Roberto R. Corsi

Imbrattatore di fogli, per giunta con molti a capo…

Diagramma poetico

Pubblicato da Roberto R. Corsi su 16 Giugno, 2009

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due piccole sublimazioni del sottoscritto

Pubblicato da Roberto R. Corsi su 30 Maggio, 2009

L'area di BrocaQuella di ieri è stata una giornata piena di gratificazioni, e repentinamente ne rendo merito a tre donne ‘ntorno al cor.
In primo luogo desidero ringraziare Annalena Aranguren che, in occasione della presentazione – alla Marucelliana – della sua ultima, pregiata silloge dal titolo Un’altra luce, ha avuto il buon cuore di citare agli astanti addirittura un passaggio della mia nota di lettura. You flatter me, Lady!
Un caro saluto poi a Diana Battaggia di LietoColle, con la quale mi rammarico di non essere potuto restare a discuter di poetiche cose, spero di rimediare alla prossima occasione.

Ho rivisto ben volentieri anche Mariella Bettarini che, oltre a intervenire alla presentazione, mi ha fatto la sorpresa di consegnarmi l’ultimo numero, freschissimo d’uscita, della rivista L’area di Broca, dedicato al tema “cibo” e contenente un mio piccolo apporto narrativo. La rivista annovera in questo numero firme ben più illustri della mia quali – citandone solo alcune – Franci, Moschini, Savino, Ugolini. Tra pochi giorni il fascicolo, di cui ho scannerizzato la copertina, sarà online in libera consultazione (check back frequently), v’invito comunque a prenotare il cartaceo contattando Mariella e dando così sostegno a questo meritevole agorà intellettuale con un contributo da sei euro (costo di un numero) in su.

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applausi per Mi.Bra.

Pubblicato da Roberto R. Corsi su 18 Maggio, 2009

nazione180509 - cronaca firenze - pag4firmandosi con questo nickname (a me caro anche per motivi calcistici, elidendo l’iniziale) Michele Brancale, vecchia conoscenza di questo sito, sottolinea ai lettori de La Nazione di Firenze (cronaca locale, pagina 4 del numero di oggi) l’avvento del mio ebook, che ricordo liberamente scaricabile. Grazie!
Potete leggere la sua breve e lusinghiera recensione cliccando sulla miniatura che vedete in alto a sinistra, oppure qui.

Ciò che è più importante, Michele da pochi giorni ha visto la sua bibliografia arricchirsi di una nuova fatica (la terza in assoluto e la seconda poetica): si tratta di una raccolta di centocinquanta poesie, Salmi Metropolitani, che direi connotate dal rafforzamento di quei temi che gli sono sempre stati cari, primo tra tutti l’attenzione al sociale. Pur non nascondendo la mia perdurante preferenza per il suo notevole esordio del 2007, ho steso una prima nota di lettura, che vi invito a leggere.

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ebook, una scelta forte

Pubblicato da Roberto R. Corsi su 20 Aprile, 2009

dpcDa oggi il mio esordio di (già!) due anni or sono ha un fratellino elettronico: sono lieto di porgervi l’ebook Divagazione, polemica e congedo, composto da nove poesie inedite – alcune anche abbastanza risalenti – che hanno ricevuto veste definitiva nel marzo scorso.
Ho dovuto quindi creare un po’ di posto per il “pupo” e trasformare l’ingresso della sezione “Il libro”, che ora passa al plurale e si biforca.
Il volumetto è ottimizzato per una lettura su schermo e liberamente fruibile/distribuibile, a patto di non trarne lucro e non alterarlo nei contenuti. Trovate condizioni d’utilizzo e suggerimenti di fruizione nella pagina dedicata.

