Roberto R. Corsi

Imbrattatore di fogli, per giunta con molti a capo…



  • Scrivo per una decina di anime che forse non vedrò mai, ma che adoro senza averle viste (Stendhal)
  • Cerca nel sito

  • 1861 > 2011

    gennaio: 2012
    L M M G V S D
    « dic    
     1
    2345678
    9101112131415
    16171819202122
    23242526272829
    3031  
  • Più cliccati

  • Più votati

  • Commenti recenti

  • Archivio per mese

  • Categorie

  • Staff only

il Prometeo secondo Maria Pia

Pubblicato da Roberto R. Corsi su 23 gennaio, 2012

Maria Pia Moschini

Maria Pia Moschini durante una performance (foto Marco Zoli su literary.it)

Il Teatro è vuoto. L’Orchestra assente.
Nello spazio disabitato stormi di uccelli tentano la fuga, una migrazione precipitata attraverso la cupola di cristallo in uno spazio acustico.
L’apertura si richiude sul loro urlo impazzito ed io qui, immersa nella mia non consapevolezza, tento di convogliare ali e grida attraverso porte e tendaggi, mostrando la luce.
Così i versi di questo Prometeo, saggio poetico di Roberto R. Corsi e Liliana Ugolini, piovono dall’alto e si ribellano alle strettoie della pagina, al rigido incolonnarsi delle parole.
Il mito si adorna di luci e promesse, al di là di ogni decifrazione: l’evasione dal modulo concettuale mi conduce su una rupe altissima da cui posso contemplare l’insieme.
Colori in dissolvenza si annodano a suoni ben definiti, codificati. Afferro le immagini ridotte a pagine per una violenza necessaria, fuggite dalla fluorescenza dello schermo, e avverto il puntiglio di una suggestione /soggezione.
L’attacco di panico è in agguato… il vuoto culturale non lascia spazio a ricerche improvvisate.
Leggi il seguito di questo post »

Pubblicato in: autori, critica, poesia, scrivono di me | Contrassegnato da tag: , , , | Lascia un commento »

oracolo Caproniano (divertissement)

Pubblicato da Roberto R. Corsi su 22 gennaio, 2012


Non più che una celia domenicale: negli ultimi mesi mi pare che tre Autori su tutti siano arbitri elegantiarum nelle poetiche cose. Li vedo regolarmente affiancati alle nuove uscite più importanti, come pre/postfatori o presentatori. Segno che il loro giudizio è tenuto molto di conto. Niente di male in questo, ogni epoca ha i propri custodi. Peraltro, quanto al mio personale rapporto con le loro poesie, due non mi fanno impazzire e uno lo conosco ancora troppo poco. Come avrebbe espresso questi miei pensieri il grande GC?

Rublev

Andrei Rublëv, Trinità angelica, ca. 1400; Mosca, Galleria Tretyakov

Più il vero non vi celo: son Pusterla
e Magrelli e Buffoni
titolari esclusivi
dell’ufficio assunzioni
al poetico cielo!

…ancora vivi?
Non datemi (o datemi) una sberla.

Pubblicato in: community, frivolezze, poesia, varie | Contrassegnato da tag: , , , , | Lascia un commento »

ToMbin tax (un post su cui avrete da ridire)

Pubblicato da Roberto R. Corsi su 17 gennaio, 2012

Tobin

L'economista James Tobin quando ancora non aveva la emme nel cognome (dal sito nobelprize.org)

Ho deciso di autotassarmi.
Lo faccio perché ultimamente provo una sensazione di sovraccarico.
Ogni giorno apro il mio lettore di news e, pur essendo abbonato sì e no a una dozzina di portali, non ci trovo mai, nell’arco della giornata, meno di quattro-cinque raccolte inedite di versi e un numero imprecisato di note di lettura, recensioni, interviste a poeti.
4 moltiplicato 365 (anzi 366, per questo anno bisesto) fa millequattrocentosessantaquattro prove l’anno. “Lo puoi dire lettera per lettera?” direbbe un personaggio di Bukowski “No?” “E allora lascia stare…”
Ovviamente, infatti, non farò mai in tempo a leggerle tutte con la dovuta attenzione, e il fantasma di ciò che ho pretermesso mi perseguiterà nei giorni a venire.
Spesso colloco le “stelline” accanto al post, a mo’ di promemoria di lettura, e il risultato è che sono dinanzi a un firmamento. Altre volte mi do da fare con criteri draconiani di selezione (regole tipo: IF RELIGIONE=1 AND VERSO<5 THEN END), ma il filtro, pur fondato, potrebbe trattenere un po’ troppo materiale.

