Pubblicato da Roberto R. Corsi su 1 febbraio, 2010
Il prossimo fine settimana a Parigi avrà luogo la terza edizione della Festa del Libro e delle Culture Italiane, ideata dalla libreria fiorentina Leggere per. Chi di voi avrà la fortuna di visitarla potrà assistere ad eventi culturali di gran pregio (in programma, tra l’altro, incontri con Carofiglio, Wu Ming, Celestini) ma potrà/dovrà imbattersi anche in una presenza muraria inquietante: la mia. Subito dopo Natale avevo infatti partecipato con una microrecensione al concorso 1 carattere in 500 caratteri, scegliendo l’amata Trieste (e il libro di Covacich che bene la racconta) come presidio di un’italianità meravigliosa e problematica, passata presente e futura, da scoprire o riscoprire. Risultato inaspettato, la giuria ha voluto attribuirmi addirittura il primo posto!!! Non avendo potuto purtroppo dar seguito alla gentile ospitalità offertami au bord de la Seine da organizzatori e partners (che ringrazio molto per tutto), sarò lì… in effigie e scrittura, assieme ai pannelli delle altre belle recensioni selezionate e proposte in versione bilingue…
A sinistra vedete una miniatura del poster che “abiterò” assieme alla mia traduttrice Anne-Claire De Moro: cliccandoci sopra (o anche qui) avrete accesso al documento pdf a grandezza naturale…
Mi è piaciuto tanto, davvero, pagare questo tributo narrativo alla città che più di tutte mi ha affascinato negli ultimi tempi e metterla in ideale comunicazione nientemeno che con la Ville lumiere! Nella foto sono in Piazza dell’Unità, è l’agosto del 2007 e sono praticamente appena sceso dal treno con relativo sbracamento e visibile stortura vertebrale, ma già innamorato delle Rive al tramonto…
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Pubblicato da Roberto R. Corsi su 22 gennaio, 2010
chi ha avuto il buon cuore di procurarsi L’indegnità troverà una poesia dedicata all’Olmo Campestre (Ulmus minor, ben 23 metri!) che si trova tutto solo in Piazza Vittorio Veneto, esattamente qui. Ho pensato subito a questa usitata location per “smarrire” il mio microracconto (o microromanzo, ma direi più racconto) di una pagina, offerto volentieri alla bella iniziativa di Microcenturie, iniziativa conosciuta via Eva Carriego e che v’invito ad approfondire e, se ve la sentite, ad arricchire col vostro apporto. Intanto stamane, con fare circospetto, ho deposto furtivamente il foglio sulla nuda terra proprio sotto il piedistallo con la locandina. Poi mi sono recato a piedi verso l’ufficio non prima di prendere una storta colossale (grazie ad una buca-cratere nella mantenutissima sede stradale fiorentina) che ho interpretato come invidia degli dei / giudizio sulla mia scrittura.
Nei prossimi giorni, mi dicono, la mia centuria apparirà online e sarà più capillarmente a disposizione di chi la volesse leggere, commentare, stampare, smarrire dove vuole. Se volete avere l’anteprima e siete in zona, affrettatevi verso il piedistallo sperando che qualche anima bella non abbia già prelevato il foglio sottostante e vi ci sia soffiata il nas… lo abbia letto e portato via (speriamo che ne comprenda lo spirito bookcrossing, cioè l’esigenza di girare).
Chiunque leggesse, ora o in futuro, sappia che con esso saldo un debito morale con una persona che non ho mai conosciuto (se non a cose fatte, mediante l’articolo di giornale il cui link si trova in calce al racconto) ma che per lungo tempo ha influenzato la mia vita, un po’ come se fossimo Weronika e Veronique…
UPDATE:: il racconto è stato prelevato dal luogo dell’abbandono (da una mano santa o dalla nettezza non so). Ma soprattutto è stato finalmente pubblicato su microcenturie e dunque si potrà tener traccia dei luoghi di smarrimento/abbandono tramite i commenti al suo post.
