Roberto R. Corsi

Imbrattatore di fogli, per giunta con molti a capo…

Archivio per la categoria ‘autori’

piccolo florilegio

Pubblicato da Roberto R. Corsi su 21 Ottobre, 2009

È online la pagina dedicata al Poetico Diario 2010 di cui abbiamo già parlato. Col consenso dell’Editore ho potuto inserire un trittico di poesie che ho gradito alquanto (Autori: Amadei, Leoni, Clarà) nonché, in calce, il mio apporto. Questo il link diretto. Buona lettura!

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“devozioni” ed elucubrazioni

Pubblicato da Roberto R. Corsi su 24 Settembre, 2009

Gian CittonVi segnalo che ho inserito or ora tra il Materiale una nota di lettura che ho dedicato al poeta Gian Citton. Di questo Autore – scoperto da chi scrive solo qualche mese fa – mi ha colpito subito l’identità di taluni nostri assunti di partenza, tanto è vero che mi sono permesso di inserire qualche piccola notazione anche sul sottoscritto… non per rubar la scena ma approfittando delle somiglianze e quindi di un più ampio respiro che il discorso poteva prendere. Ho dato vita ad un concetto (quello di diaphrasis) che mi ronzava da tempo per la testa, sperando di non fare come Totò-compositore e dunque di non aver “scoperto” (o distorto) cose già note. Spero più di tutto che l’articolo possa invogliare alla lettura di questo eccellente poeta; a margine, i più affezionati di voi vi troveranno all’interno la trascrizione di una lirica (quella dedicata alla sonata di Berg) che precedentemente non avevo incluso tra i sette assaggi gratuiti de L’indegnità, e che quindi ne costituisce l’ottavo…

Link diretto alla nota di lettura.

UPDATE: sono ospitato anche sul portale LietoColle (grazie!)

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LietissimoColle

Pubblicato da Roberto R. Corsi su 20 Agosto, 2009

Il segreto delle fragolela pausa estiva s’interrompe con una buona notizia: un mio inedito dal titolo Non donna di province è stato da poco selezionato per il Diario Poetico LietoColle 2010 (Il segreto delle fragole), raccolta che accorpa poeti noti (a guisa di numi) ed emergenti (c’est moi) proponendo sette poesie al mese per accompagnare l’anno venturo. Il volumetto uscirà a fine settembre ed è già prenotabile al costo di €13,00.

Tutti i dettagli e il roster dei poeti (assai di rilievo) sono in questa pagina.

Sono onorato di comparire, e di farlo accanto a voci amiche quali Mariella Bettarini, Gabriella Maleti, Maria Pina Ciancio, nonché altre – preclare – che conosco di fama. Ringrazio molto l’Editore e i suoi collaboratori per questo.

Tema delle composizioni è “L’Italia e la fatica di amarla”. La mia poesia – spero così d’incuriosirvi – gioca sul topos dantesco della “serva Italia” ma (in maniera volutamente grossolana, o diretta) divarica lievemente l’equivoco del termine “donna” (che in Purg. VI sta per “domina”, politicamente inteso) affrescando una donna (-Italia), marcatamente figlia della congiuntura, che seppellisce la passione antica (if any) in tattiche di sopravvivenza. Anche la lectio “province” (minoritaria rispetto a “provincie”) è stata scelta per attualizzare.
Buona lettura!!

