precocità in poesia
complice il caldo killer, persino i titoli dei convegni che scorrono tra le notizie originano frivolezze…
PRECOCITA’ IN POESIA
Amore
volevo darti una lunga ode…
non ce l’ho fatta più;
sono venuto (qui dall’editore)
dopo un paio di haiku.

Roberto caro , il senso dell’umorismo non risarcisce e non salva nessuno ( in questa italietta poi ! ) , ma chi lo possiede vive meglio con se stesso e con gli altri , certamente metabolizza la negatività senza i traumi devastanti e affliggenti ( per noi ) di una Salvaneschi o di una Valduga …
Quindi coraggio di vivere e di scrivere nonostante tutto .
leopoldo attolico
28 giugno, 2012 alle 09:30
troppo bella e divertente…per alleggerire…Grazie. Liliana
Liliana Ugolini
28 giugno, 2012 alle 11:29
il cavaliere errante dei giorni nostri
dandyna
30 giugno, 2012 alle 06:05
Al limite dello sberleffo, con una consapevolezza clinica e ben orchestrata, Roberto Corsi ci lancia con un componimento di calzante allusività, in queste giornate giunte intonse dalle contrade africane, un ennesimo messaggio di “dove va la poesia” usando la stessa materia che in definitiva mette sotto il vetrino. Roberto pare dirci “chi vuole intendere, intenda”, liberando col suo humor forma e sostanza, in linea, per restare nella baraonda metroplitana di Europa-calcio 2012, che si fa goal quasi mai per caso. La classe, come si dice, non è acqua. Complimenti, amico mio.
eugenio nastasi
30 giugno, 2012 alle 10:06