong></strong></strong></p>
<p>Il silenzio è composto di varietà di pressione<br />
e venti di ogni intensità da brezza a burrasca<br />
a contenere così i propri volumi in deriva<br />
la loro risonante modulazione e frequenza<br />
entro la vastità dello spazio atmosferico<br />
portatrice della naturalezza di ogni variazione minima<br />
che diviene imponente nelle forme ampia in trasformazioni<br />
da strisce di blu esteso a nuvolose regioni<br />
di grigio incontrastato che muta in scure masse<br />
con in sé il tracimare di diluvi imminenti                    [10]<br />
o ancora la più candida tensione dei contorni<br />
a dissolverne i corpi in un mare trasparente<br />
d&#8217;avvolgente silenzio assorbito nella piena oscillazione<br />
di tutte le molecole fluttuanti<br />
con sole e luna a fendere quelle acque siderali<br />
le loro scie a dividere i giorni dalle notti<br />
e i mesi dalle stagioni ignari di tutte le ere<br />
sul sottostante pianeta su ogni generazione<br />
d&#8217;ospiti rotti a scialo dal proprio uso esclusivo<br />
sconsideratamente pilotati.                                      [20]<br />
La terra il pianeta<br />
sia loro fino a che sia tutto consumato e poi l&#8217;intero<br />
spazio le possibili orbite racchiuse<br />
ciascuna nel loro carapace come futuri dominatori<br />
di buchi neri e altri abissi siderali ove il silenzio<br />
è attratto dentro altro silenzio a inglobare<br />
togliendo il fiato comete meteore e tutto quanto<br />
il flusso sonoro che esse assorbono.<em></em></p>
<p><em>Gennaio 2011</em></td>
</tr>
</tbody>
</table>
<p style="text-align:justify;"><strong><br />
NOTE</strong>:<br />
v. 9 &#8211; <em>Overcast sky</em> è il cielo completamente coperto, che non lascia spazio al sereno. Ho tradotto con &#8220;incontrastato&#8221; sottintendendo &#8220;dall&#8217;azzurro&#8221;.<br />
v. 19 (<em>dilapidating</em>) &#8211; Acrobazia dettata dalla necessità di usare una locuzione che filasse meglio rispetto al brutto &#8220;dilapidanti/ dilapidatori&#8221;, con in più il problema che &#8220;dilapidatori&#8221;, &#8220;scialacquatori&#8221; nell&#8217;uso corrente si riferiscono al danaro e non alle risorse naturali. Allora mi sono aggrappato allo &#8220;scialo&#8221; che, almeno in Toscana, si usa correntemente anche per altro, ad esempio per lo spreco d&#8217;acqua (es. <em>alla mia spiaggia ci son le docce a scialo</em>). Poi di colpo ho avuto la reminiscenza della Semiramide dantesca (<em>Inf. V, 55-57</em>) la quale &#8220;<em>a vizio</em> di lussuria fu sì <em>rotta</em>/ che libito fé licito in sua legge/ per torre il biasmo in che era condotta&#8221;. Quindi &#8220;rotti a scialo&#8221; vorrebbe significare &#8220;dediti attivamente e rovinosamente al vizio della dissipazione&#8221;.<br />
vv. 19-20 &#8211; Sono andato molto liberamente sulla struttura della frase. La traduzione letterale sarebbe: [ospiti dilapidatori] &#8220;che per proprio uso esclusivo/ sconsideratamente così ritennero [di fare]&#8220;. Brutto. Portando al passivo la frase, il fine diventa il motivo traente: furono dunque &#8220;pilotati&#8221; (mentalmente, nel senso di &#8220;determinati&#8221;) dall&#8217;uso esclusivo.</p>
<br />  <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/robertocorsi.wordpress.com/1800/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/robertocorsi.wordpress.com/1800/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/robertocorsi.wordpress.com/1800/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/robertocorsi.wordpress.com/1800/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gofacebook/robertocorsi.wordpress.com/1800/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/facebook/robertocorsi.wordpress.com/1800/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gotwitter/robertocorsi.wordpress.com/1800/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/twitter/robertocorsi.wordpress.com/1800/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/robertocorsi.wordpress.com/1800/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/robertocorsi.wordpress.com/1800/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/robertocorsi.wordpress.com/1800/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/robertocorsi.wordpress.com/1800/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/robertocorsi.wordpress.com/1800/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/robertocorsi.wordpress.com/1800/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=robertocorsi.wordpress.com&amp;blog=537730&amp;post=1800&amp;subd=robertocorsi&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></content:encoded>
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