Venendo sommariamente a questa scelta di pubblicazione, essa deriva in buona parte dall’intendere queste nòve (in entrambi i sensi) poesie come un’entità a sé stante, tripartita in maniera assolutamente bilanciata (3 divagazioni culturali, 3 fervori, 3 movimenti a congedo) e soprattutto restia a rifluire in una raccolta più corposa.
In più, il mio atteggiamento verso la divulgazione informatica dei testi è assolutamente positivo: contrariamente a molti amici, non considero il medium informatico né ancillare né propedeutico rispetto al cartaceo… di questo spero che potrò discutere proficuamente con voi nei mesi a venire.

Intanto… buona lettura! e benvenuto ogni feedback da parte vostra.

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Gente d’Abruzzo: Anna Ventura

Pubblicato da Roberto R. Corsi su 13 Aprile, 2009

TUTTI SAREMO INTERROGATI

Forse non è una colpa
essere nati in un paese in cui
l’inverno è lungo, la primavera
ha spallette di glicini
su muri screpolati. L’orgoglio
e il pregiudizio consigliano di dire
che non è amore, è solo
un capriccio della fantasia,
un’emozione incontrollata. Eppure
è dolore questa cosa che sta nascosta
dietro i grappoli viola,
dietro il fogliame verde
che sfonda il grigio delle pietre.
Questo per San Giovanni della Croce, perché
- dice lui –
tutti saremo interrogati sull’amore.

 

Voglio rivolgere un pensiero alla gente d’Abruzzo, soggetta a così dura prova, attraverso i versi di questa figlia illustre, Anna Ventura. La poesia riportata, che testimonia l’attaccamento alla terra e un senso del dolore che quasi da essa stessa promana, è del 2001 e fa parte della bella silloge Nostra Dea, edita da Esuvia Edizioni.

Tra le varie iniziative di solidarietà vi ricordo il numero 48580 della Protezione Civile (cd. SMS solidale) e, soprattutto per chi è in zona Firenze, il concerto del Maggio Musicale Fiorentino di lunedì prossimo, 20 aprile, con biglietto di 10 Euro interamente a sostegno delle popolazioni colpite.

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tre mie poesie su “Historica”

Pubblicato da Roberto R. Corsi su 3 Aprile, 2009

Historica-Il foglio letterario è una rivista nata da poco ma che fa già parlare di sé, sia per la giovanissima età e la determinazione del suo ideatore e direttore Francesco Giubilei, sia per la qualità della sua proposta.
Curatrice della sezione poesia di Historica è Maeba Sciuttipoetessa, admin di un noto portale di scritture, finissima sommellière d’autori esordienti e non.
Nell’ultimo numero, il quarto, uscito da pochi giorni, ho avuto il privilegio di essere stato “reclutato” accanto a voci limpide come quelle di Federico Federici (sito), Massimo Botturi, Francesco Palmieri: un terzetto di grande livello, ringrazio moltissimo Maeba per l’attenzione alla mia raccolta nonché per avermi accostato ad Autori così validi.
Le mie tre poesie che ha scelto sono La Sonata per pianoforte di Alban Berg, Scala di Mohs, Teorema di Pitagora – tutte tratte da L’indegnità.

Proprio da questo numero Historica avvia una sinergia con Progetto Babele e sceglie (in bocca al lupo!) la pubblicazione esclusivamente cartacea (le uscite precedenti sono invece liberamente scaricabili in pdf).
È possibile ordinare la rivista via mail al prezzo di 6 Euro spedizione inclusa.
Buona lettura!

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doppietta critica

Pubblicato da Roberto R. Corsi su 6 Marzo, 2009

si rinnova, con grande piacere da parte mia, la sinergia tra il sottoscritto e la Rivista di Studi Italiani diretta da Anthony Verna. L’ultimo numero del periodico online (anno XXIV n. 2) ospita un mio saggio su Liliana Ugolini, che altro non è che l’ampliamento del mio intervento del 12 dicembre scorso, ed una nota (molto breve) ad una monografia piuttosto impegnativa a firma di Mauro Canova. Trovate tutto as usual nella sezione Materiale; qui, per far prima, vi linko la pagina-sommario dei miei apporti alla rivista, tutti liberamente accessibili, compreso il lavoro “fontanelliano” dello scorso anno, più volte segnalato. Grandi ringraziamenti, ca va sans dire, al Prof. Verna ed ai suoi collaboratori, che hanno pazientemente tenuto dietro alle pignolerie di revisione dello scrivente!