Prima ancora di tutto ciò avrò verosimilmente controllato la casella di posta scoprendo d’esser stato invitato da un paio di persone a proporre mie poesie “entro il giorno X” con “argomento Y”, ai fini dell’inclusione in una qualche antologia. Queste email non giungono più frequentemente come prima (cadendo in pieno nel punto 3 delle mie RDI, finisco col chiedere quanto sarò retribuito per il mio lavoro di scrittura, con relativo gelo e fine delle trasmissioni), ma giungono. Leggi il seguito di questo post »

Pubblicato in: EAP, magagne, materiale, poesia, rimuginazioni, varie | Contrassegnato da tag: , , , | 6 Commenti »

Giorgio Caproni: centenario e invito alla lettura

Pubblicato da Roberto R. Corsi su 7 gennaio, 2012

caproniOggi scocca il centenario dalla nascita, in terra labronica, di colui che da qualche tempo porto in me come il più grande di tutti.
La mia frequentazione assidua e poi predilezione assoluta per l’opera di Caproni non è molto datata e nasce nel 2009, quando mi trovai a dover scrivere una nota (leggila da qui) su una complessa prova saggistica di Mauro Canova che prendeva in esame, da una prospettiva interdisciplinare e assieme ad altre sillogi di Sereni e Zanzotto, l’ultima raccolta licenziata in vita da GC, cioè Il Conte di Kevenhüller.
Ho compiuto dunque un percorso di approccio e approfondimento inverso rispetto alla lettura cronologicamente lineare dei testi, lettura che poi ho operato integralmente più e più volte (l’ultima questa notte), e forse per questa particolare modalità (ma forse no!) penso che il proprium e la grandezza del poeta stiano soprattutto nel dittico formato da Il franco cacciatore e dal Conte suddetto. Senza nulla togliere alle altre fasi della parabola creativa, contraddistinte agli inizi da una potenza lirica enorme, dalla declinazione dei luoghi (primo tra tutti Genova, la città che più di tutte innerva il poeta: “Ogni pietra di Genova è legata alla mia storia di uomo”) e dal consolidarsi dei temi della solitudine, dell’effimero, del congedo – un tema blanchotiano che emerge in un’altra importante raccolta, il Congedo del viaggiatore cerimonioso & altre prosopopee (1960-1964), in cui risuona in fortissimo una stanchezza precoce, certo fomentata dalle tragiche esperienze personali e storiche attraversate, che sarà sottofondo, dolceamaro brahmsiano, al restante corpus poetico. Leggi il seguito di questo post »

Pubblicato in: autori, critica, libri, poesia | Contrassegnato da tag: , , , , , | 6 Commenti »

un “Kleiber in poesia”: leggendo gli Esercizi vecchi e nuovi di Giovanna Bemporad

Pubblicato da Roberto R. Corsi su 30 dicembre, 2011

bemporad

(Clicca per ordinare il libro su ibs)

Dico subito che l’importanza storica del libro è straordinaria: troppo oblio si era creato intorno all’opera creativa di una delle più eminenti letterate e poetesse del novecento italiano. In particolare quell’amalgama di poesie originali e corpose traduzioni (dai testi sacri indiani fino ai moderni lirici tedeschi, passando per la classicità) che erano appunto gli “Esercizi”, dati alle stampe prima nel 1948 poi nel 1980, era confinato alle biblioteche, eccezion fatta per un’edizione delle sole poesie originali, uscita nel 2010 ma a tiratura limitatissima – praticamente una forma di cadeau per gli amici più cari.
Ora Luca Sossella e la curatrice Valentina Russi hanno convinto Bemporad a un nuovo imprimatur dell’opera poetica, presentandola appunto senza il corpus delle traduzioni, con in più alcune poesie degli ultimi anni. Ed esortandola a vincere la sua ritrosia, derivante da una concezione – con cui mi ritrovo abbastanza d’accordo, pur dovendo giocoforza pretermetterla a ogni nuova uscita – dello sforzo poetico come costante labor limae e della poesia come prova mai del tutto perfecta, sempre aperta a innumerevoli revisioni.