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da Maria Pia Moschini

Pubblicato da Roberto R. Corsi su 7 Luglio, 2009

Piccolo scritto per Roberto R. Corsi
24 giugno 2009

“Restare ingenuo, ignaro…” (P. Pasolini)
Questa citazione che precede il libro L’indegnità a succedere di Roberto R. Corsi, è una specie (o sorta?) di inafferrabile realtà, un volo nell’infinito pulviscolo di parole alla ricerca della fluida declinazione delle nuvole.
Scrivere con inconsapevole leggerezza, con velocità temperata, come un respiro che sollevi il pensiero in un ritmo armonico… è questa la ricerca di Corsi, forse inconspaevole allo stesso autore.
“Luoghi del cielo…” dove inscrive come in un retablo perfetto i concetti, le sapienti scansioni del dire.
Si potrebbe disquisire a lungo sulla sua competenza musicale e sul riflesso iridescente che questa emana in ogni direzione ma, in realtà, al di là del suono vibrante che si sprigiona dai testi, c’è qualcosa di misterioso, di arcano che si annida negli angoli di una casa pervasa dagli echi del non detto. Una casa che si trasforma continuamente sotto l’incedere del passo e cambia il percorso dei corridoi, delle scale, l’ubicazione delle stanze, la geometria delle finestre. Una casa abitata da musicisti racchiusi in sferiche boules trasparenti, su cui cade una neve sospesa nel liquido silenzio dell’assenza.
È pero alla pag. 31 che, in uno slancio egoistico, trovo me stessa: “Un’onda dovrebbe morire sulla sua corsa”… Come il poeta che si affanna nel tentativo di fermare il tempo ed anche in quel “…ricordi?” di pag. 32 dove compare il sentimento di un passato trasformato in reliquiario senza codici.
Il mondo si concede a Roberto R. Corsi con la paziente ricostruzione dell’archeologo che ricompone i frammenti di un canopio istoriato, e, mano a mano che il disegno si definisce, dal vaso si sprigiona un vento arcano, un fiume di resine antiche che stordisce.
Il mito si avvolge nel suo mantello còlto da un brivido e si mostra, discontinuo, nell’attualità del suo misterico dramma.
L’indegnità a succedere è un libro prezioso, una galleria ordinata, sapiente. Lettura e rilettura, pensiero e ripensamento, ascolto e percezione di rumori insoliti, di vibrazioni sottili…
È nel blu della copertina, nel tocco delle mani, l’epigrafe destinata a futura memoria.
Nessuna indegnità… solo il rintocco in lontananza di una campana che annuncia l’or di notte, quel momento che non è crepuscolo ma un succedere, un incedere verso una realtà ancora in formazione, proprio come le nuvole spinte da una brezza spiraliforme, una scrittura in versione musicale… un concerto allora o un ritorno alla genesi del suono?

MARIA PIA MOSCHINI è nata a Firenze nel 1939. Dal 1980 si dedica alla poesia e al teatro. Nel 1983 fonda “Intravisioni”, spazio di ricerca a cui collaborano numerosi artisti fiorentini. Nel 1986 nascono i “Piccoli Teatri di Ambientazione”, Operine d’Invenzione in cui la speculazione è mediata dall’ironia e dal gioco poetico. Tra le opere: E sorrise del proprio metodo di misurare le distanze – Storie di soldati (1984), La cugina Iris (1990), Inespresso caffè (1991), Le bambine invisibili. Livre de poche (1992), Teatrino termale (1995), Bataclan (1996). Quest’ultima opera è liberamente scaricabile in formato ebook cliccando sulla copertina qui a lato

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due piccole sublimazioni del sottoscritto

Pubblicato da Roberto R. Corsi su 30 Maggio, 2009

L'area di BrocaQuella di ieri è stata una giornata piena di gratificazioni, e repentinamente ne rendo merito a tre donne ‘ntorno al cor.
In primo luogo desidero ringraziare Annalena Aranguren che, in occasione della presentazione – alla Marucelliana – della sua ultima, pregiata silloge dal titolo Un’altra luce, ha avuto il buon cuore di citare agli astanti addirittura un passaggio della mia nota di lettura. You flatter me, Lady!
Un caro saluto poi a Diana Battaggia di LietoColle, con la quale mi rammarico di non essere potuto restare a discuter di poetiche cose, spero di rimediare alla prossima occasione.

Ho rivisto ben volentieri anche Mariella Bettarini che, oltre a intervenire alla presentazione, mi ha fatto la sorpresa di consegnarmi l’ultimo numero, freschissimo d’uscita, della rivista L’area di Broca, dedicato al tema “cibo” e contenente un mio piccolo apporto narrativo. La rivista annovera in questo numero firme ben più illustri della mia quali – citandone solo alcune – Franci, Moschini, Savino, Ugolini. Tra pochi giorni il fascicolo, di cui ho scannerizzato la copertina, sarà online in libera consultazione (check back frequently), v’invito comunque a prenotare il cartaceo contattando Mariella e dando così sostegno a questo meritevole agorà intellettuale con un contributo da sei euro (costo di un numero) in su.

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applausi per Mi.Bra.

Pubblicato da Roberto R. Corsi su 18 Maggio, 2009

nazione180509 - cronaca firenze - pag4firmandosi con questo nickname (a me caro anche per motivi calcistici, elidendo l’iniziale) Michele Brancale, vecchia conoscenza di questo sito, sottolinea ai lettori de La Nazione di Firenze (cronaca locale, pagina 4 del numero di oggi) l’avvento del mio ebook, che ricordo liberamente scaricabile. Grazie!
Potete leggere la sua breve e lusinghiera recensione cliccando sulla miniatura che vedete in alto a sinistra, oppure qui.