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Pubblicato da Roberto R. Corsi su 7 gennaio, 2010
l’anno nuovo mi vede impegnato, con Irene Marchegiani, a dire qualche parola sull’esordio nel genere romanzesco di una voce poetica importante, della quale ci occupammo diffusamente un anno e mezzo fa: Luigi Fontanella ha dato alle stampe per Marsilio questo Controfigura avvincente e carico di suggestioni. Se ne parlerà martedì prossimo dalle ore 18 presso il CCIS di via dell’Oriuolo 43 (zona Duomo) qui a Firenze. Sarà presente l’Autore che leggendo alcuni passi ci aiuterà a focalizzare al meglio i temi del romanzo. Vi aspetto numerosi e allego la locandina dell’incontro, con tutti i riferimenti (cliccaci sopra per visualizzarla in formato grande).

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Pubblicato da Roberto R. Corsi su 29 dicembre, 2009
In questi ultimi giorni sono stato in una città speciale (leggete qualcosa su BLOGregular qui e qui) e come vedete ho incontrato di persona due gelide (visto il clima) manine che dovrebbero esservi familiari. Con questa foto (forzatamente scura, visto il divieto di flash nel museo) vi porgo i miei auguri di serenità e creatività per il 2010.

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Pubblicato da Roberto R. Corsi su 13 novembre, 2009
Ho tra le mani un pregevole numero (X/26) della rivista Vernice (edita da Genesi) dal titolo emblematico Tradurre è un po’ tradire. Sono oltre quaranta i traduttori di livello cui vengono sottoposte tre domande:
è vero che il sogno di ogni traduttore è simile a quello di ogni prefatore: superare i meriti e la creatività dell’autore dell’opera di cui ci si sta interessando?
il traduttore è più vicino all’amanuense, che riproduce una scrittura blindata e chiusa, o al profeta, che parla in anticipo e parla davanti al messaggio che trasmette?
il ruolo del traduttore è meglio simboleggiato da un milite ignoto o da un maestro di stile letterario?
Bene, nessuno risponde allo stesso modo degli altri, risolvendosi l’approfondimento in una gamma incredibile di tonalità sullo scavo degli opposti.
Più che dare ragione o torto a qualcuno, m’interessa esprimere la sensazione per cui l’esperienza della traduzione sia una fondamentale cartina di tornasole non soltanto per chi la compie ma anche per chi la apprezza e la giudica. Ha cioè una capacità universale di coinvolgimento delle dramatis personae.
Chi scrive poesia dovrebbe sempre, come esercizio, provare a tradurre, se ha familiarità sufficiente con la lingua. E a sottoporre la traduzione ad amici. Rimarrà sorpreso dalle discordanze, dalle insospettabili schiere di persone ligie all’interpretazione autentica. Ho letto addirittura alcuni guru della rete statuire che la poesia va spiegata.
Dall’altra parte c’è la sensibilità di ciascuno, la carta moschicida della poesia che Maria Grazia Beverini del Santo chiama spesso in causa definendola “narcisismo di lettura”. E la variabile oggettiva del passaggio del tempo, dello iato tra autore e suo traduttore / lettore, tribunali di seconda e di ultima istanza che dovranno autonomamente decidere tra canone storico o evolutivo.
Il grande poeta è anche lui un Mito, un Archetipo. Ci viene posto quasi sempre innanzi senza possibilità d’intervento critico: toh, leggi, e se non lo capisci te lo spiego io.
Ci si muove sempre su un terreno sorvegliatissimo. E i nervi sono tesi. A ben vedere, in ballo c’è la visione antropologica di ognuno.
Tradurre poesia è come chiamare in causa nei propri versi personaggi dell’epos, della musica, della filosofia, della religione. Fino a che punto si può lavorare di creta?
Sono rimasto colpito dalla modernità del sonetto 66 di Shakespeare. Credo che possa parlarci di alcuni mali che sono anche e soprattutto del nostro tempo. Censura, lobbismo, lottizzazione, oscurantismo. Dopo un iniziale, entusiastico impeto lessicalmente irrispettoso, ho limato la mia verve a favore di correttezza e musicalità. Ma non ho rinunciato a sottoporre a elongazione alcuni passaggi.