Le centoventi pagine del volume ci consegnano una poesia quasi completamente incardinata nell’endecasillabo. Del resto la ricerca della musicalità è forse il fulcro della poesia di Bemporad, dote cui avevamo già accennato guardando alcuni video della vecchia trasmissione “Poeti in gara” (vedi, qui, il secondo) e definendola inter amicos una sorta di “Kleiber poetico”. Leggi il seguito di questo post »

Pubblicato in: autori, critica, libri, poesia | Contrassegnato da tag: , , , | 1 Commento »

MOBIpoetry: Il ridursi del tutto a vuoto d’avvenenza (prima edizione)

Pubblicato da Roberto R. Corsi su 16 dicembre, 2011

Mobicover

La copertina (qui a colori, sul dispositivo purtroppo no) dell'antologia pensata per il Kindle (la foto è mia e nel colophon leggerete dove e quando è stata scattata).

neanche una dozzina di giorni fa mi è arrivato il Kindle in lingua italica. Anche se sono ancora in fase di rodaggio confermo tutti i pronostici: leggere con uno schermo non illuminato è riposante e forse ancora più confortevole di certi libri con la carta patinata e quindi velatamente riflettente. L’occhio ringrazia. Inoltre c’è il dizionario incorporato – evidenzi la parola e ti appare il lemma a mo’ di nota – il che rende l’oggettino utilissimo per leggere testi in inglese (moltissimi gratis) e migliorare il proprio livello. Delle altre funzionalità come il wifi (se uno ha la fortuna di vivere in una città coperta da free wifi può scaricare, condividere sui social e vedere cos’hanno evidenziato altri) leggerete nelle recensioni tecniche di cui la rete pullula. Io ora mi voglio soffermare su un aspetto che mi premeva: la compatibilità dei formati con la poesia.

Ho il piacere di annunciarvi il mio primo esperimento di ebook per Kindle (formato Mobipocket, file con estensione .prc) in forma di antologia. Ne vedete la copertina qui a lato: si tratta di una scelta di miei testi dal 2004 a oggi, escluso il mio esordio (L’indegnità) che per qualche mese è ancora coperto da divieto di ripubblicazione (confluirà però nella seconda edizione del qui presente libello).

Sono particolarmente lieto di proporvelo con un certo tempismo, per vari motivi. Ho lavorato con abnegazione, e quasi riga per riga, direttamente sul codice HTML: realizzare un buon prodotto, con sommario ipertestuale e soprattutto formattazione adeguata, non è una passeggiata, almeno non lo è per la poesia. Allo stesso tempo, e specularmente, crearsi (o farsi creare: parliamone) il proprio ebook è un obiettivo accessibile e molto desiderabile per far circolare al meglio i propri scritti ed emanciparsi dai ben noti meccanismi non virtuosi di certa editoria. E la compatibilità del formato MOBI col verso è maggiore di quanto mi aspettassi, pressoché identica al cartaceo (c’è solo una convenzione differente sul rientro che scoprirete leggendo).

Aspetto le vostre impressioni, o Kindle-muniti, sia sulla qualità della confezione che del contenuto (stranamente sono soddisfatto delle mie scelte).

Il libro (RRC10302.prc – circa 163 kb) si scarica da questo link : tenete sempre d’occhio la versione, che indicherò qui e che ad oggi è la 1.03.02 (a Marzo come accennato uscirà la seconda edizione). Se avete difficoltà tecniche scrivetemi e ve lo mando via mail.
È possibile leggerlo anche con altri dispositivi: per leggerlo col computer Win o Mac, potete usare il software Kindle Previewer che trovate a metà di questa pagina (settate le impostazioni a “Kindle” per visualizzarlo in modo ottimale).
Per gli iPad, iPhone e iPodTouch, c’è la app-osita. Se invece avete altri lettori portatili (Cybook, Iliad) o telefonini/ palmari Symbian, Blackberry, Pocket PC… (persino il mio vecchio Palm m515!), potete installare il Mobipocket Reader. In tutti questi casi però, essendo il libro ottimizzato per il Kindle 4, la formattazione può non essere rispondente all’originale.
Buona lettura.

