Chi sono

Per chi ci crede, Acquario ascendente Cancro: creatività, contraddittorietà, predilezione per i deboli.
Truffaut disse più o meno che siamo per tutta la vita quello che sperimentiamo e conseguiamo tra i 7 e 16 anni. Cosa ho provato in quel periodo? senso d’inadeguatezza e disorientamento. Non il massimo, ma credo di averne desunto una dote importante: l’autoironia.
Amo il mare d’autunno e inverno, quando la folla riede alla sua meravigliosa socialità cittadina; faccio il bagno fino a novembre inoltrato e mi hanno predetto un futuro pieno di reumatismi.
Amo la musica classica, tutta ma in particolare quella contemporanea, perché è bellissima, perché all art has been contemporary (ed è ciò che parlerà di noi ai posteri) e perché ai concerti si sta più larghi. Per un bel po’ di anni ne ho scritto in un blog che, morente splinder, ora trovate qui… ho attraversato negli ultimi anni una fase letargica, ma ci sono segnali di ripartenza.
La mia attuale priorità è una zona di deprivazione sensoriale (sensory deprivation zone, © Jonathan Franzen), magari con wi-fi e una bella veduta dalle finestre, ove scrivere e dormire. E non essere costretto a ritmi circadiani da vampiro per un po’ di silenzio e concentrazione.
Ho iniziato a scrivere poesie nel 1997, sconfortato dopo che una fanciulla mi ha portato a sciropparmi Firenze/ Cremona/ Firenze in poche ore e mi ha nitidamente “rimbalzato”: nel caso, prendetevela con lei.
Mentre il mio primo libro stava per essere stampato (primi mesi del 2007) ho realizzato che esistono decine di Roberto Corsi; proprio a Firenze uno aveva appena terminato una monografia per la quale ricevo (io) ancora complimenti. Forse un avvertimento del destino acciò che più oltre non mi mettessi, ma ho pubblicato lo stesso, inframezzando Roberto e Corsi con il mio secondo nome (R. sta per Riccardo) per tentare di fugare l’omonimia; datemi una mano e cercate di non omettere la erre puntata quando mi citate, anche se fa tanto snob, ne convengo…
Dopo l’uscita del libro ho avuto belle recensioni, critiche, tanto silenzio. Mi piacciono le critiche (anche dure, se costruttive), ma è difficile riceverne perché molti poeti si arrabbiano e allora per quieto vivere si soprassiede. La più divertente è stata quella di una brava poetessa che, ricevuto il libro, ha preferito tacere e poi, vista la mia foto su f*cebook, mi ha scritto: sei più giovane di quanto pensassi.
Sono legato al mio esordio ma penso che le mie modalità espressive stiano rapidamente mutando.
Mi piace tanto “creare” quanto recensire poesia altrui, ma spesso (non sempre) vengo indicato anzitutto come critico. Può darsi che io sia più bravo in questo, io non lo credo, ma non sarebbe un dramma.
Qui sono ritratto in luoghi rilkiani (la foto è del 2007). La lettura delle Elegie Duinesi è stata fondamentale per dispormi a scrivere, ma se oggi dovessi salvare solo un libro sceglierei piuttosto l’opera omnia di Giorgio Caproni.
Se volete sapere cosa raffigura lo stemma qui a sinistra, che più che altro è divenuto l’ex libris con cui “sigillo” le opere che creo in pdf o ebook, cliccateci sopra o cliccate qui.
Credo nella lettura silenziosa di ciascuno, anziché nel reading di uno; credo nel lettore e nella sua innata capacità di appropriarsi di una lirica (magari dandole un senso ulteriore) anziché nella necessità tarpargli le ali con una interpretazione “autentica”. Infine credo che oggi sia inutile arrabattarsi su una definizione superindividuale di poesia: parafrasando ciò che Luciano Berio disse sulla musica, “poesia è ciò che scelgo di leggere quando mi dispongo a leggere poesia”.
CORSO DI POESIA
(lezione unica, prezzo 120€*)
Scrivi quel che ti pare:
basta che si disciolga,
sfugga al tuo stagno ego e scorra via.
Ricorda: mai pagare
(chi ti chiede danè, peste lo colga!),
meno che meno un corso di poesia.
[*pagabili in banconote del monòpoli, sorrisi, barzellette o altre inutili utilità]
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versione 2.11 del 10.XI.2010