Ciò che è più importante, Michele da pochi giorni ha visto la sua bibliografia arricchirsi di una nuova fatica (la terza in assoluto e la seconda poetica): si tratta di una raccolta di centocinquanta poesie, Salmi Metropolitani, che direi connotate dal rafforzamento di quei temi che gli sono sempre stati cari, primo tra tutti l’attenzione al sociale. Pur non nascondendo la mia perdurante preferenza per il suo notevole esordio del 2007, ho steso una prima nota di lettura, che vi invito a leggere.

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Gente d’Abruzzo: Anna Ventura

Pubblicato da Roberto R. Corsi su 13 Aprile, 2009

TUTTI SAREMO INTERROGATI

Forse non è una colpa
essere nati in un paese in cui
l’inverno è lungo, la primavera
ha spallette di glicini
su muri screpolati. L’orgoglio
e il pregiudizio consigliano di dire
che non è amore, è solo
un capriccio della fantasia,
un’emozione incontrollata. Eppure
è dolore questa cosa che sta nascosta
dietro i grappoli viola,
dietro il fogliame verde
che sfonda il grigio delle pietre.
Questo per San Giovanni della Croce, perché
- dice lui –
tutti saremo interrogati sull’amore.

 

Voglio rivolgere un pensiero alla gente d’Abruzzo, soggetta a così dura prova, attraverso i versi di questa figlia illustre, Anna Ventura. La poesia riportata, che testimonia l’attaccamento alla terra e un senso del dolore che quasi da essa stessa promana, è del 2001 e fa parte della bella silloge Nostra Dea, edita da Esuvia Edizioni.

Tra le varie iniziative di solidarietà vi ricordo il numero 48580 della Protezione Civile (cd. SMS solidale) e, soprattutto per chi è in zona Firenze, il concerto del Maggio Musicale Fiorentino di lunedì prossimo, 20 aprile, con biglietto di 10 Euro interamente a sostegno delle popolazioni colpite.

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doppietta critica

Pubblicato da Roberto R. Corsi su 6 Marzo, 2009

si rinnova, con grande piacere da parte mia, la sinergia tra il sottoscritto e la Rivista di Studi Italiani diretta da Anthony Verna. L’ultimo numero del periodico online (anno XXIV n. 2) ospita un mio saggio su Liliana Ugolini, che altro non è che l’ampliamento del mio intervento del 12 dicembre scorso, ed una nota (molto breve) ad una monografia piuttosto impegnativa a firma di Mauro Canova. Trovate tutto as usual nella sezione Materiale; qui, per far prima, vi linko la pagina-sommario dei miei apporti alla rivista, tutti liberamente accessibili, compreso il lavoro “fontanelliano” dello scorso anno, più volte segnalato. Grandi ringraziamenti, ca va sans dire, al Prof. Verna ed ai suoi collaboratori, che hanno pazientemente tenuto dietro alle pignolerie di revisione dello scrivente!

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riflettori su Cinzia Boccamaiello

Pubblicato da Roberto R. Corsi su 4 Marzo, 2009

è in uscita in questi giorni, per Gammarò, la silloge d’esordio della poetessa spezzina, che mi ha fatto l’onore di chiedermi una prefazione per il libro. La poesia di Cinzia è radicalmente diversa dalla mia, costantemente attenta com’è alla immediatezza comunicativa; nondimeno mi ci sono ritrovato ad agio, col grande sollievo che consegue alla scoperta di non essere (ancora?) schiavo di apriorismi stilistici o intellettuali.
Allo scopo di invogliarvi alla lettura, pubblico nella sezione materiale la suddetta introduzione “tibulliana” annessa al libro; introduzione corredata con alcuni estratti, un altro dei quali potete prendere in considerazione nel mio taccuino.
Dal canto suo, Cinzia mi omaggia con (indebite) belle parole per la mia silloge, confluite tra le illustri Opinioni.