Dimenticavo: lasciate stare l’idea che i documenti pdf si leggano bene sul Kindle: per leggersi si leggono, ma male e con continui ineleganti e arbitrari ridimensionamenti del testo (o noiosi spippolamenti del cursore); è un po’ come ordinare carne in scatola chez Paul Bocuse.

Pubblicato in: antologie, ebook, poesia | Contrassegnato da tag: , , | 2 Commenti »

La poesia in rete: rinascimento o anarchia?

Pubblicato da Roberto R. Corsi su 12 novembre, 2011

Luigi Fontanella "in azione" durante l'odierna conferenza (foto mia - clicca per ingrandire).

Oggi, presso lo sQuola-CCIS di Via dell’Oriuolo (ove, se ricordate, ebbi modo di parlare un anno fa), era in corso il Convegno Internazionale Our Digital Renaissance. Ho così assistito a una dettagliata prolusione fiorentina di Luigi Fontanella, una sorta di “discorso sullo stato dell’Unione” poetico/internautica (tra l’altro con un paio d’immeritate citazioni del sottoscritto). Il “poetologo”, così come il prof. Fontanella si è definito, ha cercato nella prima parte di illustrare i pro e i contro (forse, nel suo pensiero, prevalenti) del fenomeno della pubblicazione in internet, per poi fornire una rassegna (forzatamente non esaustiva, ma) molto capillare dei luoghi della poesia in rete. Col gentile placet dell’Autore ospito il torso dell’intervento in allegato pdf: lo potete trovare cliccando qui.
Il discorso è stato seguìto da un buona cornice di pubblico attento; il dibattito conclusivo, purtroppo limitato dal poco tempo tra gli interventi, ha visto affiorare entrambi gli orientamenti, con assertori della positività come pure della negatività del fenomeno.
Come chi frequenta questo spazio sa, chi scrive dà (invece) un valore estremamente positivo alla pubblicazione in rete, se non altro perché non vede grosse differenze tra il formarsi del consenso “cartaceo” tradizionale e quello elettronico, almeno quando quest’ultimo passa per la valutazione altrui (una redazione web, un blog tenuto da altri, etc.). Il principio, che spesso assumiamo in partenza, per cui l’editoria cartacea premia sempre e solo la qualità (e non, tanto per dire, la capacità autopromozionale dell’autore o peggio la sua disponibilità di capitale) mi sembra tutto da verificare. Leggi il seguito di questo post »

Pubblicato in: civetta, community, critica, ebook, editori, magagne, poesia, rimuginazioni, siti | Contrassegnato da tag: , , , , | Lascia un commento »

Gli occhi di Prometeo (2009)

Pubblicato da Roberto R. Corsi su 3 novembre, 2011

Gli occhi di Prometeo

R.R. Corsi e L. Ugolini, Gli occhi di Prometeo, 2009, pp. 34. Clicca per accedere alla pagina di download

Dopo circa un biennio dalla sua ultimazione esce la plaquette che ho scritto assieme a Liliana Ugolini. La ospita (grazie!) il sito di Francesco Marotta, La dimora del tempo sospeso, che l’ha benevolmente incorporata nella collana La Biblioteca di Reb Stein, come venticinquesimo volume.

La potete trovare partendo da questa pagina (o cliccando sulla copertina qui di lato) e accedendo tramite il link al PDF, che è ottimizzato per la visualizzazione a due pagine affiancate, con la prima pagina come copertina, proprio come un libro. Suggerisco dunque di salvarne una copia sul proprio computer e leggerlo offline, meglio se con Adobe Reader, per il quale è già predisposto. Suggerisco anche la lettura a schermo intero (premendo F11).

Se invece volete un assaggio prima di scaricare, qui Francesco opera una scelta di liriche in abbinamento ad alcuni video del poema sinfonico cui si fa astrattamente riferimento.
Si tratta peraltro di una divagazione assai libera non tanto sulla partitura di Skrjabin quanto sul suo punto di partenza, ossia sul possente apparato sinestesico (nota-> colore-> “stato”) che il compositore ha assunto. Mentre nel poema del fuoco questa tavola è presa come alfabeto, noi ci siamo mossi in senso orario e antiorario, meditando sulle sue vertebre.