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riflettori su Cinzia Boccamaiello

Pubblicato da Roberto R. Corsi su 4 Marzo, 2009

è in uscita in questi giorni, per Gammarò, la silloge d’esordio della poetessa spezzina, che mi ha fatto l’onore di chiedermi una prefazione per il libro. La poesia di Cinzia è radicalmente diversa dalla mia, costantemente attenta com’è alla immediatezza comunicativa; nondimeno mi ci sono ritrovato ad agio, col grande sollievo che consegue alla scoperta di non essere (ancora?) schiavo di apriorismi stilistici o intellettuali.
Allo scopo di invogliarvi alla lettura, pubblico nella sezione materiale la suddetta introduzione “tibulliana” annessa al libro; introduzione corredata con alcuni estratti, un altro dei quali potete prendere in considerazione nel mio taccuino.
Dal canto suo, Cinzia mi omaggia con (indebite) belle parole per la mia silloge, confluite tra le illustri Opinioni.

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La brevità, gran pregio

Pubblicato da Roberto R. Corsi su 25 Dicembre, 2008

copertina aranguren Ogni livre d’haiku occidentale fa sorgere fazioni ed interrogativi. Già, perché l’estrema diffusione di questa species poetica nipponica non rende indifferenti critici ed appassionati: la si ama – e la si pratica – o più spesso la si accantona o stigmatizza, adducendo scarsa compatibilità col modo di sentire europeo. Dove risiede il fascino irresistibile dell’haiku? La miglior sintesi si deve a Roland Barthes, che nel suo magistrale L’impero dei segni crede di coglierne i tratti vincenti nella brevità e nella misteriosa proprietà «per cui ci s’immagina sempre di poterne comporre da sé con facilità». In ogni caso la disciplina, sia essa lato buono o lato oscuro della Forza, cattura quotidianamente frotte di apprendisti, con esiti qualitativi alterni, che vanno dal non rispettare nemmeno lo schema metrico ad una buona recezione delle peculiarità e dello spirito che pervade tale poetica.
Lungo le proprie peripezie di scrittura, il sottoscritto ha sempre ritenuto l’haiku un validissimo esercizio di stacco dalla troppa autoreferenzialità, carica tensiva, «escrescenza del miocardio» (A. Di Nicola) verso cui il nostro dire in versi spesso ci porta. Quest’operazione, ovviamente, ha un senso ed una validità solo se ci si dispone a seguire alcune regole “autentiche”. In accordo con lo spirito di Bashō e degli altri maestri dell’epoca classica, do dunque importanza capitale, oltre che allo scrupoloso rispetto del metro 5-7-5, alla preponderanza della contemplazione di un soggetto naturale semplice, del suo profondo mistero (yūgen).
È con questo strumentario che mi accingo alla “verifica incerta” (prendendo a prestito un titolo del poeta Luigi Fontanella) dell’ultima fatica di Annalena Aranguren, Un’altra luce: trenta haiku, edita da LietoColle a fine 2008 in una pregevole veste grafica con tre opere visive del moscovita Vladimir Kara (artista residente a Parigi ma che espone in permanente anche a Firenze, città della poetessa).
L’A. ha al proprio arco, oltre che la tavolozza poetica, una sensibilità musicale di livello e quotidianamente esercitata nel proprio lavoro. Ciò si desume non solo e non tanto dall’esergo pucciniano d’apertura (qui riproposto nel titolo) – che, argutamente così ritagliato, avalla la ricordata tesi barthesiana – quanto dal sicuro incedere metrico, pienamente rispettoso dell’architettura classica (rileverei solo, rabonianamente, qualche accentazione “atonale”, resistente al fluire del verso, ma davvero in casi sporadici).
Introdotta da un haiku dal sentore enunciativo, la prima metà del libro, di nitidezza fulminante, contiene prove anche di grande spessore nelle quali Aranguren si tuffa di testa nel creato e ci ritorna delicati affreschi schiettamente contemplativi, ascetici, ossequiosi del ciclo stagionale: «Prima dell’alba/ quando l’acqua è uno specchio/ ed è silenzio»; «La neve ascolto/ non fa rumore alcuno/ solo preghiera»; o ancora “Autunno”, che contiene il quinario eponimo: «Un’altra luce:/ era il tempo dell’uva/ nera e matura».
Il quindicesimo haiku, “Amiche”, ci dispone a un nuovo ordine di grandezze contrapposte (noi – il mondo), mutando radicalmente lo scenario e introducendoci alla seconda quindicina in cui ritrovo il clima della precedente silloge, Nei passi l’attesa. Una navigazione degli affetti che, seppur condotta con abilità formale e musicale, subordina il naturale ad un ruolo nettamente ancillare rispetto alla propria sfera sentimentale, testimoniato dall’uso frequente del comparativo: «Come il notturno/ come l’ala di uccelli/ noi due vicini»; «Così il tuo abbraccio/ come profuma il pane/ che sa di bianco». Del resto il libro si chiude con un ulteriore paradigma di sintesi, panico abbraccio che ricomprende luoghi e persona amata, a negare ogni frattura.
Un andamento che, col mio metro classico, valuto in termini assai lusinghieri per la prima parte, meno convincenti per la seconda; il giudizio finale è comunque positivo, anche a motivo dell’uniforme padronanza stilistica nonché dell’equilibrio, virtù che rendono questo libello una piacevole lettura, breve ma ricca di spunti meditativi.