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La brevità, gran pregio

Pubblicato da Roberto R. Corsi su 25 Dicembre, 2008

copertina aranguren Ogni livre d’haiku occidentale fa sorgere fazioni ed interrogativi. Già, perché l’estrema diffusione di questa species poetica nipponica non rende indifferenti critici ed appassionati: la si ama – e la si pratica – o più spesso la si accantona o stigmatizza, adducendo scarsa compatibilità col modo di sentire europeo. Dove risiede il fascino irresistibile dell’haiku? La miglior sintesi si deve a Roland Barthes, che nel suo magistrale L’impero dei segni crede di coglierne i tratti vincenti nella brevità e nella misteriosa proprietà «per cui ci s’immagina sempre di poterne comporre da sé con facilità». In ogni caso la disciplina, sia essa lato buono o lato oscuro della Forza, cattura quotidianamente frotte di apprendisti, con esiti qualitativi alterni, che vanno dal non rispettare nemmeno lo schema metrico ad una buona recezione delle peculiarità e dello spirito che pervade tale poetica.
Lungo le proprie peripezie di scrittura, il sottoscritto ha sempre ritenuto l’haiku un validissimo esercizio di stacco dalla troppa autoreferenzialità, carica tensiva, «escrescenza del miocardio» (A. Di Nicola) verso cui il nostro dire in versi spesso ci porta. Quest’operazione, ovviamente, ha un senso ed una validità solo se ci si dispone a seguire alcune regole “autentiche”. In accordo con lo spirito di Bashō e degli altri maestri dell’epoca classica, do dunque importanza capitale, oltre che allo scrupoloso rispetto del metro 5-7-5, alla preponderanza della contemplazione di un soggetto naturale semplice, del suo profondo mistero (yūgen).
È con questo strumentario che mi accingo alla “verifica incerta” (prendendo a prestito un titolo del poeta Luigi Fontanella) dell’ultima fatica di Annalena Aranguren, Un’altra luce: trenta haiku, edita da LietoColle a fine 2008 in una pregevole veste grafica con tre opere visive del moscovita Vladimir Kara (artista residente a Parigi ma che espone in permanente anche a Firenze, città della poetessa).
L’A. ha al proprio arco, oltre che la tavolozza poetica, una sensibilità musicale di livello e quotidianamente esercitata nel proprio lavoro. Ciò si desume non solo e non tanto dall’esergo pucciniano d’apertura (qui riproposto nel titolo) – che, argutamente così ritagliato, avalla la ricordata tesi barthesiana – quanto dal sicuro incedere metrico, pienamente rispettoso dell’architettura classica (rileverei solo, rabonianamente, qualche accentazione “atonale”, resistente al fluire del verso, ma davvero in casi sporadici).
Introdotta da un haiku dal sentore enunciativo, la prima metà del libro, di nitidezza fulminante, contiene prove anche di grande spessore nelle quali Aranguren si tuffa di testa nel creato e ci ritorna delicati affreschi schiettamente contemplativi, ascetici, ossequiosi del ciclo stagionale: «Prima dell’alba/ quando l’acqua è uno specchio/ ed è silenzio»; «La neve ascolto/ non fa rumore alcuno/ solo preghiera»; o ancora “Autunno”, che contiene il quinario eponimo: «Un’altra luce:/ era il tempo dell’uva/ nera e matura».
Il quindicesimo haiku, “Amiche”, ci dispone a un nuovo ordine di grandezze contrapposte (noi – il mondo), mutando radicalmente lo scenario e introducendoci alla seconda quindicina in cui ritrovo il clima della precedente silloge, Nei passi l’attesa. Una navigazione degli affetti che, seppur condotta con abilità formale e musicale, subordina il naturale ad un ruolo nettamente ancillare rispetto alla propria sfera sentimentale, testimoniato dall’uso frequente del comparativo: «Come il notturno/ come l’ala di uccelli/ noi due vicini»; «Così il tuo abbraccio/ come profuma il pane/ che sa di bianco». Del resto il libro si chiude con un ulteriore paradigma di sintesi, panico abbraccio che ricomprende luoghi e persona amata, a negare ogni frattura.
Un andamento che, col mio metro classico, valuto in termini assai lusinghieri per la prima parte, meno convincenti per la seconda; il giudizio finale è comunque positivo, anche a motivo dell’uniforme padronanza stilistica nonché dell’equilibrio, virtù che rendono questo libello una piacevole lettura, breve ma ricca di spunti meditativi.

[Annalena ARANGUREN, Un’altra luce: trenta haiku, con opere visive di Vladimir Kara, Faloppio, LietoColle, 2008, pagg. 39, €10,00, ISBN 9788878484580]

© Roberto R. Corsi 2008. Riproduzione consentita a patto di citare espressamente l’Autore e l’indirizzo di questo blog come fonte.

UPDATE: la recensione è ora ospitata anche sul sito di LietoColle, a questo indirizzo. Ringrazio sentitamente per l’ospitalità.

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