Vi auguro buona lettura invitandovi, per ogni commento, a usare preferibilmente lo spazio in calce alla pagina di download del libro (su La dimora), onde far confluire le vostre annotazioni con quelle che giungeranno da altre vie.
Concludo naturalmente rimarcando il privilegio e l’onore di aver lavorato fianco a fianco con una poetessa la cui voce e sensibilità, come sa chi frequenta questi lidi, posso tranquillamente annoverare tra quelle che più m’influenzano.

Pubblicato in: autori, ebook, inediti, materiale, musica, novità, poesia, siti | Contrassegnato da tag: , , , | 1 Commento »

Affare Makropulos al MMF: oltre le gambe c’è di più?

Pubblicato da Roberto R. Corsi su 28 ottobre, 2011

Leoš Janáček (1854-1928)

Torno al Comunale, dopo un’assenza di quasi un anno e mezzo, per L’affare Makropulos di Leoš Janáček. Accantonata la scaramanzia (vedi qui e soprattutto qui), l’occasione era ghiotta anzi irrinunciabile per assistere a un’opera che, dal 1960 a oggi, è stata rappresentata in Italia solo dodici volte compresa la presente, di cui tre (inclusa la première italiana del ’66) meritoriamente proprio a Firenze. Andato in scena per la prima volta nel 1926, il “Makropulos” deriva letterariamente dalla commedia di Karel Čapek (famoso anche per avere ideato la parola robot), e gravita intorno alla figura femminile di E.M., étoile della lirica, viaggiatrice suo malgrado, altezzosa, algida. Curioso e contraddittorio personaggio, nei primi due atti del tutto anticipatore della Lulu berghiana (che arriverà quasi un decennio dopo, incompiuta), o se volete, del pari riecheggiante l’antieroina di Wedekind (che invece scrive tra il 1896 e il 1904 i due drammi da cui è tratta la Lulu) nella sua forza magnetica e distruttiva verso il sesso opposto. Emblematico, qui nel Makropulos, il secondo atto, con quella cerchia scenica di uomini completamente assoggettati, quasi cani in calore davanti all’uscio della cagnetta, e con l’attrazione (fatale) abilmente esercitata sul giovane Janek ma soprattutto sul di lui padre Prus, il cui rapidissimo asservimento che conclude l’atto somiglia molto alla scena di seduzione tra Lulu e il Dr. Schön… Poi, dopo la notizia tragica relativa al ragazzo (accolta con luciferina indifferenza: qualche colpo di pettine!) arriva, improvvisa benché favorita da qualche bicchiere di troppo, la catarsi: E.M. svela senza troppe costrizioni il suo arcano, rinuncia fatalisticamente ai propri intenti e, nella grande aria finale, trae la sua stessa morale volgendosi al pubblico.
Leggi il seguito di questo post »

Pubblicato in: civetta, musica, notedascolto, lirica | Contrassegnato da tag: , , , , , , , , , , , , , , , , , | 2 Commenti »

silenzio si traduce

Pubblicato da Roberto R. Corsi su 11 ottobre, 2011

Camillo Pennati (foto dal sito anteremedizioni.it)

Questo mio (terzo) esercizio di traduzione è particolarmente rischioso in quanto promana da un poeta… italiano: si tratta di Camillo Pennati (Milano, 1931), che, per la sua assidua frequentazione della cultura e della poesia inglese, utilizza talora questa lingua come modalità espressiva primaria. È il caso del presente inedito del gennaio scorso il cui autografo si trova a p. 34 dell’ultimo numero della rivista Gradiva, preceduto da una nota di Antonello Borra (che ringrazio unitamente a Luigi Fontanella per alcune informazioni sull’Autore).
Nella lettura dell’originale, che ho trascritto d’impeto anche qui sul mio taccuino, mi ha profondamente colpito il flusso sonoro (non a caso si chiude evocando uno streaming sound) privo di punteggiatura, incurante anzi accelerato dalle ridondanze e ripetizioni, affabulatore nel formare un’onda che, muovendo dall’indagine sulla natura “anemofila” del silenzio, monta toccando nella corsa entità atmosferiche poi siderali fino a predire, oltre allo scempio del pianeta, un collasso dell’universo inscritto in un silenzio questa volta “sovrumano”.
Leggi il seguito di questo post »

Pubblicato in: autori, poesia, traduzioni | Contrassegnato da tag: , , , | Lascia un commento »

 
Follow

Get every new post delivered to your Inbox.

Join 557 other followers