Il testo originale, la mia traduzione e le mie note a questo link sul mio taccuino. Buona lettura.
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Pubblicato da Roberto R. Corsi su 23 ottobre, 2009
Il numero odierno di Internazionale contiene una striscia di Thingpart dal titolo Book deal: si ride – a denti stretti – sulle “magnifiche sorti e progressive” degli scrittori. Ecco il link diretto all’originale. Per chi non ha troppa dimestichezza con l’inglese, pubblico la traduzione nel primo commento a questo post.
L’Autrice, Joey Alison Sayers, vive ad Oakland – California (la città degli A’s). Ha pubblicato antologie ed è presente su vari periodici.
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Pubblicato da Roberto R. Corsi su 21 ottobre, 2009
È online la pagina dedicata al Poetico Diario 2010 di cui abbiamo già parlato. Col consenso dell’Editore ho potuto inserire un trittico di poesie che ho gradito alquanto (Autori: Amadei, Leoni, Clarà) nonché, in calce, il mio apporto. Questo il link diretto. Buona lettura!
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Pubblicato da Roberto R. Corsi su 24 settembre, 2009
Vi segnalo che ho inserito or ora tra il Materiale una nota di lettura che ho dedicato al poeta Gian Citton. Di questo Autore – scoperto da chi scrive solo qualche mese fa – mi ha colpito subito l’identità di taluni nostri assunti di partenza, tanto è vero che mi sono permesso di inserire qualche piccola notazione anche sul sottoscritto… non per rubar la scena ma approfittando delle somiglianze e quindi di un più ampio respiro che il discorso poteva prendere. Ho dato vita ad un concetto (quello di diaphrasis) che mi ronzava da tempo per la testa, sperando di non fare come Totò-compositore e dunque di non aver “scoperto” (o distorto) cose già note. Spero più di tutto che l’articolo possa invogliare alla lettura di questo eccellente poeta; a margine, i più affezionati di voi vi troveranno all’interno la trascrizione di una lirica (quella dedicata alla sonata di Berg) che precedentemente non avevo incluso tra i sette assaggi gratuiti de L’indegnità, e che quindi ne costituisce l’ottavo…
Link diretto alla nota di lettura.
UPDATE: sono ospitato anche sul portale LietoColle (grazie!)
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Pubblicato da Roberto R. Corsi su 6 settembre, 2009
È un periodo fertile per idee, nuove amicizie, progetti. Dopo il prezioso arruolamento nel Poetico Diario 2010 (vedi qui) giunge una altrettanto pregevole collaborazione artistica: una mia breve prosa – Coincidenza di opposti (frammento di una lettera possibile) – è inclusa nel libro d’arte A nera, primo volume di un quintuplice omaggio a Rimbaud ed alle sue Voyelles, ideato da Morgana Edizioni.
Il libro-opera (volume di cm 35×45), che oltre al mio testo comprende, più significativamente, opere visive di Gianni Dorigo e sette poesie di Liliana Ugolini, sarà presentato sabato 12 settembre, dalle ore 17, presso “La Barbagianna”, spazio d’arte contemporanea (di cui vedete il logo) situato sulla via di Grignano, sopra Pontassieve. L’occasione è il vernissage d’apertura della mostra Multisala di Gianni Dorigo, che resterà aperta sino al 31 ottobre p.v. L’apparato introduttivo all’opera di Dorigo sarà garantito grazie all’intervento del critico d’arte Sonia Zampini.
Ringrazio molto Alessandra Borsetti Venier e tutti i sodali in quest’opportunità.
Per i dettagli e la scaletta dell’evento, incluse indicazioni stradali su come raggiungere “La Barbagianna”, potete consultare la pagina Exibart o Tellusfolio. Ci sono anche i recapiti telefonici per chiedere informazioni e/o avere conferma di modalità e orari (essendo un evento extra urbem, il suo svolgersi outdoor/indoor è legato al meteo).
“Accorrete numerosi”…
UPDATE: la scheda del libro, con due immagini “ufficiose”.
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