[Annalena ARANGUREN, Un’altra luce: trenta haiku, con opere visive di Vladimir Kara, Faloppio, LietoColle, 2008, pagg. 39, €10,00, ISBN 9788878484580]

© Roberto R. Corsi 2008. Riproduzione consentita a patto di citare espressamente l’Autore e l’indirizzo di questo blog come fonte.

UPDATE: la recensione è ora ospitata anche sul sito di LietoColle, a questo indirizzo. Ringrazio sentitamente per l’ospitalità.

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su Oblivion e non solo

Pubblicato da Roberto R. Corsi su 17 Dicembre, 2008

Per una felice sincronia la mia nota su Luigi Fontanella esce la settimana immediatamente successiva all’exploit del Premio Laurentum. Come ricordate, presentai il suo Oblivion il 12 giugno scorso; la Rivista di Studi Italiani, semestrale online diretto dal Prof. Anthony Verna, ospita il mio intervento – lievemente riveduto per adattarlo alla forma scritta – nell’ultimo numero uscito ieri l’altro. Questo il link alla pagina ove, cliccando su testo o icona, avrete accesso al file PDF (riporto il link anche nella sezione Materiale).
Ringrazio molto il direttore e vi consiglio vivamente di soffermarvi anche sugli altri preziosi approfondimenti offerti da questa rivista, nonché possibilmente di sostenerla attraverso la sottoscrizione.

Il portale Poiein pubblica, tra gli inserimenti di dicembre, la pregevole nota di Annalisa Macchia al mio libro, nota già apparsa su Novecentopoesia e in stralcio nella sezione Opinioni: qui il link diretto al frame della recensione.

Un altro stop presso il Semaforo Letterario di Toscana Oggi, in edicola questa settimana: la rubrica cita in alcuni punti la mia recensione del racconto Soave e invecchiato di Michele Brancale, volumetto gradevole e pienamente in accordance con questo periodo.

Infine, “vo’ fare ammenda”: da qualche giorno, last but not least della sezione Opinioni, trovate anche un passo da una lettera pervenutami da Gian Ruggero Manzoni, artista preclaro e da me stimatissimo, che gentilmente si è soffermato sull’Indegnità: approfitto di questo post per il dovuto, tardivo acknowledgement.

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